I vescovi non vogliono baci gay in prima serata: «È una deriva ideologica che danneggia i bambini»



I sedicenti cattolici non vogliono che i gay possano esistere. Punto. È questo il messaggio che con continuità viene lanciato da gruppi che proteggono i preti pedofili ma che poi schiumano di rabbia se due persone osano amarsi.
E se in una fiction come "I Bastardi di Pizzofalcone" si assiste ad un bacio tra due donne, è Avvenire a dare di matto con polemiche al limite del ridicolo. Con una ferocia inumana, i vescovi si sono messi a sbraitare che quella debba essere ritenuta «una deriva ideologica» e che a causa della presenza di gay la serie «è scivolata nel sottogenere obbligato dell’omosessualità con scene non appropriate alla prima serata».
Il quotidiano dei vescovi non ha mancato neppure di citare la discutibile opinione dell'Aiart, ossia l'associazione ultra-cattolica che ha fatto chiudere serie come "Fisica o chimica" sostenendo che «inducessero all'omosessualità», così come ha diramato vari comunicato chiedendo che i media presentassero ogni unione gay come un qualcosa di «anormale». Riguardo alla serie di Pizzofalcone, il loro cattolicissimo presidente lamenta: «È ormai evidente che da un po’ di tempo a questa parte anche nelle fiction Rai il racconto è sempre condito da storie di personaggi omosessuali. Dopo Un posto al sole, Un medico in famiglia, È arrivata la felicità, succede anche in questa serie in onda in prima serata sulla prima rete del Servizio pubblico. Scelte narrative di questo tipo ingabbiano l'omosessualità in una sorta di “sottogenere obbligato” che invece di “normalizzare” la questione finisce per stereotiparla ulteriormente. Non a caso il personaggio dell’agente Di Nardo rimarca la figura di una donna significativamente maschilizzata sia nella professione che nella vita personale. Inoltre, nella serie diretta da Carlo Carlei c'è l'aggravante dell'ostentazione della sessualità in fascia protetta».

Nella corsa alla genuflessione dinnanzi ai diktat dei vescovi. è Maurizio Lupi ad aver pensato di far perdere tempo, soldi e dignità alle istituzioni attraverso un'interrogazione Parlamentare.
Sfoderando la sua nota omofobia, ha dichiarato: «È troppo se chiediamo alla Rai di Campo dell’Orto di tenere la propaganda della sessualità libera, sia essa etero o omo, fuori dalla prima serata? È proprio necessario che in qualsiasi trasmissione, sia un talk show, un festival canoro, una produzione di Rai Fiction quale che ne sia il genere, commedia o poliziesco, debba contenere scene esplicite di sesso omosessuale? La signora che ha scritto ad Avvenire denunciando la gratuita, non giustificata cioè dall’intreccio narrativo, scena di sesso tra due donne che ha scandalizzato sua figlia nella puntata del 23 gennaio della serie 'I bastardi di Pizzofalcone' ha ragione da vendere. A quell'ora i bambini davanti alla televisione sono tanti. Fino a quando noi cattolici, ma chiunque ancora creda nella funzione educativa della famiglia, dovremo finanziare con il nostro canone l’incontinenza visiva e le pulsioni ideologiche e non solo di registi e autori pagati con il denaro pubblico?».
Lupi ha anche annunciato l'invio di una «lettera al presidente della Vigilanza perché il direttore di rete di Rai 1 venga convocato quanto prima per una audizione».

In risposta a quelle polemiche, Alessandro Gassmann ha postato un messaggio su Twitter in cui afferma: «Voglio ringraziare l'Avvenire per la polemica sulle scene lesbo di Pizzofalcone! Portano bene! A lunedì!».
Sgomento viene espresso da anche Gabriele Piazzoni, segretario nazionale di Arcigay, che osserva: «È incredibile che la fiction "I Bastardi di Pizzofalcone" trasmessa da Rai Uno sia finita sotto accusa attraverso un'interrogazione parlamentare di Maurizio Lupi, perché colpevole di aver rappresentato un bacio fra due ragazze. È una reazione evidentemente iniettata di malafede, visto che l'onorevole Lupi non ha mai manifestato, ad esempio, alcun fastidio per la mercificazione dei corpi ricorrente nelle tv di Berlusconi, a lungo tempo suo leader politico. Dal nostro punto di vista è non solo legittimo ma addirittura sacrosanto che il servizio pubblico rappresenti, assieme a tutti gli altri gruppi sociali, anche le persone omosessuali. Anche quando si baciano, eventualmente, cosa che ci auspichiamo succeda anche nella vita dell'onorevole Lupi. Esortiamo dunque l'onorevole a non avere paura dei baci, anzi a superare le sue resistenze con qualche bacio in più. La Rai ha fatto benissimo a trasmettere quella che è una situazione che appartiene alla normalità del nostro Paese, un bacio fra due ragazze e non abbiamo dubbi che né la Rai e né la Commissione di Vigilanza si faranno intimidire da queste polemiche retrograde, strumentali e fuori dal tempo, permettendoci di sapere come va a finire la storia d'amore fra le due ragazze nella sesta puntata. Con buona pace dell'onorevole Lupi e della sua difficoltà a misurarsi con l'affettività».
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