La NuovaBQ: «Non esistono gay perseguitati. Le leggi di Putin tutelano l'infanzia dall'adescamento omo»



Nonostante La Nuova Bussola Quotidiana vada in giro a sostenere di essere una pubblicazione "cristiana", pare non esserci nulla di cristiano in ciò che viene pubblicato sulle sue pagine. Anzi, spesso si tratta di una propaganda volta ad incoraggiare razzismo, xenofobia e omofobia nel nome di quanto il loro direttore creda di essere più ariano di chiunque altro popoli il pianeta.
Per mano di Andrea Zambrano (già autore di alcuni articoli per Il Giornale), il sito integralista si lancia in un duro attacco ai profughi, soprattutto verso quei gay che in patria rischiano di essere incarcerati o uccisi in virtù del loro orientamento sessuale. Ma è ostentando il loro rinomato disprezzo della vita che scrivono:

Bisogna riconoscere alla nutrita comunità Lgbt di avere una perspicace dote nello sfruttare al meglio le occasioni. Oggi la parola d’ordine è quella dell’accoglienza ai migranti, i quali sono per il 90% dei semplici richiedenti asilo che non saranno mai riconosciuti titolari di status da rifugiato, perché migranti economici, ma questo non scoraggia i tanti che fanno business con i progetti di accoglienza.
Una tendenza che non poteva non lasciare indifferente l’Arcigay, che ha concluso con il Comune di Modena un singolare progetto: l’istituzione di un appartamento che ospiti rifugiati, ma in realtà si tratta di semplici richiedenti asilo, che hanno una caratteristica comune: sono tutti dichiaratamente omosessuali. La cosa è stata stigmatizzata anche dal consigliere comunale di
Forza Italia Antonio Platis.

Menzionato un partito politico gradito a Cascioli in virtù della sua omofobia e della sua sudditanza a chiunque nomini il nome di Dio invano con finalità politiche e di potere, siamo dinnanzi a chi nega che gli immigrati gay rischiano di essere vittima delle persecuzioni delle loro stesse comunità. L'esigenza di un rifugio dedicato, infatti, nasce proprio da come spesso siano i loro connazionali a renderli vittime di violenza sulla base di una grave omofobia interiorizzata e basata su superstizioni religiose. Ma è ironizzando sulle tragedie di chi ha visto la morte in faccia che il cattolicissimo Zambrano scrive:

In Comune a Modena ovviamente si canta vittoria: «Solo un una terra come l’Emilia dove si è ben seminato si potevano realizzare progetti di questo tipo», ha detto trionfante l’assessore alle Pari opportunità Andrea Bosi. Dal canto suo Arcigay e la “solita” cooperativa, che si chiama Caleidos, non hanno mancato di citare alcune storie di omosessuali e transgender discriminati nel loro paese e che in Italia hanno finalmente trovato la salvezza. Come il caso di un richiedente asilo proveniente dall’Europa dell’Est che per giustificare la sua permanenza qui ha detto: «Sono arrivato in Italia circa tre anni fa e contestualmente nel mio paese è uscita la legge contro la propaganda gay – racconta – non si tratta di una normativa contro gli omosessuali, non parla di illegalità ma porta gli omofobi a sentirsi dalla parte della ragione. Se dici ad esempio ad un bambino che è normale essere gay – spiega – vieni multato e tutti ritengono lecito, forze dell’ordine comprese, picchiare un gay o insultarlo».

Sostenendo che ai bambini si debba dire che essere gay è sbagliato in virtù di come Riccardo Casciolli li disprezzi e si creda migliore in virtù della sua passione per le tette, l'integralista arriva ad affermare:

Ovviamente la storia vuole instillare furbescamente nel lettore, la convizione che si stia parlando dell'odiata Russia. Peccato che è proprio dalla sua testimonianza che si evince come non ci sia alcuna normativa contro gli omosessuali. Ciò a cui non si fa riferimento - e la Nuova BQ non ha mancato di metterlo in evidenza - è il fatto che si tratti di una legge a tutela dell’infanzia dall’adescamento omo.

Esatto, il giornale di Cascioli arriva a sostenere che i bambini diventino gay perché non c'è un qualche integralista che dice loro che sono sbagliati. Ed è negando le immagini che ci mostrano centinaia di gay arrestati o impiccati in virtù del loro orientamento sessuale, una testata che rappresenta una fonte inesauribile di persecuzione verso la comunità lgbt afferma:

Ne consegue che la motivazione della figura “giuridica” del gay perseguitato è molto, molto flebile. Quasi costruita ad hoc, perché è vero che nel mondo esistono stati che reprimono con il carcere la pratica omoerotica, ma quanti sono i gay che arrivano nel nostro Paese e che dopo essersi dichiarati tali vi restano come rifugiati? «Una percentuale così bassa da essere considerata insignificante, questo però a fronte dell’enorme aumento delle richieste pervenute alle commissioni territoriali che devono poi decidere sullo status». A parlare alla Nuova BQ è un membro di una delle tante commissioni territoriali italiane che sono i terminali con i quali si deve scontrare la speranza, quasi sempre artificiale e motivata alla bisogna, di un visa para un sueno tanto irraggiungibile quanto immotivato.
Già. In questo caso il membro di commissione può parlarci di quanto accade in una commissione prefettizia, che può essere tenuta come esempio. Numericamente parlando solo il 2% dei richiedenti asilo che ottengono lo status di rifugiato è riconosciuto come omosessuale perseguitato nel paese d’origine. Ma attenzione: stiamo parlando di una percentuale bassa a fronte di un’altrettanto bassa percentuale di successo, che in Italia si delinea attorno al 10% delle richieste. In pratica il 2% del 10%. A conti fatti non certo un esercito di perseguitati in fuga da chissà quale pericolo.

Se sarebbe interessante conoscere l'origine di quei dati che La Nuova Bussola Quotidiana espone come verità rivelate, anche se ciò non toglie che i diritti resterebbero tali anche se destinati ad una minoranza.
Il ragionamento esposto dal sito integralista è a dir poco drammatico: l'autore dell'articolo si domanda se il pregiudizio di Cascioli valga la vita duii un uomo giusto e la sua risposta è si, quel gay deve morire perché il cristianissimo Cascioli non vuole stranieri fra le balle. L'Italia è sua, Dio l'ha data a lui e lui, ariano più degli ariani, non la divide con nessuno. Gli altri muoiano e non rompano, altrimenti gli toccherà scagliare la sua Bibbia contro i loro corpi martoriati per scacciarli.
Ed è proprio cercando di promuovere la chiusura delle frontiere e quei partiti che cercano di demonizzare l'immigrazione (anche se poi spesso sono i primi a sfruttarla economicamente), l'articolo aggiunge:

Appurato che si tratta solo di un’esigua percentuale non resta che denunciare un fenomeno strisciante, ma evidentemente molto remunerativo. Sono tantissimi infatti i richiedenti asilo che, complice il buonismo italico, si dichiarano al loro arrivo nel Bel Paese come perseguitati per ragioni di orientamento sessuale. Peccato che però le storie che raccontano davanti alla commissione siano così precostituite e quasi “telefonate” da essere smascherate subito.
«C’è il caso - ad esempio - di chi racconta che era solito incontrarsi con il partner negli alberghi. Una motivazione però inverosimile perché in un Paese dove l’omosessualità è reato non deve essere facile prenotare un albergo ad ore. Oppure chi, per descrivere la propria condizione, non ha fatto altro che dire: “gli volevo bene (riferito al partner ndr): andavamo a ballare o al cinema”». Tutto qui. E’ evidente che se le presunte vittime non sono un grado di fornire dettagli su episodi specifici della loro condizione e della presunta discriminazione o persecuzione, per le commissioni prefettizie questo vuol dire una sola cosa: tutto ciò è falso, architettato ad hoc con il solo scopo di avere il papello.
C’è chi poi ha detto di essere scappato dopo essere stato scoperto con il fidanzato, ma di non sapere più nulla del suo compagno perché “io pensavo solo a salvare la pelle”. «E’ evidente - insiste la nostra fonte che questa storia non è mai esistita». Che quella della persecuzione omosessuale sia una scusa quasi scientifica è dimostrato poi dalla vicenda del Gambia. Qui, è vero, l’omosessualità è punita col carcere, ma questo è destinato a non valere più da circa due mesi, da quando il dittatore Yahya Jammeh ha lasciato, seppure a fatica, il potere, scappando con la cassa, ma consentendo agli abitanti di poter respirare anche in termini di diritti civili.

Sempre citando questa fantomatica «fonte» che pare aver e la verità rivelata sul mondo che il sito si lancia in speculazioni geopolitiche al limite del ridicolo con l'asserire:

La conseguenza? «L’ergastolo per gli omosessuali c'è ancora - ha detto - ma dalle informazioni in nostro possesso la situazione in Gambia è moolto probabilmente destinata a mutare perché la legge nasceva dall'odio viscerale per il dittatore verso gli omosessuali. Solo che continuano ad arrivare da noi cittadini che si proclamano del Gambia e che dicono di essere omosessuali perseguitati. Perseguitati per un reato che presto non esisterà più. Infatti per il 70% dei gambiani che arrivano da noi è molto difficile trovare delle scuse plausibili vanificando gli sforzi che prima erano molto “remunerativi”». Ma c’è di più: torniamo alla Russia e all’Est Europa, un’altra zona messa dall’Arcigay sul piatto della “persecuzione”. Ebbene: «Dalla Russia e dall'Ucraina non c'è mai stato nessuno che si sia proclamato omosessuale».
Conclusione: anche quella dell’Europa dell’Est è una solenne sciocchezza. Come la quasi totalità delle richieste. Merito dei prefetti che, trasformatisi ormai in agenti immobiliari, riescono a smascherare i tanti “truffatori”, anche se a loro non si può imputare nulla. Sarebbe infatti interessante risalire nella filiera del business e scoprire chi insuffla loro, persone comunque nel bisogno, la storia della persecuzione gay.

Immancabile è poi il sostenere che se i gay devono morire perché La Nuova Bussola Quotidiana li odia con tutta sé stessa (al punto da promuovere tra i genitori delle vere e proprie torture psicologiche da infliggere agli adolescenti gay), l'attenzione dev'essere dedicata solo a chi si dichiara cristiano:

Ovviamente, mentre ci si preoccupa di non riscontrabili persecuzioni agli omosessuali, ci si dimentica del tutto delle persecuzioni vere, che i cristiani devono subire nei campi profughi per mano dei compagni di branda di fede islamica. Ma questo è uno scandalo che le istituzioni non vogliono vedere.

Forse persino Salvini sarebbe arrossito nel raccontare una storia tanto patetica e tanto ideologica, ma questa è la "fede cristiana" secondo Cascioli e secondo la sua organizzazione di promozione dell'intolleranza verso chiunque non sia bianco, etero e cristiano.
E pensare che basterebbe leggere i Vangeli per trovare Gesù pronto ad invitare all'accoglienza. «Ogni volta che avete fatto queste cose a uno solo di questi miei fratelli più piccoli, l'avete fatto a me», diceva. Ma evidentemente Gesù era un eretico che non era cristiano tanto quanto il cattolicissimo Cascioli...
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