La rivista geopolitica del nazionalista russo Komov: «Le Iene hanno dimostrato che i gay hanno visione malata e deviata della vita»



Alex Komov (nella foto) è un nazionalista russo alle dirette dipendenze del magnate Kostantin Malofeev, ossia dell'uomo che ha finanziato e organizzato l'invasione dell'Ucraina. Ha presenziato all'elezione di Matteo Salvini come nuovo segretario della Lega Nord, ha preso parte a svariati suoi convegni politici, ha affiancato Toni Brandi nella promozione dell'odio omofobico e sarebbe dovuto essere l'ospite d'onore del "family day" di Gandolfini. Presidente della Fondazione San Basilio di Mosca come braccio armato della lobby internazionale di Brian brown che cercò di introdurre la pena di morte per i gay ugandesi, gestisce anche un sito di informazione geopolitica chiamato Katehon.

Non sembra una coincidenza che sulle pagine di quella rivista sia apparso un articolo che tenta di sfruttare a fini politici il servizio confezionato dalle Iene con la collaborazione di Mario Adinolfi. A firmarlo è Luigi Mercogliano, autore della rivista di estrema destra "Il cristiano" nonché candidato sindaco del partito di Adinolfi a Napoli nel giugno scorso (elezioni alle quali venne respinto con un misero 0,36% di voti). Con una ferocia che non pare umana, l'integralista scrive:

Tutto lo schifo vomitevole e dannato di una parte purtroppo maggioritaria aggressiva e dannosa del mondo gay sta venendo finalmente a galla. Perversioni, droga, sesso libero e sfrenato, prostituzione, ricatto verso giovani costretti a prostituirsi se vogliono lavorare e, come se non bastasse, menzogne stanno qualificando la lobby gay fatta di personaggi infimi e pericolosi che succhiano come vampiri soldi pubblici dietro il pretesto dell'educazione alla diversità di genere.

L'uomo non è nuovo ad attacchi a qualunque progetto tenti di contrastare l'omofobia che lui produce e promuove. Ma appare inaccettabile come possa scrivere che:

In realtà, come dimostrato dalle Iene, utilizzano queste risorse per i loro porci e maledetti scopi. Perché dietro una richiesta di pubblico finanziamento si nasconde, come documentato, il vile scopo di fare business. Il business del sesso fatto a modo loro. Non per l'amore -come piagnucolando con la complicità della quasi totalità dei media, compreso quelli di Stato, cercano di farci credere facendosi dipingere come perseguitati ed emarginati- ma per lussuria. Non per diritto alla libertà, ma per obbligare tutti gli altri ad avere la stessa visione malata e deviata della vita.
Si, visione malata e deviata, lo ribadisco a chiare lettere e senza timore di essere in alcun modo smentito o censurato: visione malata e deviata della vita!

In quel perverso abuso del cristianesimo quale strumento utile a giustificare a qualunque forma di violenza, l'adonolfiniano di estrema destra aggiunge:

Una visione nefasta, pericolosa, inaccettabile non solo per chi si professa cristiano. Tutte le persone di buon senso si stanno rendendo conto della follia che c'è dietro questo modello di società, che pretendono di imporre ed in nome del quale si battono, fatto di arroganza e odio verso tutti coloro che dissentono; fatto di aggressione e di incitamento alla violenza, come quella perpetrata ogni volta a danno delle Sentinelle in piedi e delle loro pacifiche manifestazioni; fatto delle teorie sull'autodeterminazione dei corpi e dei sessi, che devono essere fluidi in nome di una filosofia umanicida che evira i corpi dei bambini già nella teoria, ancor prima che negli effetti di un farmaco o negli squarci sulla pelle lasciati da un bisturi; fatto di violenta menzogna, quella che raccontano nelle illustrazioni dei libri come Fatatrac o nelle storie teatrali come Fa'afafine; fatto di censura, come la legge bavaglio che porta il nome del suo democratico relatore Ivan Scalfarotto, deputato Pd, che vuole carcerare chi non la pensa come loro; fatto, infine, di violenza contro se stessi, come la violenza verso chi da omosessuale dissente sulla omogenitorialità e mal sopporta le carnevale orride dei pride.

Immancabile è poi l'invito alla guerra, presumibilmente guidata da qual tizio che dice di essere stato nominato "generale" di un esercito anti-gay dalla Madonna in persona:

Con le dimissioni del direttore dell'Unar oggi abbiamo vinto soltanto una battaglia. La guerra è ancora lunga. E non dobbiamo mai pensare di averla vinta. È a questo che siamo chiamati.

Praticamente è un invito ad una "guerra santa" contro i gay che viene promossa dal nazionalismo russo e dalle lobby internazionali di Brown.
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