Provita raffigura i gay pubblicando la fotografia di un porco



È attraverso l'immagine di un porco che l'organizzazione politica guidata da toni Brandi ha deciso di cavalcare anche l'articolo voyeuristico del Corriere della Sera per confezionare nuovo pregiudizio contro un intero gruppo sociale. L'affondo è firmato dalla solita Francesca Romana Poleggi, una donna che ha fatto dell'odio la sua unica ragione di vita.

Facendo di tutta l'erba un fascio e sostenendo che tutti i gay debbano essere visti come bestie immeritevoli di quei diritti che la loro organizzazione politica voleva negare loro, scrive:

L’appuntamento si prende col cellulare: delle app come Grindr e Hornet consentono anche la localizzazione dei soggetti interessati, grazie al gps. L’invito può essere circoscritto a determinate età e a determinate esigenze, ma poi in quei festini, le persone sono talmente drogate che non si rendono neanche conto di chi viene, chi va, come è e che fa.
Bisogna conoscere le sigle e i codici che consentono l’accesso, altrimenti sei un “neofita” o peggio un infiltrato e le porte si chiudono. Ma non è difficile trovare un accompagnatore esperto che sia in grado di farsele aprire tutte. Nei locali si entra solo con la tessera ANDDOS, l’ente che fa cultura, che fa i progetti educativi nelle scuole, che era in lista per ricevere i soldi pubblici dell’UNAR.

Attaccata l'Anddos con generalizzazioni che paiono criminali (l'articolo parlava di appartamenti provati e non di circoli affiliati con chicchessia), la donna taglia coorti nell'affermare:

Chi ha voglia e stomaco per leggere i particolari delle orge e dei festini descritti dal giornalista del Corriere, faccia pure: basta cliccare sulla scritta blu.
A noi non serve. Ne sappiamo anche troppo, dai racconti di Luca Di Tolve, che da quando aveva 15 anni è stato invischiato in quel mondo osceno, ma che ora ne è fuori da tanto tempo, per grazia di Dio (della Madonna, dice lui), ha una famiglia e dedica la vita ad aiutare i giovani che da quel mondo vogliono uscirne.

Precisato che quel Luca Di Tolve che infettava volontariamente le presone nei parchi milanesi è da lei reputata un eroe in virtù di quanto stia collaborando con il fondamentalismo cattolico alla creazione di odio contro un intero gruppo sociale, si passa a sostenere che è per il bene dei gay che lei esige si fingano eterosessuali per non essere vittima delle costanti aggressioni della sua gente:

Di fronte a questa realtà, per me passano in secondo piano l’associazione ANDDOS e l’UNAR e tutto il giro di soldi e di potere che possono star dietro a certi locali.
A me fa male al cuore leggere certe cose. Per un piacere effimero, che spesso si mischia col dolore, ma di cui si è schiavi e non si riesce a stare senza, non solo si butta via la propria persona (perché il corpo è la persona), non solo si usa e si abusa di altri esseri umani come fossero giocattoli di poco prezzo (e poi qualcuno ogni tanto ci lascia la pelle…), ma si butta via la propria salute e la propria vita, in spregio dell‘AIDS (si fa con nonchanlace sesso BB , che in codice vuol dire “non protetto”), e con la droga: l’emergenza “Chemsex” è stata lanciata tempo fa, ma forse è da omofobi parlarne…

Ovviamente non mana il solito vittimismo di chi piagnucola che non può dire quanto i gay le facciano schifo senza esser tacciata di omofobia. Ma la verità è che l'omofobia non è certo il parlare di certe tematiche, ma il voler volontariamente ignorare che il fenomeno non riguardi solo i gay solo perché il far credere quella menzogna è utili ai propri piani politici. Non è certo creando odio e stigma che la situazione più migliorare, anzi.
Infatti è solo in conclusione che la donna pare avere un barlume di buonsenso nell'ammettere che forse l'esser gay è ininfluente su ciò che descrive, ma ovviamente non manca di tirre in ballo quei bambini che ama sfruttare e utilizzare per qualunque sua rivendicazione:

Sia chiaro: la spirale sesso – droga – violenza non è solo omosessuale, e il sesso estremo va ben oltre l’omosessualità. Gli omosessuali, e quelli che praticano il sesso estremo sono solo una delle tessere del mosaico di morte che una certa cultura sta assemblando: la “liberazione sessuale”, in realtà, ha reso schiavi potenziali tutti, uomini e donne. E se non stiamo attenti trasciniamo nella spirale sempre prima e sempre più rovinosamente anche i bambini.

Quindi sappiatelo, la signora Poleggi non vuole che voi possiate fare ciò che volete fra le coperte dato che esige di essere lei a dover decidere cosa, come e con chi gli altri debbano far sesso. E per farlo ha pure ricevuto lo status di "onlus" che la assolve dal pagamento delle tasse che vengono chieste alle vittime della sua aggressione.

Tra i commenti la redazione di Provita spergiura che «tanti gay» farebbero sesso estremo, lasciando intendere che lo farebbero più degli etero. E mentre alcuni lettori si divertono a teorizzare che i gay siano spregevoli perché insoddisfatti della loro omosessualità, non manca chi chiede che sia chiuso qualunque ente tuteli i gay dalla discriminazione quasi come se l'aumento dello stigma fosse una risposta.
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