L'integralismo all'attacco di Wikipedia: così Mario Mieli diviene un «ebreo» e un «pedofilo»



Se si consulta la voce di Wikipedia riguardante Mario Mieli, si resta basiti nel trovare come tra le fonti citate figuri anche un sito ideologico come l'Uccr, noto per la sua abitudine ad alterare a propria convenienza la realtà storica e scientifica dei fatti al solo fine di promuovere l'omofobia.
E se tanto basta a mettere in dubbio la parzialità e l'autorevolezza di quella voce, è sfogliando le modifiche della pagina che si può facilmente osservare una costante alterazione della voce da parte di gruppi che apparirebbero di matrice neonazista. Ad esempio il 26 dicembre scorso qualcuno tentò di etichettarlo come un "giudeo", così come qualcun altro modificò i termini riguardanti la «sessualità infantile» per sostituirli con il termine «pedofilia». Termine che ancor oggi appare presente nella pagina, nonostante il parlare di sessualità infantile non significhi di per sé parlare di pedofilia, dato che quest'ultima riguarda solo i maggiorenni che abusano di minorenni.
Sempre in quell'occasione, vennero inseriti dei riferimenti al sito omofobo "Informare per resistere" in cui si cercava di collegare tra Mario Mieli e l'omicidio Varani, sostenendo che quel delitto sarebbe stata la conferma dell'esistenza di un presunto «stile di vita gay» derivante dall'orientamento sessuale.
È invece nel marzo del 2016 che fece la comparsa quella modifica che ancor oggi si basa sulla propaganda di Uccr, atta ad aggiunger in modo del tutto decontestualizzato che «nel corso dell sua esistenza, cercò di superare i limiti e si dette a pratiche sempre più estreme, inclusa la coprofagia». In realtà il pensiero di Mieli appariva un po' diverso da come viene qui dipinto: la psicologia di allora (era il 1977) condannava l'omosessualità come perversione, ed è proprio per opporsi a quelli che l’autore chiamava "psiconazisti", riabilita tutte le parafilie: coprofagia, zoofilia, necrofilia e sesso con i minori. Peccato che il punto di partenza fosse assai diverso da quello teorizzato dalla donna, dato che Mieli non ha mai teorizzato la libertà dell’adulto di poter abusare a suo piacimento dei minori, ma rivendicò il diritto dell’individuo sessualmente libero a poter disporre del suo corpo sin dalla più giovane età.
Interessante è anche osservare come la sua voce sia stata eliminata dalla categoria "attivisti lgbt" per essere inserita nella categoria "ebrei italiani". E se l'analisi potrebbe andare avanti a lungo (la cronologia delle modifiche appare liberamente consultabile), l'impressione è quella di un continuo tentativo di modificare i pensieri di un uomo al fine di renderlo attaccabile attraverso la propaganda integralista. Un processo lento ma evidentemente efficace se si considera come solo alcune di quelle modifiche siano state annullate mentre altre restano ancor oggi presenti e spacciate per veritiere al pubblico. Come in epoca nazista, ancor oggi è attraverso l'alterazione delle informazioni che alcune lobby tentano di alterare la verità a proprio vantaggio.
E nelle discussione della voce enciclopedica appaiano anche affermazioni ben più gravi. È il caso di un utente (oggi bloccato per molteplici violazioni) che si lanciava nel parlare di «una posizione del tutto antiscientifica, e semplicemente comoda per assecondare i propri istinti con carne giovane». Peccato che Mieli non abbia mai sostenuto che un adulto dovesse poter far sesso con dei minori.











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