L'autrice per bambini della Giunti che vuole insegnare agli studenti dove infilare il pene: «I bei peni grossi grossi e turgidi turgidi vanno nella vagina»



La Giunti Editore è una casa editrice che parla della signora De mari come una «autrice di libri per ragazzi» mentre commercia i suoi libri, eppure c'è da aver davvero paura al solo pensiero del materiale a cui un suo piccolo lettore potrebbe essere esposto qualora la dovesse cercare in rete.
Sappiamo che se un lettore di Harry Potter dovesse scrivere alla Rowling, l'autrice lo rassicurerà sulla sua identità e sulla necessità di poter spettare in un mondo senza bullismo. Ma se scrivesse alla De Mari, nel migliore dei casi rischierebbe di sentirsi dire che san Paolo vuole la sua morte o che lei lo reputa «biologicamente perdente». Sarà che la signora de Mari appare ormai un'adoratrice della demoniaca ideologia di Adinolfi, ma la Giunti dovrebbe quantomeno proteggere i suoi piccoli lettori da un simile personaggio (ormai troppo simile al più terribile orco delle sue mediocri storielle). E magari dovrebbe anche cercare di impedire che la sua autrice possa cercare di corrompere dei minori con quei suoi racconti riguardo a «quei bei peni grossi grossi e turgidi turgidi» che sostiene siano adatti ad essere accolti dalla sua vagina.
Già, perché se la De Mari appare ormai come una donna che non sa che altro inventarsi per cercare di insultare e denigrare la comunità lgbt al fine di ottenere visibilità e grandi plausi da parte dei proseliti di Adinolfi, quello che lascia sbigottiti è una società che pare incapace di proteggere i suoi cittadini dalla violenza del fanatismo di chi decide di voler danneggiare interi gruppi sociali per divertimento e profitto.
Lei stessa ha ammesso come ogni sua azione debba essere intesa come una ritorsione verso il Cassero di Bologna e il Mario Mieli di Roma, in un'ottica in cui è evidente come le sue affermazioni servono a creare odio, eppure la polizia non ha ancora citofonato alla sua porta. L'Ordine dei medici non l'ha ancora convocata nonostante abusi dei suoi titoli accademici usati per cercare di spingere alcuni genitori al rifiuto dei loro figli, così come la Giunti vende i suoi libri nonostante il rischio di esporre dei minori alla contaminazione della sua ideologia.
Il problema, dunque, non è il fanatismo o la violenza della signora de Mari, ma una società che non ha le leggi e gli strumenti necessari per difendere le minoranze o i nostri bambini da simili aggressioni. Il tutto condito con le intimidazioni con cui i Giuristi per la vita stanno cercando di spaventare chiunque osi esprimere opinioni o preoccupazioni sul caso, in quello che ha tutta l'aria di un attacco alla società democratica che conosciamo.

Ovviamente nel suo articolo la signora De Mari si preoccupa anche di insultare Vladimir Luxuria attraverso il suo parlare del «signor Vladimir Guadagno», così giusto per far comprendere ai bambini che non devono alcun rispetto ai transessuali. Ovviamente continua a citare ossessivamente «la medicina» quasi come se una laurea le permettesse di poter vomitare contro ogni conoscenza scientifica sia stata formulata negli anni da persona assai più compenetranti di lei. Ed è così che la troviamo pronta a scrivere:

Prendersela dietro uccide. Prendersela dietro è un gesto di dolore e umiliazione, che contagia malattie molto mortali. Un uomo degno di questo nome e una donna degna di questo nome non permette a nessuno di profanare la sua fisicità con un gesto del genere. Insegnamo ai nostri figli e alle nostre figlie che “prendersela dietro”, per usare i termini di Guadagno è un gesto pericoloso e di autoprofanazione, che non deve essere subito. Un uomo ti propone di mettere il suo pene nel tuo didietro? La risposta non è “Grazie, che bello, la mia prostata ne sarà felice”. La risposta è “Levati dalla mia strada, adesso, subito, e non osare più incrociarl.”. Insegniamo ai nostri figli e alle nostre figlie a difendersi.

Insultando quell'ordine che sarà chiamato a valutarla per la possibile violazione del codice deontologico che la signora De Mari torna a spargere letame contro la scienza ufficiale, asserendo:

Gli Ordini dei Medici ci stanno assordando con il loro silenzio davanti alle farneticazioni di Guadagno. Il loro silenzio è un disonore.

Sarà, ma il vero disonore appare una donna che cerca di corrompere dei bambini per insegnare loro il disprezzo o per suggerire ai loro genitori di infliggere loro delle torture psicologiche (quelle che lei chiama "terapie riparative" quasi come se un figlio gay fosse un qualcosa da "aggiustare") che ama promuovere nel nome di Mario Adinolfi e del suo incredibile disprezzo verso chiunque non sia di pelle bianca, sedicente cristiano e profondamente omofobo.
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