Le destre chiedono la censura del film di Veronica Pivetti: «È patrocinato dall'Unar e ci sono gay che fanno sesso»



Non si contano più i danni sociali creati dal servizio delle Iene confezionato da Filippo Roma in presunta collaborazione con Mario Adinolfi. La spettacolarizzazione e la criminalizzazione di ciò che avveniva all'interno di una sauna gay (probabilmente estranea ai fatti contestati) si è tramutato in un processo di criminalizzazione dell'omosessualità. Ormai tutto viene associato sesso e i gay sono descritti sempre e comunque dei depravati pervertiti.
È cercando proprio di evocare quelle immagini che le destre milanesi vogliono bloccare un progetto anti-discriminazione sostenendo che tutto ciò che sia patrocinato dall'Unar sia da intendersi come pornografia. Peccato che si stia parlando della proiezione in una scuola del bellissimo film "Né Giulietta Né Romeo" di Veronica Pivetti.

Ma è l'Ansa a riportare come quell'iniziativa abbia scatenato le ire delle destre:

Un film sulla condizione omosessuale verrà proiettato in una scuola milanese nell'ambito del Forum sulle politiche sociali 2017. La notizia è confermata sul sito del Provveditorato agli studi della Lombardia ed ha immediatamente suscitato polemiche da parte di alcuni esponenti dell'opposizione in Consiglio comunale che hanno criticato l'iniziativa. "Sabato 25 Febbraio 2017 alle ore 10 presso l'Istituto Superiore "Cavalieri" di Via Olona,14 Milano - si legge sul sito del Provveditorato - verrà proiettato il film 'Né Giulietta Né Romeo' con la presenza dell'attrice-regista Veronica Pivetti" seguito da un dibattito finale con gli studenti presenti. "L'iniziativa - precisa la nota - ha già il Patrocinio di UNAR e Presidenza Consiglio Ministri (...)". La trama, come spiega la scheda sul sito Cinemagay.it, prevede anche scene di sesso: "Molto eloquente la scena di quando viene aggredito dal tipo sotto la doccia, che diventa quasi un amplesso".

L'iniziativa prevede anche la partecipazione della regista Veronica Pivetti (qui una sua intervista sul fil) per un dibattito con gli studenti al termine della proiezione. Ed ovviamente sul film non grava alcun divieto da parte degli enti preposti, sottolineando tutta l'ideologia racchiusa in quella sterili polemiche.

Il film racconta la storia di Rocco, un sedicenne con genitori separati che un ottimo rapporto con la mamma e la stravagante nonna, ma pessimo col padre, egocentrico e distante. Sempre vicini a lui, i suoi migliori amici: Maria, una simpatica ragazzina romana molto vivace, e Mauri, un po' goffo e ingenuo. Tutto cambia quando, a scuola, Rocco si innamora di un altro ragazzo e decide di rivelare la propria omosessualità ai genitori. Deluso dalla loro reazione, scappa di casa per andare a vedere il concerto del suo cantante preferito, giovane icona gay. Così, madre e nonna lo inseguono in un viaggio esilarante, che porterà tutti a Milano e a conoscersi meglio...
Ma grazie a Filippo Roma e a quelle illazioni mai provate, ormai i gay divenuti il bersaglio preferito di una destra che spera di racimolare voti attraverso la promozione di odio e pregiudizio a danno di un'intera comunità. Il tutto, peraltro, in un clima in cui la demonizzazione dell'Unar pare un meccanismo finalizzato a svuotarlo e smantellarlo attraverso un'azione di violenta propaganda.
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