Pioggia di proteste sulla Giunti, mentre la De Mari sostiene di avere il "diritto" di corrompere all'odio i figli altrui



Io sono ariana in virtù della quantità di sperma maschile che ho accolto nella mia vagina e, come un moderno Fritz Heider, mi prefiggerò di collaborare con l'integralismo per sostenere sia "scientificamente" provato che gli alti siano esseri inferiori a me. Gli altri sono sbagliati, io sono migliore di chiunque altro. È più o meno questo il messaggio che viene incessantemente lanciato dalla scrittrice per bambini Silvana De Mari sulle sue pagine social.
Ovviamente molti genitori sono preoccupati da come quella donna, assistita legalmente dall'ultra-.integralista Giangranco Amato ed ex-collaboratore del fondamentalista Mario Adinolfi, rischi di indottrinare all'odio i loro figli. È ovvio che se un bambino dovesse accedere ad una delle sue pagine, si troverebbe a leggere che i gay sono persone anormali, che si scaglierebbero addosso escrementi quale mezzo di accoppiamento e Dio debba poter essere nominato a proprio piacimento quale giustificazione ad un nuovo olocausto. E pare ovvio che a nessuno possa far piacere che una scrittrice promossa da una casa editrice come la Giunti possa cercare di inculcare idee neonazista nei propri figli.

Con la sua solita arroganza e violenza, è dalle sue pagine internet che la signora spiega che il suo presunto "dritto" all'odio debba essere tutelato attraverso la totale censura di qualunque opinione sia a lei sgradita. Gli altri genitori dovrebbero stare fermi a guardarla mentre lei corrompe i loro figli, senza fiatare. Scrive:

Metri cubi di mail stanno arrivando all’editore Giunti, la loro pagina fb deve sempre essere ripulita Metri cubi di posta a me. La violenza incredibile di molte mail che ricevo, se ancora avessi avuto dei dubbi, mi dicono che sono sulla strada giusta, sull’unica percorribile. Se non lasciamo ai nostri figli la stessa libertà che abbiamo ricevuto dai nostri padri saremo stati degli indegni. Quando io ero bambina, subito dopo il terrificante bagno di sangue della seconda guerra mondale la nostra libertà di parola era molto alta. Ora il cosiddetto politicamente corretto ha imbavagliato la libertà di parola.

E se fa ridere che una donna possa parlare di «libertà di opinione» di aver sostenuto sia necessario «ripulire» qualunque opinione non sia conforme al suo pensiero unico e al suo pregiudizio, la De Mari torna ancora una volta a sostenere che l'odio sia sinonimo di cristianesimo:

Sono stata per un certo tempo presidente dell’associazione Salviamo i Cristiani. Nonostante la cosmica mancanza di fondi, prima di sparire, l’associazione ha comunque risolto qualcosa, il soccorso a un gruppo di cristiani siriani rifugiati in Libano. Mi sono rimaste terrificanti foto, sul mio computer precedente, foto che non metto sul web per evitare l’effetto imitazione nel Jihad islamico. Ho la foto di un uomo cui è stata strappata la faccia da vivo, ho le innumerevoli foto di innumerevoli corpi carbonizzati sui pavimenti anneriti delle chiese nigeriane, innumerevoli crocefissi a Mosul non ci sono chiodi, le persone sono legate su croci, si muore per asfissia, impossibilità a espandere il torace.

Non è dato di sapere cosa diamine centri tutto ciò ciò la sua promozione alla violenza omofobia, così come pericolosissimo pare il suo distinguo nel sostenere che le vittime delle violenze non siano tutte uguali e che solo i "cristiani" meriterebbero di essere tutelato. Il tutto, peraltro, mentre i suoi proclami servono a creare nuovo odio e nuova morte contro tutti quegli adolescenti che non le piacciono in virtù del loro orientamento sessuale.

Con il solito sistema propagandistico che mira a sostenere che i gay debbano arrolata a creare morte fra i loro fratelli, la donna aggiunge:

Chiedo anche alle persone che si ritengono omosessuali di aiutarmi, di affiancarmi: la libertà di parola è un bene assoluto. Non approvo quello che dici , ma sono disposto a combattere perché tu lo possa dire ( No, non è una citazione di Voltaire, non lo ha mai detto) è un punto fondamentale e irrinunciabile. Altrimenti avrete dato la primogenitura, il diritto di vivere in un paese dove la libertà di parola è assoluta, in cambio di un piatto di lenticchie, il dubbio diritto di non dover ascoltare cose sgradite. Occorre essere liberali: se io penso che il vostro sia un disordine, un’incompletezza, a voi cosa vi cambia? Se io e gli amici miei pensiamo che San Paolo avesse ragione, a voi cosa vi cambia? Ve ne importa così tanto di essere approvati da tutti e sempre? È così irrinunciabile?

Insomma, quella stessa donna che attraverso il suo avvocato ha annunciato cause legali contro chiunque abbia offeso quella che lei sostiene si ala sua "reputazione", dice che gli altri devono subire il silenzio mentre lei incoraggia i genitori altrui a creare condizioni infernali per alcuni ragazzi. Il suo promuovere fantomatiche "terapie riparative" che portano anche la morte o il suo giocare con i numeri dei suicidi tra transessuali come giustificazione a creare nuova morte non è un diritto di parola: è un incitamento alla violenza e al bullismo.

Ma è sostenendo che lei debba poter dire tutto ciò che vuole (mentre gli altri devono essere «ripuliti»), aggiunge:

La libertà di parola è sotto attacco ed è sotto attacco la libertà religiosa. Se è vera la bizzarra affermazione dell’APA che l’omosessualità sia normale, allora il cristianesimo che la condanna va bandito. Le chiese che rifiutano di sposare persone dello stesso sesso saranno chiuse, le scuole cattoliche costrette a insegnare che il matrimonio gay è buono e giusto, i sacerdoti che leggono San Paolo o la distruzione di Sodoma saranno arrestati. Secondo voi perché sono scesa in campo, cosa me lo fa fare? La liberà di parola e di religione.

In realtà tutto lascerebbe pensare ad un tentativo di indottrinare i bambini all'odio e alla violenza secondo schemi non dissimi da quelli adottati i miliziani dell'Isis, peraltro rivendicando le stesse "motivazioni" religiose e gli stessi fini volti a creare morte a vantaggio delle lobby a lei vicine. Lei vuole mettere le mani sui bambini e la Giunti non può restare a guardare mentre una sua scrittrice cerca di danneggiare le nuove generazioni.
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