Il Padre d'Italia, il film di Fabio Mollo che si interroga sulla paternità dei gay



Essere genitore fa parte della natura dell'essere umano: la continuazione della specie, il patto di un amore, la voglia di amare. E non esserlo? Cosa è naturale e cosa contro natura? Una donna che non vuole figli? Un omosessuale che vorrebbe essere padre? Esiste una natura diversa per gli eterosessuali e gli omosessuali? Cos'è l'istinto materno ed esiste un istinto paterno?
Sono queste alcune delle domande su cui si interroga "Il Padre d'Italia", il film di Fabio Mollo che uscirà nelle sale cinematografiche il prossimo 9 marzo.
La pellicola narra la storia di Paolo (interpretato da Luca Marinelli), un 30enne molto solitario e introverso che accetta la sua omosessualità ma non tutto ciò che questa comporta. Una notte, per puro caso, incontra Mia (Isabella Ragonese), una prorompente e problematica coetanea al sesto mese di gravidanza, che mette la sua vita sottosopra. Spinto dalla volontà di riaccompagnarla a casa, comincia un viaggio al suo fianco che porterà entrambi ad attraversare l'Italia e a scoprire il loro irrefrenabile desiderio di vivere.
Il regista dell'opera racconta che «Il padre d'Italia vuole essere una commedia drammatica che esplora, senza generalizzare, una tematica molto presente nel dibattito sociale contemporaneo usando un punto di vista intimo; un on the road attraverso il nostro paese alla ricerca del futuro».

Fabio Mollo, regista e sceneggiatore, si è laureato a Londra nel 2002 presso la University of East London. La sua carriera ha avuto inizion come assistente alla regia per diversi film; nel 2011 è tra i dieci giovani registi internazionali selezionati dal Festival di Cannes all’Atelier della Cinéfondation. Tra i vari cortometraggi da lui diretti va ricordato Al buio, presentato alla 62ma Mostra del Cinema di Venezia, e Giganti, che ha vinto il premio per il Miglior Cortometraggio al Torino Film Festival ed è stato selezionato in concorso al 58mo Festival di Berlino. Nel 2013 esce il suo lungometraggio d’esordio Il Sud è niente, selezionato al 64.mo Festival di Berlino, al 38.mo Toronto International Film Festival e all’ottavo Festival Internazionale del Film di Roma. Nel 2015 esce Vincenzio da Crosia, suo primo lungometraggio documentario prodotto da Wildside, presentato in concorso al 33.mo Torino Film Festival, dove riceve la Menzione Speciale del premio Avanti e diventa finalista come miglior documentario ai Nastri d’Argento 2016. Tra il 2015 e il 2016 realizza il documentario The Young Pope: A Tale of Filmmaking, coprodotto da Wildside, Sky, HBO e Canal+, andato in onda a novembre 2016 su Sky Atlantic.

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