Provita: «Fa ben sperare come Trump abbia fatto sparire i cosiddetti diritti delle persone lgbt»



Pare evidente come dietro alle realtà di promozione all'odio omofobico ci sia sempre la medesima regia. Tutti dicono le stesse cose, tutti usano le medesime parole, tutti promuovono un pensiero unico... Vien dunque da sé che se Gianfranco Amato dice ai suoi proseliti che Trump deve essere visto come l'emblema della cristianità in virtù del suo odio verso gay e lesbiche, lo stesso deve essere sostenuto anche dai suoi amichetti di Notizie Provita. Ed infatti nell'ennesimo articolo di promozione dell'intolleranza, asseriscono:

Obama in otto anni è stato il presidente che più di ogni altro ha attuato l’agenda gay e gender e più di ogni altro ha finanziato e sostenuto l’aborto. E proprio per questo aveva fatto inserire la “White House LGBT page“, dove venivano elencate tutte le misure adottate durante il suo governo per favorire gay, lesbiche, transgender, transessuali, queer, bisessuali e chi più ne ha più ne metta.
Ora le cose cambieranno. Almeno così ha promesso il nuovo inquilino della Casa Bianca, che in varie dichiarazioni ha affermato di non condividere la decisione della Corte Suprema di aver imposto lo pseudo matrimonio omosessuale agli Stati e di credere piuttosto nel matrimonio “tradizionale”, cioè nell'unico vero matrimonio, tra uomo e donna.
Il fatto che la sezione per i cosiddetti diritti delle persone LGBT sia sparita dalla pagina web della presidenza è un segnale che fa ben sperare.

E se Brandi non perde mai occasione per sostenere che la sua presunta eterosessualità debba conferirgli maggiori diritti civili, gravissimo è come ami anche ripetere che i gay non avrebbero diritti. Curioso è anche come racconti pure che l'uguale dignità sia un qualcosa che «favorisca» i gay dinnanzi a chi vorrebbe la loro discriminazione, in quella loro costante contraddizione in cui lui sporge denunce contro chiunque lo contesti mentre difende gli insulti della De Mari ed attacca chi chiede un giudizio della magistratura. Il messaggio è chiaro: loro vogliono un mondo in cui Brandi abbia pieni diritti e in cui le vittime della sua persecuzione siano spogliati anche delle più basilari tutele costituzionali.
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