L'ideologia è mia e me la scelgo io



La signora Silvana De Mari è «una persona normale» in virtù di come vada in giro a dire che la sua vagina accoglie «grossi peni turgidi tirgiudi» mentre cita san Paolo per sostenere che i gay meritano la morte. È una «donna normale» perché crede che i gay siano «biologicamente perdenti», nega che esista l'omosessualità, promuove torture psicologiche sugli adolescenti gay e va in giro a dire che il suo «diritto di opinione» le debba permettere di accusare di pedofilia persone che neppure conosce.
È quanto dichiara Costanza Miriano, la vaticanista Rai pagata con i soldi degli italiani che da anni è impegnata nel rendere il mondo un posto peggiore attraverso la sua promozione dell'intolleranza e dell'odio.

Dalla sua pagina Facebook, vero e proprio centro ideologico di promozione dell'intolleranza, la donna si è lanciata in una strenua difesa di Silvana De Mari attraverso un messaggio in cui afferma:

Vi prego, condividiamo questo articolo. E' importantissimo dare finalmente alla stampa mainstreaming il segnale che tanta gente normale ogni tanto dubita delle bugie che ci vengono propinate. E che ritiene uno dei pilastri della convivenza umana la libertà di esprimere le proprie idee. Per esempio continuare a leggere San Paolo e a citarlo, non solo in chiesa, ma dove pare a noi (anche dai tetti, se serve).

Insomma, il suo unico scopo sarebbe quello di dire che glia altri meritano la morte e che l'uso che lei è solita fare della sua vagina sia gradito a Dio. Ma se le tesi sostenute dall'integralismo cattolico assomigliano sempre più a riti pagani della fertilità, interessante è osservare come i suoi seguaci siano nate disquisizioni volte a sostenere che la De mari debba poter deliberatamente insultare i gay ma non debba poter osare avere opinioni contro Papa Francesco. Qualcuno lamenta che «purtroppo la De Mari oggi se ne esce con un post farneticante se Papa Francesco» e un altro lo rassicura sul fatto che «dobbiamo necessariamente tenere separate le due cose. Mentre dobbiamo dissentire sulle sue esternazioni contro il Papa, nella lotta contro la dittatura del pensiero unico dobbiamo fare quadrato». Insomma, la De Mari va bene solo quando insulta ma non si deve tollerare che possa dire qualcosa che non risulta conforme al loro pensiero unico.
Immancabili sono poi i soliti ricorsi al fanatismo religioso quale giutificazione a qualunque odio, con chi pontifica che «la cosa che maggiormente preoccupa non è tanto la lobby gay, ma il suo principio in netta contraddizione con il "Principio di Dio" , dove Dio crea uomo e donna e lascia libero arbitrio per i gusti sessuali, e l'uomo poiché si sente essere superiore a Dio, inventa delle sciocchezze, ciò trasforma i gusti sessuali in genere». Ed è un fan del partito di Adinolfi a non risparmiarci la sua curiosa teoria riguardo a chi sarebbero i gay: «I gay non sono gli omosessuali, bensì sono solo quella parte di omosessuali che adotta lo stile di vita gay voluto e indicato dagli LGBT. Pertanto nel suo parlare si rivolge agli LGBT e fa benissimo».

Insomma, come sempre siamo dinnanzi alle contraddizioni di chi parte dal presupposto che si debba apprezzare tutto ciò che fortifica il pregiudizio e si debba rifiutare tutto ciò che  contrario alla propria opinione, ovviamente sostenendo che esistano dei "cattivoni" che impediscono alla nostra ideologia di essere universalmente riconosciuta come una verità rivelata e il volere di un Dio (il cui nome viene sempre più spesso pronunciato invano dai sedicenti "cattolici" che lo vorrebbero poter usare come giustificazione ad ogni odio).
2 commenti