Le teorie sulla razza di Scandroglio: «I gay sono assai più promiscui degli etero, non sono fatti per relazioni durature»



C'è da stupirsi che i lettori de La Nuova Bussola Quotidiana non si offendano nell'essere trattati come dementi incapaci di intendere e di volere, praticamente sempliciotti a cui si può raccontare qualunque cosa dando per scontato che tanto abboccheranno.
Non c'è da stupirsi che il tema in questione siano quelle unioni civili che il loro direttore non vuole in viltà del disprezzo che prova verso le famiglie di gay e lesbiche. Ed è così che il solito Tommaso Scandroglio si lancia in un lungo discorso volto a sostenere che «la cifra impietosa di mille unioni civili in cinque mesi» rappresenterebbe «un misero bottino». Spergiura che la legge sia stata un flop, giungendo sino a sentenziare che «non c’era nessuna esigenza sociale per approvare la legge, bensì solo un’esigenza ideologica».
Apprendiamo così che quelle mille persone non contavano nulla, dato che i diritti sarebbero un qualcosa che riguarda solo le maggioranze. Sarebbe come sostenere che se si scopre che un bambino è tenuto in schiavitù ma la maggior parte dei bambini può giocare liberamente, il fatto che a quel bambino siano stati negati i suoi diritti non deve interessare a nessuno perché minoranza. E lo stesso lo si dovrebbe dire dei cristiani perseguitati: in quanto minoranza non devono interessare dato che la maggior parte dei cittadini godono della loro libertà di religione e quella minoranza non ha diritti.

Ed è sempre con toni di disprezzo e fiera arroganza che Scandroglio afferma:

Ma i veri motivi dell’insuccesso delle unioni civili sono altri e per paradosso vengono rivelati dalla stessa Cirinnà la quale ammette che “fino ad ora si sono sposate le coppie che avevano urgenza, e le coppie più anziane” e più avanti insiste specificando che si tratta di coppie “in gran parte avanti con gli anni”. La giornalista allora domanda: “E i giovani?” Non erano loro i primi destinatari di questa legge, coloro che avevano aggredito più volte le Sentinelle in piedi, berciato da plurimi siti web le loro offese contro chi criticava il Ddl Cirinnà e interrotto molte volte conferenze e convegni a difesa della famiglia? Tanto livore non poteva che essere segno inequivocabile che i gay ci tenevano tantissimo alle Unioni civili. La senatrice con candore così ribatte: "Ricevo centinaia di lettere. Molti scrivono che l'importante era conquistare un diritto. Poi sceglieranno se e quando celebrare l'unione civile. Del resto è come per le coppie eterosessuali. Chi si sposa più a vent'anni?".
Ecco provato per bocca della stessa on. Cirinnà che le Unioni civili non le vuole nessuno, nemmeno i primi destinatari di questa legge. Esattamente come avviene nel resto del mondo d’altronde. Non le vogliono perché, studi alla mano, le persone omosessuali sono assai più promiscue di quelle etero, cambiano spesso partner, non sono fatte per relazioni durature. Figuriamoci addirittura formalizzare davanti alle autorità un rapporto che si vuole libero, aperto, liquido, quasi vaporoso. Le unioni civili come il matrimonio non fanno per la persona omosessuale.
Ecco poi spiegato il perché si buttano a capofitto solo le coppie anziane. La legge 76/2016 infatti offre loro molte garanzie economiche e previdenziali, in primis ricordiamo la pensione di reversibilità. La legge Cirinnà in buona sostanza rappresenta una sorta di assicurazione sul futuro, una specie di pensione arcobaleno. L’età avanza, gli acciacchi si fanno sentire e qualche soldino in più fa comodo, soprattutto nella previsione che prima o poi uno dei due compagni verrà a mancare. L’affetto, l’ “amore” c’entrano poco o nulla. E’ mero pragmatismo.

E se le accuse di aver aggredito le Sentinelle in piede non sono altro che una mera diffamazione da parte di un organo integralista che ha come unico sopo la promozione dell'intolleranza, inaccettabile è come il signor Scrandoglio si permetta di offendere e denigrare persone per bene che manco conosce.
Non si capisce su quale piedistallo creda di essere per poter giudicare, accusare e insultare persone per bene che hanno il diritto costituzionale ad essere rispettate.
Si crede migliore dei gay? Può legittimamente pensarlo fin tanto che quell'idea malsana resta nella sua mente, ma se la sua frustrazione e la sua invidia lo spingono a insultare e diffamare qualcuno, allora la violazione del codice civile non può essere impunita. Dice che metto le corna a qualcuno? Lo dimostri o ne risponda penalmente!

Ed è sempre ricorrendo ad illazioni immotivate quale fonte di promozione all'odio che l'integralista si lancia anche nell'affermare che «poco importa che nessuno usi di questo istituto, l’aspetto fondamentale sta nel fatto che una legge dello Stato ha elevato a bene giuridico l’omosessualità ed ha inferto un colpo mortale al matrimonio». Ed ancora, è negando il principio di uguaglianza fra gli uomini e sostenendo che lui esiga maggiori diritti e maggior dignità in virtù del piacere che prova nell'eiaculare in una vagina femminile che l'integralista aggiunge: «Va da sé poi che le Unioni civili siano solo una tappa della marcia di avvicinamento al vero obiettivo: il “matrimonio egualitario” omosessuale».
E se il matrimonio egualitario è egualitario e non "omosessuale", checché ne dica 'sto tizio, il principi di uguaglianza sono principi e non doveri. Nessuno deve essere obbligato a sposarsi come a nessuno deve essere negato di non poterlo fare. È un principio basilare, ma evidentemente l'integralismo cattolico non è in grado di capire che il valore della vita è dato dalla azioni che si compiono, non da quanta violenza si è inferta agli altri per mero disprezzo dell'umanità.
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