L'Ordine dei giornalisti condanna l'Unar, sostenendo non servano prove per accusarli di finanziare "festini gay"



Com'è possibile che in Italia si possa assistere allo smantellamento di interi enti pubblici sulla base di un servizio pretestuoso confezionato dalle Iene in presunta collaborazion con le Mario Adinolfi? E com'è possibile che non ci siano conseguenze nei confronti di quei Corriere delle Sera che ha cavalcato l'onda del sensazionalismo per spacciare l'omosessualità come una fonte di perversione e depravazione?
La risposta sembra più tragica del previsto, considerato come il controllore che dovrebbe vigilare su tali azioni risulti l'autore di un tweet dai contorni assai preoccupanti:



In qualità di segretario nazionale dell'Ordine dei Giornalisti, Paolo Pirovano pare dare per scontato che le affermazioni delle Iene siano reali e che dei fondi siano stati destinati a "festini gay" nonostante tutti gli atti ufficiali parlino di una realtà assai diversa. In virtù di documenti ufficiali che indicano un progetto realizzato con L'università Sapienza di Roma, come si può sostenere che un'illazione basata sulla spettacolarizzazione di una sauna gay possa essere ritenuta veritiera a priori senza fare alcun ulteriore commento. Le carte dell'Unar non lasciano dubbi sul fatto che la Sapenza fosse coinvolta... dovremmo dunque ritenere che l'ateneo finanziasse quelle saune che anche l'Anddos dice non percepissero?



Così come riportato dal blog del giornalista David Puente, fanno riflettere anche tutta un'altra serie di frasi firmate dal segretario nazionale dell'Ordine dei Giornalisti che paiono inneggiare ad alcuni motti del fondamentalismo cattolico a danno della dignità della comunità lgbt. In una surreale discussione con Caterina Coppola, l'uomo si afferrata a trarre conclusioni sulla base di mere illazioni:



Non pare andare meglio nel botta e risposta con Fabrizio Paoletti, dove Pirovano ostenta la sua convinzione sul fatto che le dimissioni di Spano siano una prova esaustiva delle illazioni presentate dalle Iene e che quindi non servano prove prima di emettere sentenze di condanna:




E se tutto ciò non bastasse, il segretario nazionale dell'ordine dei giornalisti chiude la discussone con un saluto non certo privo di pregiudizio:



E se a vigilare sula serietà dei giornalisti c'è un tizio che si permette di etichettare come «stellina» qualcuno in base all'orientamento sessuale, possiamo stare certi che non ne uscirà nulla di buono e che qualunque violenza resterà impunita. E ci meravigliamo poi che nessuno abbia accora tolto la tessera da giornalista ad Adinolfi?
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