Dopo le intimidazioni, il regista di "Fa'afafine" teme per l'incolumità fisica degli attori



Se è pur vero che l'integralismo cattolico ha conquistato il favore di un gruppo irrisorio di persone, è altrettanto vero che si tratta di persone caratterizzate da una inumana ferocia e da un mortale paura che li rende potenzialmente capaci di qualunque azione. E non sarebbe potuto essere diversamente dato la propaganda integralista non si è limita a legittimare l'odio, ma ha sempre fatto leva sui più bassi istinti degli integralisti per cercare di creare isteria e paura.
Ed è così che se Brandi, Amato, Adinolfi e Cascioli si sono scagliati contro lo spettacolo teatrale "Fa'afafine" quasi fossero i quattro cavalieri dell'apocalisse, è dalle pagine del Corriere del Trentino che il regista ha raccontato di temere per l'incolumità degli attori dopo ile violente aggressioni subite in queste settimane.

Scarpinato racconta di aver subito continue intimidazioni in quello che definisce come un «clima da far west» in cui è facile temere che quella ferocia possa tramutarsi in una violenza anche fisica. Si dice «terrorizzato dopo l'accoglienza ricevuta in Alto Adige, soprattutto dopo che uomini delle istituzioni hanno collaborato con Casa Pound per propagandare una visione distorta del suo spettacolo teatrale sull'identità di genere. «Finché mi si insulta, come accaduto durante l'assemblea pubblica dei giorni scorsi, è sgradevole ma si va avanti -spiega- ma a Balzano si è creato un clima di intimidazione che mi rende molto preoccupato per l'incolumità fisica di chi lavora con me».
La richiesta è di un intervento delle delle forze dell'ordine: «Attraverso il teatro stabile di Bolzano ho chiesto che dal primo all'ultimo giorno di presenza della compagnia sia garantito un servizio di sicurezza. Credo anche che sia necessario provvedere alla sicurezza degli spettatori, con un filtro incisivo sugli ingressi al teatro» dato che «c'è un clima che io non esito a definire intimidatorio. Non sono solo le numerose maldicenze circolate in queste settimane: quelle pesano ma si va avanti lo stesso. Il mio timore è che anche la sicurezza della mia compagnia sia messa a rischio».
Sino ad oggi, infatti, le istituzioni sono rimaste in silenzio e hanno permesso l'organizzazione di manifestazioni illegali promosse da membri del consiglio comunale. «Avevo avvisato la Siae, che non è intervenuta per fermare quella che io reputo una manifestazione di incitamento all'odio. Avevamo anche allertato la polizia, ma la proiezione si è tenuta ugualmente senza colpo ferire», racconta il regista.

A confermare come le destre e l'integralismo cattolico stiano conducendo una campagna ideologica giocata sulla pelle di quei bambini che loro dicono di voler "difendere" (anche se poi è nella più totale impunità che troviamo un Mario Adinolfi o un Riccardo Cascioli pronti promuove torture psicologiche che possano spingere alcuni di loro al suicidio) è come la riposta allo spettacolo da parte delle scolaresche sia sempre stato entusiastico. Eppure c'è chi preferisce giudicare senza conoscere e inscena agghiaccianti e violente campagne intimidatorie in uno stato in cui pare non esserci alcuna regola o legge.
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