La sauna gay demonizzata dal servizio delle Iene è di proprietà del Vaticano



Mentre sciacalli privi di scrupoli come Mario Adinolfi o Toni Brandi stanno cavalcando il servizio trasmesso dalle "Iene" per chiedere che lo stato interrompa qualunque contrasto a quell'omofobia che costituisce la loro unica fonte di guadagno, pare incredibile che nessuno si occupi di un aspetto non certo marginale: la sauna mostrata dalle Iene è di proprietà del Vaticano.
E se appare ormai provato che il servizio abbia presentato informazione false volte a decapitare l'unico ente di protezione per intere comunità in virtù di come Filippo Roma si sia divertito nel fare il bulletto di periferia nel deridere il cappottino del Presidente e quei frocetti indegni di dignità che ha schernito dall'alto della sua ariana eterosessualità, pare riconducibile alla malafede o alla più totale incompetenza il fatto che non si sia compreso che i fondi dell'Unar erano destinati ad un progetto dell'università Sapienza, così come pare che l'inviato delle Iene sia stato incapace di cercare l'indirizzo del locale frequentato per scoprire che la proprietà dei locali è del Vaticano.
In fondo non è certo una notizia segreta, dato che è dal lontano 2013 che la stampa (nazionale ed internazionale) si è interessata al fatto. Ai tempi i proprietari del locale si dichiararono ignari dell'attività svolta al piano inferiore della loro congregazione, ma ad anni di distanza parrebbe davvero incredibile che quei preti possano ancora dire di non saperene nulla. E chissà che quegli uomini derisi pubblicamente dalle Iene e mostrati al pubico ludibrio su Italia 1 non fossero altro che cardinali o alti prelati...
Quindi facciamo pure facile moralismo, invitiamo i giovani al bullismo e fermiamo qualunque contrasto all'omofobia dicendo che sia Dio a volerlo. Tanto il Vaticano continuerà a lucrare sul commercio di sesso quasi come come se i milioni di euro che vengono annualmente dirottati nelle sue casse non fossero sufficienti per i loro affari, poi saranno altri a pagare il contro dei loro falsi moralismi.
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