Nel nome dei vescovi, un ospedale cattolico si è rifiutato di fornire assistenza medica ad un trans



Ancora una volta la cronaca ci racconta come la religione cattolica venga troppo spesso usata come legittimazione all'odio e alla violenza. L'ospedale attolico St Joseph’s Regional Medical Center di Paterson, nel New Jersey, si è rifiutato di ricoverare un paziente transessuale in base a presunte «direttive religiose» impartite dai vescovi.
Se ora la struttura finirà ora in tribunale le per aver messo a repentaglio la salute del transessuale, l'amministrazione continua imperterrita a sostenere che l'intervento non potesse essere effettuato dato che si trattava di un «ospedale cattolico» e che il personale era tenuto a «seguire le direttive etiche e religiose della Conferenza statunitense dei vescovi cattolici». Non è dato di sapere dove questa gente abbia letto che si devono uccidere i transessuali nel nome di Dio, anche se l'Associated Press sottolinea come le strutture ospedaliere possano legalmente rifiutarsi di operare qualunque trattamento ritenuto "moralmente sbagliato" da parte della Chiesa cattolica. Sarebbe come se un medico gay potesse rifiutarsi di soccorrere Adinolfi e fosse legittimato a rinnegare il Giuramento di Ippocrate sulla base di quanto reputi nociva e moralmente inaccettabile la sua propaganda d'odio.
Rappresentato dalla Lambda Legal, la vittima spera di ottenere un risarcimento in modo da assicurarsi che nessuna altra persona trans sia costretta a dover subire trattamenti simili da parte di quell'ospedale.
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