Intervista ad Andrea Panerini, decano della Chiesa Protestante Unita



La Chiesa Protestante Unita è una nuova realtà di culto nata dall'unione di comunità di fede provenienti da esperienze di fede diverse nell'ambito del protestantesimo italiano. Al suo interno conviveranno tradizioni e riti diversi, tra i quali i luterani, i presbiteriani, metodisti e gli anglicani. Per conoscere meglio questa realtà, abbiamo incontrato il Decano ad interim Andrea Panerini.

In un'epoca storica dove c'è chi vuole costruire muri lungo i propri confini, com'è nata l'idea di rinunciare a parte della propria identità per cercare di creare una realtà più grande basata sui punti comuni?
Le divisione storiche dentro il protestantesimo si basano su piccole differenze teologiche e su motivazioni politiche che non hanno più molto significato nel XXI secolo anche se spesso vengono usate in molte Chiese per far mantenere ad alcune persone il loro piccolo o grande potere nel nome di una determinata "tradizione". In Italia i protestanti sono pochi e ben divisi, definizione che allargherei anche alla sinistra politica e al movimento LGBTQ, purtroppo. Ma proprio nell'anno delle celebrazioni del 500° anniversario della Riforma protestante c'è la necessità di uscire dai settarismi e dai piccoli orti per cercare anche di offrire una vera alternativa spirituale ai fondamentalismi e al cattolicesimo romano. Ci tengo a specificare che Chiese fondamentaliste come quelle pentecostali non sono protestanti in senso proprio e non si riconoscono nelle Confessioni di fede del protestantesimo anche se sono indirettamente derivate.

Il protestantesimo spesso ha una visione molto più aperta delle sessualità rispetto alla Chiesa cattolica. All'interno della Chiesa Protestante Unita com'è visto il tema dell'omosessualità?
Questo è parzialmente vero poichè non mancano le difficoltà anche nel mondo protestante, tuttavia la mancanza di una gerarchia così totalizzante e verticale favorisce certo le discussioni sull'etica. Noi ci consideriamo una Chiesa conservatrice nella dottrina e nella teologia e progressista nell'etica. Conservare le verità essenziali della dottrina non impedisce necessariamente di avere un approccio "liberal" sulla sessualità. Sono profondamente convinto che gli orientamenti e le identità sessuali siano plurime e tutti voluti nel piano di Dio per il Creato. La Chiesa romana e le confessioni fondamentaliste vogliono ingabbiare la libertà e la diversità creatrice di Dio per costruirsi un Dio conservatore su loro misura ignorando il messaggio di Gesù e costruendo discriminazioni e divisioni tra gli esseri umani. La Chiesa Protestante Unita celebra i matrimoni egualitari, ordina pastori donne, omosessuali e transessuali e ha una pastorale per i fratelli e le sorelle sieropositivi che vanno accolti e non giudicati.

I gay possono sposarsi nelle chiese norvegesi, gli anglicani stanno discutendo la possibilità di abolire l'obbligo del celibato per i preti gay mentre nel mondo cattolico pare che l'omofobia venga vissuta come un vero e proprio dogma di fede. Dato che tutte queste confessioni si basano sui medesimi testi e sul medesimo messaggio di Gesù, come si spiega l'esistenza di posizioni così diametralmente opposte?
In realtà molti non sanno che alcuni testi biblici sono diversi. Per esempio i cattolici hanno nella loro Bibbia testi che vengono considerati apocrifi da tutti i protestanti e non introdotti da un Concilio ecumenico e si chiamano "deuterocanonici". Tuttavia in questi testi non si parla di sessualità. Se è vero che una manciata di versetti della Sacra Scrittura condannano gli atti omosessuali, lo fanno in contesti che vanno storicizzati e che non possono essere presi alla lettera, altrimenti finiremmo per legittimare divieti che sono assurdi nel mondo contemporaneo e permessi che ci farebbero sussultare nella coscienza, come quello che autorizza la vendita delle figlie come schiave. La Bibbia va sempre presa sul serio ma sempre anche storicizzata, soprattutto nei libri storici e giuridici dell'Antico Testamento. La fede in Cristo supera molti divieti, rende superati alcuni permessi e, come ormai tutti i cristiani non adottano le prescrizioni alimentari contenute nella Torah, anche molte altre prescrizioni vanno contestualizzate. Il messaggio centrale della Scrittura è un altro, il rapporto dell'umanità in Dio e la sua salvezza in Cristo. A livello etico se proprio vogliamo trovare delle tematiche centrali, queste sono quelle connesse alla Giustizia sociale, che occupano migliaia di versetti, e non certo una mezza dozzina di versetti sull'omosessualità.
Il Vaticano non accetterà mai nè le nozze gay nè il matrimonio dei preti per le stesse motivazioni che hanno portato il rifiuto di quest'ultimo al Concilio di Trento del XVI secolo: il potere delle gerarchie si basa su un potere maschilista e geriatrico in cui non si entra per elezione ma per cooptazione. Non molleranno mai su questo punto, questo è chiaro. Amo i fratelli e le sorelle LGBTQ che sono dentro la Chiesa cattolica romana ma per me sono degli illusi quando pensano che qualcosa possa realmente cambiare lì dentro. Le gerarchie cattoliche trattano i fedeli come neonati che hanno bisogno di una madre, quindi non devono e non possono pensare con la loro testa mentre il protestantesimo nasce con il concetto di libertà di pensiero e di coscienza, con il libero esame delle Scritture e il rapporto diretto del fedele con Dio senza preti intermediari. Inoltre la Chiesa cattolica è una struttura fortemente formalista e legalista per cui le esternazioni di una papa su un volo aereo non ha alcun valore se egli non le sanziona con un atto formale scritto come una enciclica o un decreto. Ma tutto questo giova mediaticamente all'idea di un papa vagamente progressista e simpatico. Per me, come per molti altri cristiani, è un vero è proprio bluff: almeno Ratzinger diceva apertamente quello in cui credava senza ipocrisie. I cattolici si basano anche su una presunta "teologia naturale" che inscriverebbe la loro morale nella natura ovvero Dio ci avrebbe lasciato dei promemoria etici nella natura che ci circonda: ovviamente tutti i biologi smentiscono il fatto che gli animali siano tutti eterosessuali e se l'umanità fosse al proprio stato di natura e non all'interno di contratti sociali, saremo ancora nel pieno della logica "pesce grande mangia pesce piccolo" che è l'esatto contrario del messaggio cristiano e degli ordinamenti giuridici umani, almeno nella forma. La natura può essere molto feroce come l'umanità e non ci vedo nulla di etico in questo.

Ad aprile si terrà il primo Sinodo della Chiesa Protestante Unita. Di che cosa si parlerà e quali sono i punti programmatici che ti aspetti possano nascere nel corso di quell'appuntamento?
Parleremo ovviamente dell'organizzazione della nostra Chiesa: per il momento siamo presenti a Firenze, Terni, Roma, Avellino, Calabria e Messina ma ci sono gruppi che hanno chiesto l'adesione a Milano, Bologna, Cuneo e Trieste e con cui stiamo discutendo.
Approveremo diversi testi fondamentali come una Confessione di fede e una Dichiarazione etica che parlerà ovviamente di sessualità ma anche di giustizia sociale, salvaguardia del Creato, rispetto per gli animali e di evangelizzazione. L'Italia, come molti altri paesi storicamente cristiani, sono terreno di missione: il cristianesimo è ormai largamente vissuto come fatto meramente culturale e rituale senza una vera conversione dei cuori al Vangelo. Questo porta le masse anche a credere a divieti etici che non hanno veramente fondamento nella Scrittura e nel messaggio di Cristo ma sono rilanciate come fatti culturali anche perché quasi nessuno legge e conosce la Sacra Scrittura e nemmeno il catechismo cattolico: i sacramenti sono solo riti di passaggio culturale a cui non viene dato valore spirituale.
Proporrò quindi di impegnarsi per strada e nelle realtà che meno vengono frequentate dai cristiani: dalle discoteche alle dark room, dai marciapiedi dove stanno prostitute e clienti a eventi laicissimi come il Pride. Non per fare la morale a nessuno nulla ma al solo scopo di portare la Parola di Dio a tutti e il messaggio d'amore del Vangelo. Implementeremo anche il nostro quotidiano on line "La pagina cristiana" e la nostra casa editrice "Doxa".

Come è il rapporto tra la Vostra Chiesa e il movimento LGBTQ?
Anche se noi ci consideriamo parte del movimento, in genere il rapporto non è molto buono: a differenza dei paesi anglosassoni in Italia il movimento LGBTQ è estremamente ateista e con poca preparazione culturale sul fatto religioso quindi tende a identificare la parola religione con cattolicesimo. A volte ci sono eccezioni, soprattutto al sud e nelle città di provincia dove la visione di una Chiesa più aperta diventa un punto di forza anche politico ma c'è ancora molto da lavorare sulla conoscenza sia culturale che spirituale e, come ho già detto prima, il movimento LGBTQ in Italia è estremamente frammentato e in preda a molti personalismi e questo non aiuto. Pregheremo affinché questa situazione venga superata e vi sia reciproca comprensione e collaborazione.
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