Silvana de Mari: «I gay non sono normali. Mi fanno orrore per il loro tragico disturbo»



Silvana de Mari è la chiururga ultra-cattolica che sta cercando di far carriera nell'integralismo anti-gay attraverso il susseguirsi di dichiarazioni umilianti e inaccettabili contro un intero gruppo sociale. Sostenuta da Adinolfi e da Provita, è attraverso Facebook che ha espresso curiose teorie su cui lei basa il suo disgusto per i gay:

Non mi fanno orrore per nulla: li amo moltissimo. Li amo tanto che mi fa orrore il tragico disturbo di conversione in cui sono intrappolati, in cui li hanno intrappolati. Tutto il mondo afferma che l'omosessualità è normalità. È falso. Tutti dicono il contrario? lo dico la verità. È un disequilibrio che può e deve essere affrontato in una sola maniera. La castità. Ho tre specialità: sono chirurgo ed endoscopista. Ho visto le spaventose condizioni a cui è ridotto l'ano costretto a subire la penetrazione, ho visto ascessi e incontinenza e herpes e condilomi tutti sullo stesso ano. È falso che sia una forma di normalità. E ho visto anche persone che sono state omosessuali per anni smettere di esserlo e dire tutti la stessa frase: è una condizione di violenza e follia.

Sarebbe interessante sapere chi siano queste fantomatiche persone che «hanno smesso di essere omosessuali» quasi come se l'orientamento sessuale fosse una scelta. Non sarà forse quel solito Luca Di Tolve che Adinolfi e Provita usano quale legittimizzazione a violenze psicologiche sugli adolescenti a loro sgraditi?
Inoltre non si capisce su quali basi la donna dice che l'omosessualità sia un sinonimo del sesso anale o il suo spergiurare che nessun eterosessuale faccia sesso anale. Evidentemente il suo parlare si basa solo sull'ignoraza e sul pregiudizio di chi ama giudicare senza neppure conoscere ciò di cui parla. E dal punto di vista professionale, pare intollerabile anche il disprezzo che questa donna ostenta verso ai suoi pazienti, derisi e umiliati pubblicamente a fini discriminatori.

E tra "le verità" di cui la De Mari si autoproclama detentrice, c'è anche una sua curiosa teoria sulla sessualità femminile:

Il punto è che le femmine hanno meno testosterone e quindi una libido minore. Madre natura ha dato loro una libido minore proprio perché restino lucide a scegliere il maschio che sia disposto a morire per loro. Grazie a questa boiata della libertà sessuale, le donne si sono lasciate imporre una sessualità usa e getta di tipo maschile, la gravidanza è diventata un faticosissimo optional di un sesso sempre più lurido e faticoso. La nostra libido è basata su quella del maschio, si impenna, quando lui ci desidera.

Insomma, la donna sarebbe un oggetto privo di sessualità e l'uomo sarebbe un pervertito. Il tutto al solo fine di lanciarsi in affermazioni banali volte a sostenere che gli altri debbano vivere secondo il suo volere e non come vogliono:

Fare l'amore con uno che per noi è disposto a morire è divertente. Fare l'amore, anzi fare sesso con un tizio a cui di te frega talmente poco che probabilmente domani non ti chiamerà nemmeno è una noia mortale [...] La civiltà attuale non ci garantisca più la protezione necessaria a poter diventare madri, non ci garantisce nemmeno la possibilità di accedere a una sessualità di cui ci freghi qualcosa, una sessualità carica di affettività, che non sia solo apri le gambe, e uno e due e uno e due e uno e due e ti sei ricordato il preservativo? No? Tranquilla, c'è la pillola del giorno dopo e se anche quella va male c'è l'aborto facile ed economico.

Sostenere che la pillola del giorno dopo sia una consueta alternativa al preservativo appare follia, così come lo è il voler far finta di non sapere che il rischio riguarderebbe anche tutte le malattie sessualmente trasmissibili.

E dato che in un simile calderone la signora pare volerci buttare di tutto, immancabile è la sua richiesta di una totale censura e divieto per la pornografia. Dice:

A proposito di pornografia, lo sapevate che dà dipendenza? Una vera e propri dipendenza biochimica, basata sul crollo della produzione endogena di endorfine, eppure è lecita e spessa anche gratuita.
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