Lo sciacallaggio del partito di Adinolfi: «Se avessero impedito a Tiziano Ferro di andare a Sanremo, le vittime di Rigopiano di sarebbero forse salvate»



Daniele Ridolfi è un esponente del "partito" di Adinolfi che si era candidato come consigliere comunale a Rimini (città in cui il Pdf non è riuscito ad andare oltre al'1,59% delle preferenze, registrando risultati non dissimili dall'1,38% conquistato dal candidato di Forza Nuova). E per chi avesse buona memoria, quello è proprio il candidato che era sul palco dell'indimenticabile comizio pubblico che Adinolfi tenne dinnanzi ad una piazza deserta la scorsa estate.
In quella costante contraddizione che vede i militanti di Adinolfi pronti a citare la libertà di opinione per sostenere che Silvana de Mari debba poter accusare di pedofilia persone che neppure conosce (per poi minacciare denunce verso Tiziano Ferro se oserà dire che gli piacerebbe avere un figlio), non stupisce come quella stessa gente che parla di "gaystapo" dinnanzi a chi decide di non acquistare beni i servizi da chi discrimina siano poi gli stessi a chiedere il boicottaggio di Sanremo perché non discrimina. Ed infatti è sulla scia dei proclami di Adinolfi che Ridolfi lancia la campagna "Viva la Rai (spenta)".

Nel suo proclamo, afferma:

La Rai, per il prossimo Festival di Sanremo, pagherà per sole 5 serate al conduttore Carlo Conti ben 650 mila €, oltre ad altri emolumenti per la conduzione di altri programmi Rai. Sempre per il Festival di Sanremo, la Rai pagherà, per soli 15 minuti di apparizione, ben 50 mila €/testa a Mika, a Ricky Martin ed a Tiziano Ferro (sarà, tra l'altro, il Festival più "gender" di sempre: il tutto a spese nostre, ovviamente).
A Maurizio Crozza, per le 5 serate, ben 100 mila €.
Maria De Filippi ha, invece, fatto sapere che condurrà a titolo gratuito.
Tutto questo avviene a fronte di un buco di 400 milioni di € nel bilancio aziendale della Rai.

Se 50mila euro corrisponde esattamente al cachet che Mediaset ha versato a Totti per il suo blitz nella casa del Grande Fratello, pare difficile ritenerla una cifra così esagerata se si considera che i tre cantanti si esibiranno pure. Ovviamente fa sempre colpo parlare di cifre simili a persona che magari sopravvivono con uno stipendio da operaio, ma pare altrettanto evidente che il mercato ha regole per cui alcune prestazioni abbiano determinati costi. Il punto non è la cifra in sé, ma se l'investimento porterà un profitto tale da aggiungere un guadagno alla spesa (l'economia funziona così) e vien da sé il ragionamento starebbe in piedi solo se si desse prova che un personaggio meno pagato potrebbe garantire la medesima audience e i medesimi ricavi.
Sorvolando come su come ogni adonolfiniano ami citare il "gender" come se non ci fosse un domani dato che quella è la parola chiave della loro propaganda (unito a quel vittimismo insegnato in cui si cerca sempre di dar leva sul denaro quale argomento che possa far presa), pare incredibile come il populismo di Ridolfi lo porti a tirare in causa persino i terremotati. Cercando di sfruttare la loro situazione a suo vantaggio, lamenta:

Ma c'è di più: nelle 5 serate del Festival di Sanremo, Conti ci chiederà di offrire 2 €, col telefono fisso o col cellulare, per le zone terremotate. Vi dico solo questo: ben 26 milioni di € che gli italiani hanno già offerto con il telefono sono ancora bloccati a Roma.
La richiesta per pulire la strada dell'Hotel Rigopiano in Abruzzo, come ben sapete, era partita già dalle 7 del mattino e gli fu risposto che non potevano liberare la strada dalla neve perché l'unica turbina in tutta la Provincia di Pescara - in pieno inverno ed in piena emergenza neve - era rotta. La Provincia di Pescara non aveva 25 mila € (corrispondenti alla metà del cachet sanremese di Tiziano Ferro) per ripararla, a causa dei tagli dei fondi decisi dal Governo. Sapete tutti com'è, purtroppo, andata a Rigopiano.

Se dovessimo fermarci a calcoli così banali, forse potremmo ricordare a questo signore che il concordato con la Chiesa Cattolica porta lo stato italiano versare nelle casse vaticane ben 6.448.569.808 euro ogni anno. sarà che lui voleva trovare una scusa per attaccare il Festival, ma di fatto basterebbe interrompere quei passaggi di denaro pubblico per poter comprare ben 192mila turbine (altro che la due che lui vorrebbe pagare attraverso la censura di Tiziano Ferro!).

Continuando a sostenere che la sua teoria sia ineccepibile, l'adinolfiniano si lancia poi nei soliti inviti all'azione:

Ora, care amiche ed amici, la spegniamo la tv - o per lo meno non guardiamo il Festival di Sanremo - per tutte e 5 le serate? Facciamo crollare l'audience! Diamo un segnale: boicottiamo il Festival di Sanremo!
Fate girare il messaggio. Penso sia il minimo che si possa fare, anche per le vittime di Rigopiano.
Forse, se ci fossero stati quei 25 mila € necessari a riparare la turbina spazzaneve, si sarebbero salvate.

Dopo aver sciacallato una tragedia per gettare fango contro un cantante a lui sgradito solo perché gay, è tra i commenti che Ridolfi regala ulteriori perle. Dice che «Rai Storia fa Cultura, la farfallina inguinale di Belen ed i nastrini arcobaleno fanno ignoranza».
E dopo che un utente gli ha fatto notare l'inconsistenza del suo sostenere che «non credo che quei 15 minuti facciano guadagnare alla Rai più di 50 mila euro», l'adinolfiniano si è immediatamente rifugiato nell'omofobia quale unica certezza della sua vita nel sentenziare: «visto il personaggio in questione, non mancherà di certo uno spot alle adozioni gay». Ed ancora, insultando la caopacità artistica di un artista che detesta in virtù dell'orientamento sessuale, inizia pure a lamentarsi che venga trattato «nemmeno fosse Maria Callas o John Lennon». Bhe, forse non sarà Lennon, ma almeno non ha nulla a che vedere con le canzoni incise dal leader del suo partito quando sperava di poter far soldi facendo musica...
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