Russia. La leader dei sedicenti "pro-family" vuole la depenalizzare la violenza domestica



Olga Batalina è un parlamentare del partito Russia Unita di Putin, nonché leader del cosiddetto movimento "pro-famiglia" (un termine ingannevole che indica quei gruppi che si battono contro le famiglie altrui sperando che ciò possa portargli vantaggi e privilegi esclusivi, spesso adducendo scuse religiose). Ovviamente è stata anche una strenua sostenitrice della legge contro la cosiddetta «propaganda di rapporti sessuali non tradizionali tra i minori» con cui la Russia vieta qualunque forma di informazione e di supporto agli adolescenti gay (sia mai che possano suicidarsi prima di scoprire che non sono soli al mondo) ed ha pure cercato di censurare qualunque libro non riportasse storie d'amore tra un uomo e una donna
Il suo collega Yelena Mizulina è uno degli autori materiali della legge anti-gay, nonché uno dei suoi sostenitori più accesi. Insieme risultano gli autori di una proposta di legge che mira a depenalizzare la violenza domestica.
Attualmente picchiare un coniuge o un figlio è ritenuto un reato penale in Russia, ma la loro proposta mira a depenalizzarla salvo nel caso di gravi danni fisici o di stupro. La proposta è stata ben accolta dalla Duma, intenzionata a compiacere le frange più conservatrici delle'elettorato. Tra la popolazione si registra un 20% di persone che dichiarano apertamente di non vederci nulla di male nel picchiare la moglie o nel prendere a cinghiate il figlio.
Nonostante non si abbiano dati ufficiali relativi alle violenze domestiche, alcune fonti del ministero dell'Interno indicano che il 40% di tutti i crimini violenti in Russia avviene in ambito familiare. Nel 2013, più di 9.000 donne sono state uccise in seguito ad episodi di violenza domestica.
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