Franco Grillini attacca il servizio delle Iene: «Siamo di fronte a un vero killeraggio politico»



«Le Iene non solo i portatori di una verità rivelata. Tutti sono in grado di montare un video ad arte per ottenere il risultato voluto. Non è accettabile che si parli di un presunto fenomeno negativo estendendolo a tutta la comunità: siamo di fronte a un vero killeraggio politico, ogni qualvolta un governo decide di finanziare qualcosa che riguarda gli omosessuali c’è sempre qualcuno che protesta». È quanto dichiara Franco Grillini a Tiscali in merito al servizio trasmesso ieri sera dalle "Iene" riguardo ai finanziamenti dell'Unar.
«La vera porcheria, il killeraggio politico, è che ogni volta che una qualsiasi istituzione governativa finanzia un’associazione omosessuale c’è qualcuno che si metta a fare l’ira di Dio. Pero mai a nessuno è venuto in mente di bloccare l’8 per mille alla Chiesa cattolica, benché al suo interno agiscano preti pedofili. Siamo di fronte, insomma, al classico atteggiamento del pregiudizio palesemente omofobo”. “Quando nel servizio il giornalista dice: “fate pure sesso, ma non con i soldi dello Stato” non dice la verità: da quel che mi consta, il progetto dell’Unar non c’entra nulla con la gestione dei circoli. È finanziato dall’Unar ma nulla ha a che vedere con i circoli”. “In Italia da tempo prevale l’idea che l’eventuale reato compiuto non sia un fatto personale e soggettivo, com’è previsto dalla nostra Costituzione, ma sia estensibile a tutta la categoria, cui evidentemente chi ha commesso un presunto reato. Siamo di fronte alla classica polemica intentata da un gruppo omofobo: mi spiace che le Iene si siano incappate in questo incidente. Perché capisco il desiderio di fare scandalo, di infilarsi nelle vicende di sesso come hanno fatto tante altre volte, però, almeno si deve dire la verità. Giornalisticamente parlando, è un servizio confezionato male anche dal punto di vista deontologico: infilarsi dentro un circolo privato per fare riprese non autorizzate a mio parere non è giornalismo: è agguato giornalistico»
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