Alessandro Benigni: «Amo il cazzo dei miei figli»



Alessandro Benigni è probabilmente uno tra i teorici dell'odio più immorali tra quelli che popolano le lobby anti-gay. Cura un blog di propaganda dell'intolleranza, perenne esternazione della sua ossessione nel sostenere che i gay siano malati e pedofili; diffonde immaginette offensive che attaccano le persone sulla base del loro orientamento sessuale, così come ama compiacersi delle malattie altrui al solo fine di stuprare i dati scientifici in modo da tramutarli in strumenti di morte. Praticamente l'ideologia di Hilter era acqua di rose al suo confronto.
Dinnanzi a proclami di inumana violenza e di sconcertante immoralità, Benigni è stato più volte bloccato da Facebook a causa di contenuti ritenuti di promozione dell'odio. Ma nello stile classico degli integralisti cattolici, lui ama piangersi addosso e racconta ai suoi proseliti che lui deve avere il pieno diritto di mettere a repentaglio la vita altrui se crede che il suo «ficcarlo dentro» una vagina lo renda un uomo che deve avere maggiori diritti civili, maggiori tutele legali e maggiore dignità sociale. È uno di quelli che riduce i gay all'atto sessuale, perché infastidito dall'idea che due persone dello stesso sesso possano amarsi senza che uno vanti il possesso del pene come legittimazione divina alla sottomissione della donna (anch'essa da lui ridotta ad un solo organo genitale da usare a piacimento).
Lui crede di poter insultare, denigrare e minacciare il prossimo in virtù di come si creda parte dei una razza ariana. Il tutto con l'inaccettabile violenza di chi sostiene che i gay debbano rendergli conto delle loro vita dato che lui non è disposto a lasciarli vivere in santa pace.

Ci viene però segnalato che l'integralista sia andato oltre ai consueti insulti e si sia cimentato in un agghiacciante proclamo diffuso sul suo quindo profilo Facebook (gli altri quattro sono bloccati per la violazione dei termini di licenza, ma a lui piace sottolineare che se ne infischia delle regole del mondo civile e sostiene di poter fare tutto ciò che vuole nella più completa impunità). In difesa della proposta di Adinolfi per una legge che vieti la pornografia, scrive:

La liberalizzazione sessuale, insieme alla pornografia, è la prima causa dell'impotenza maschile e della riduzione del maschio a efebo totalmente femminilizzato ed incapace di desiderio, quindi di sana e robusta erezione. L'annichilimento dei tabù, l'assorbimento a ruolo tecnico, la pedagogia dell'agire sessuale -nel concreto, quasi come ci fosse un modo da apprendere da qualcun altro (quindi oggetto d'istruzione) per «metterlo dentro» (sì, hai letto bene: metterlo dentro) una carne che è "già-fatta-per-accoglierti"- sarà la pietra tombale della fertilità. Maschile, ma di conseguenza anche femminile, in senso propriamente detto.
Sto leggendo, mi sto documentando e sto mentalmente preparando un pezzo sulla pornografia (sapete che vogliono introdurla nella Scuola?): ecco, state a sentire. Se c'è un nemico da combattere a suon di ceffoni e tabù, è la pornografia. Non amate i vostri figli? Pazienza. Amate i loro cazzi, almeno. Amate la loro virilità: date loro tabù come se non ci fosse un domani, divieti, ceffoni e senso del Sacro. Perché la sessualità umana è Sacra. mettetevelo in tesa. Non a caso gl'Indiani l'adorano e ne hanno fatto un dio.
Ebbene. Come fare? Testimoniandolo. In prima persona. Dopo vi dirò come si può fare, a mio giudizio.
(...mando affanculo in anticipo chi vorrà avventurarsi nel tentativo di censura di questo mio post: statemi a sentire, pirla da strapazzo: farò copia incolla fino a rovinarmi le dita, se necessario. Quindi, non provateci nemmeno)

Ricorso al suo solito vittimismo di chi si lamenta di non poter essere violento e incivile, pare che sia stato lui stesso a cancellare quell'insulto all'intelligenza non appena qualcuno gli ha fatto notare che stava sostenendo ci amare «i cazzi» dei suoi figli, oltre a vantarsi di come lo «dicchi dento» quella donne che lui reputa meri strumenti di piacere sessuale.
Ma al di là di tutto, il post mette in evidenza il maldestro tentativo di modificare e plasmare la realtà a proprio uso e consumo, in quell'ottica in cui lui idolatra Silvana De Mari e cita documenti medici che parlano dei danni provocato dal sesso anale per sostenere che la donna abbia ragione, ma poi dimentica di parlare dei problemi del legati al sesso vaginale dato che quella realtà farebbe cadere la sua impalcatura ideologica. E anche in questo caso il discorso è simile, dato che è vero che un abuso della pornografia può comportare problemi, ma di certo non è la soluzione da lui proposta a rappresentare una soluzione. Esiste una documentata evidenza di come la pornografia sia molto più diffusa nelle società meno liberali, tant'è che nelle comunità mormoni si registra un ricorso di quel materiale molto maggiore di quanto non avvenga ad esempio a New York. In altre parole, il bigottismo e la repressione sessuali siano la causa e non a soluzione al problema. Ma, si sa, in propaganda la verità è l'ultima cosa che conta, soprattutto quando si ha a che fare con gli amichetti di Adinolfi o della signora De Mari.

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