Gianfranco Amato santifica Trump: con lui i "cristiani" potranno calpestare la libertà altrui



Gianfranco Amato ama citare il Papa a casaccio ogni qualvolta spera di poter usare il suo nome per creare odio, eppure non esita a rottamare se poco utile si suoi obiettivi politici. Nonostante Bergoglio abbia espressamente osservato che Trump non è un cristiano in virtù di come voglia costruire muri e non ponti, Gianfranco Amato già lo dipinge come un messia che potrà portare totalitarismi e persecuzioni condotte nel nome di Dio.
In uno dei proclami che è solito diffondere tra i suoi proseliti, Amato afferma che la legalizzazione dell'aborto deve essere visto come un errore. Scrive:

Trump ha avuto anche il coraggio di affermare che col tempo la cultura della vita degli Stati Uniti d’America ha cominciato a scivolare sempre più verso una cultura della morte. E cita, come esempio, la celeberrima sentenza della Corte Suprema Roe v. Wade che nel 1973 ha portato alla legalizzazione dell’aborto negli U.S.A. Scrive, tra l'altro, Trump: «(…) Dalla sentenza della Corte Suprema nel caso Roe v. Wade , emessa quarantatré anni fa, fino ad oggi, più di cinquanta milioni di statunitensi non hanno avuto la possibilità di usufruire delle opportunità che il nostro Paese è capace di offrire.

Se si avesse un briciolo di onestà intellettuale, bisognerebbe osservare come il numero di aborti legali risulti nettamente inferiore a quelli illegali che venivano praticati prima della sua legalizzazione. E forse bisognerebbe riconoscere che tutto ciò è stato possibile grazie a politiche sanitarie basate sulla promozione di quella contraccezione che Amato vorrebbe vietare:

Proprio il «day one» alla Stanza Ovale è stato dedicato da Trump a rivedere la controversa riforma sanitaria voluta dal predecessore Obama. Una riforma che imponendo anche alle strutture e alle istituzioni religiose l'obbligo di copertura assicurativa sanitaria per aborto e contraccezione, aveva creato uno dei momenti di maggior attrito tra la Chiesa cattolica americana e il governo di Washington. Uno scontro giunto persino nelle aule giudiziarie, e che ha fatto partorire alla Conferenza Episcopale U.S.A. una delle più coraggiose ed importanti dichiarazioni sulla libertà religiosa mai emessi da quell'organismo ecclesiale. Si tratta del documento intitolato “Our First, Most Cherished Liberty”, emesso il 14 giugno 2012, con cui i vescovi americani hanno invitato i fedeli alla disobbedienza civile. Dopo aver giustamente precisato che la libertà religiosa non si limita soltanto alla possibilità di andare a Messa la domenica o di recitare il Rosario a casa propria», i coraggiosi presuli statunitensi hanno lanciato questo appello: «E’ triste dover constatare come il nostro governo abbia emanato una legge ingiusta (la riforma della sanità di Obama, n.d.t.). Ad una legge ingiusta non si può obbedire. Di fronte ad una legge ingiusta, non può essere trovato nessun compromesso, soprattutto ricorrendo a parole equivoche e ad atteggiamenti ingannevoli. Tutti i cattolici americani, insieme ai loro concittadini, devono oggi trovare il coraggio della disobbedienza civile difronte a qualunque legge possa apparire ingiusta».

Insomma, una legge che ha aperto la sanità a milioni di cittadini che non potevano pagare servizi privati sarebbe da ritenersi «ingiusta» solo perché non permette che il dirsi «cristiani» permetta di imporre le proprie scelte agli altri in un'ottica in cui si vuole vietare la contraccezione per poi imporre parti con la forza.
Le finalità politiche del proclamo emergono wuando AmatoAmato pubblica una foto del Family Day per rilanciare uno dei suoi ritornelli preferiti riguardo al fatto che i sedicenti "cattolici" debbano poter scegliere liberamente quali leggi rispettare e quali ignorare.

Il tutto per sentenziare:

Obama snobbò l'appello dei vescovi americani, e negò alle strutture religiose la possibilità di esercitare il diritto all'obiezione di coscienza nei confronti della sua riforma sanitaria, sull'assunto che aborto e contraccezione devono considerarsi «diritti fondamentali delle donne». Poi è venuto Trump. E sembra che ora le cose comincino a cambiare.

E se il mondo a cui ambisce Amato è un mondo fatto da Silvane de Mari, Donald Trump e Vladimir Putin, evidente è l'intento politico della sua propaganda anticristiana condotta nel nome di Dio.
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