L'ira dei cattolici si scaglia contro la suora che ha osato sostenere che Maria e Giuseppe facessero sesso



«Maria era innamorata di Giuseppe. Erano una coppia normale. Ed è normale fare sesso. Costa crederlo e digerirlo. Ci siamo fermati a norme che abbiamo inventato senza arrivare al vero messaggio». È quanto affermato da Lucia Caram, una suora argentina residente a Barcellona che rappresenta un volto mediatico molto noto in Spagna e Sudamerica.
Sono bastate queste semplici parole a scatenare l'ira di migliaia di fedeli e un intervento ufficiale della autorità ecclesiastiche. L'arcivescovo di Vic ha censurato con una nota ufficiale quella dichiarazione ed ha sostenuto che la verginità di Maria «è una verità proclamata in forma definitiva già dal II Concilio di Constantinopoli del 553 dopo Cristo».
Proteste sono giunte anche dalla Conferenza episcopale spagnola, così come alcuni fedeli stanno raccogliendo firme per chiedere che la religiosa sia punita.

Eppure l'impressione è che si sia dinnanzi ad una comunità così cristallizzata sui dogmi da non voler accettare che qualcuno possa metterli in dubbio. E chi dissente deve essere punito. Con durezza, giusto per far capire che chi è in disaccordo è meglio che se ne stia zitto.
In realtà basterebbe anche leggere il Vangelo di Matteo per mettere in dubbio quel dogma. Al versetto 25 del primo capitolo, l'evangelista racconta di come Giuseppe «non si accostò a lei, fino alla nascita del figlio che egli chiamò Gesù». E nella Bibbia il termine «accostarsi» ha un significato ben preciso...
Ormai siamo dinnanzi a chi rinnega la natura, le scritture e Dio stesso pur di attaccarsi a dogmi che si sostiene debbano essere accettati senza porsi domande, anche quando si vuole promuovere un comportamento contro-natura come la una castità forzata che Gesù non ha mai chiesto.
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