La seconda moglie di Adinolfi deride i senzatetto, i supporter del marito: «Rovinano il paesaggio»



L'ondata di gelo che si è abbattuta sull'Italia ha sinora provocato almeno sei morti tra i senzatetto. Eppure è su Facebook che la seconda moglie di Adinolfi non ha trovato nulla di meglio da fare che schernirli. Nel pubblicare un senzatetto che aveva cercato rifugio dal freddo in una tenda posizionata su dei cartoni che potessero fare da isolante per il suolo, la cristianissima seconda moglie di Adinolfi ha commentato: "Camping Torre Argentina".
Sarà, ma il dover sopravvivere per strada in una condizione di povertà non pare certo un campeggio. Ovviamente la seconda moglie di Adinolfi ha risposti agli inevitabili commenti di sdegno accusando tutti di non aver capito nulla del suo messaggio anche se, dinnanzi alle richieste di spiegazione, non ha aggiunto altro se non un ringraziamento ad un adinolfiniano venuto in suo soccorso. Ed è proprio quest'ultimo ad aver spiegato che il presunto significato del post, scrivendo: «È talmente banale capire che un cittadino camminando per strada e vedendo la propria città rovinata abbia giustamente voglia di protestare!». Ed è sempre lui ad aver poi aggiunto: «Dobbiamo indignarci perché le nostre città, una volta bellissime e disciplinate sono allo sbando. Se un uomo ha un problema, deve intervenire la polizia e portarlo in un centro di accoglienza, perché ne abbiamo, se una amministrazione non lo fa, questa amministrazione va deprecata, si dovrebbe far cadere perché non in grado». Ed ancora: «La città è rovinata dall'amministrazione che distrugge la cosa pubblica e crea i poveri. Io credo di essere cristiano perché ho fede in Gesù redentore».
Appreso che i seguaci di Adinfolfi sostengono che i poveri deturpano il paesaggio e che la polizia abbia il compito di portare i senzatetto in un non meglio specificato centro di accoglienza, emerge con chiarezza come si stia cercando di sostenere che Roma farebbe schifo perché il 99,4% dei romani ha respinto la candidatura a sindaco di Mario Adinolfi. Quindi tutto fa brodo perché bisogna criticare tutto e tutti anche a danno della dignità delle persone meno fortunate.
Ed ovviamente anche dinnanzi a quel disprezzo per la povertà si fa la fila nel proclamarsi "cristiani" in quello che il tizio definisce «l'unico movimento politico credibile per un cristiano al tempo d'oggi». Sarà, ma sfogliando il programma di Adinolfi parevano esserci solo progetti contro i gay e non certo indicazioni per il contrasto alla povertà, così come forse bisognerebbe ricordare loro che Gesù è nato in una stalla perché nessuno gli diede ospitalità: se ai tempi ci fossero stati loro, avrebbero sostenuto che la Madonna stesse facendo campeggio in una stalla o che il bambinello tenuto al caldo da bue e da un asinello deturpasse il loro paesaggio?
Anche un altro aspetto lascia basiti. Se si scorrono i vari commenti, si nota con fin troppa chiarezza come nei loro commenti tutti i contestatori abbiano scelto parole come "senzatetto" o "aiuto". Solo nei post scritti da sedicenti cattolici ricorrono invece parole più degradanti e offensive come "barboni" o "fare la carità" in quello che la psicologia spicciola non mancherebbe di definire come un'ostentazione del loro reputarsi migliori e superiori a quelle persone.

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