Foggia, la curia non denunciò il prete pedofilo e lo lasciò libero di violentare altri undici bambini



Gli abusi sessuali del prete erano stati appurati e la curia gli fece abbandonare l'abito talare, ma il 16 marzo del 2012 la Congregazione per la Dottrina della fede decise di «non divulgare i motivi del suo allontanamento per evitare scandalo». Restarono in silenzio anche quando ha cominciato ad allenare una squadra di calcio di ragazzini.
Gianni Trotta è stato condannato solo nell'ottobre del 2015 a otto anni di reclusione per violenza sessuale aggravata su un ragazzino di 11 anni e per la di produzione di materiale pedopornografico. In attesa di giudizio ci sono ancora i casi che vedono coinvolti un'altra decina di bambini, tutti tra gli 11 e 12 anni, e gli inquirenti sospettano che i casi sospetti siano ancora maggiori, almeno una trentina
Tutti quai bambini si sarebbero potuti salvare se la Chiesa avesse fatto quello che doveva: denunciare don Gianni alla procura.
Imbarazzante è anche come la curia si difenda sostenendo che Trotta son sia più un prete dal 2012, anche se il documento della Congregazione per la dottrina della fede che lo ha ridotto allo stato laicale appare come la prova di una Chiesa sapeva tutto ed ha taciuto. Le prime denunce giunte all'ex Sant'Uffizio risalgono addirittura al 2009. Ci sono voluti tre anni per togliergli l'abito talare e sei per fermare i suoi abusi.
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