L'Uccr sostiene che Adinolfi abbia dei meriti sull'inchiesta delle Iene, poi accusa Arcigay di finanziare la prostituzione



A Mario Adinolfi va dato il merito del servizio delle Iene contro l'Unar. Lo sostiene l'Uccr in un articolo intitolato "L’Unar ci ricasca, soldi pubblici per i vizi della lobby gay". Il gruppo di propaganda omofobica non si è certo attardato nel cercare di strumentalizzare la notizia per cercare di creare odio contro gay e lesbiche, asserendo che:

Così l’Unar ci ricasca e mostra il suo volto nascosto, almeno stando all’inchiesta de Le Iene andata in onda ieri sera. Altri dettagli inediti li ha rivelati Mario Adinolfi, li riporteremo in questo articolo che svela il macabro mondo che si cela dietro alla lobby Lgbt e all’associazionismo arcobaleno.
Tre anni fa l’Ufficio anti-discriminazioni razziali del dipartimento Pari opportunità della presidenza del consiglio venne sorpreso a finanziare e promuovere l’educazione Lgbt nelle scuole, la polemica si accese e l’ex direttore Marco De Giorgi ricevette una nota di demerito dal viceministro alle Pari opportunità.

Il riferimento è all'intervento del sottosegretario Ciellino Toccafondi che bloccò su richiesta di Radio Vaticana la distribuzione di libretti informativi contro l'omofobia dedicati agli insegnanti della scuola pubblica. Il tutto in un quadro idologico che divenne sempre più chiaro quando minacciò di estromettere Tiffany dal mercato italiano se avesse osato rappresentare l'amore tra due uomini nella sua pubblicità. Poi, cercando di alimentare ulteriore odio contro i gay, il sito omofobo prosegue con il sostenere che:

Oggi l’Unar, creato nel 2003 per contrastare le discriminazioni razziali, etniche e sessuali, è stato sorpreso dall’inviato Filippo Roma de Le Iene a finanziare con 55mila euro -denaro pubblico, ovviamente- un’associazione di “promozione sociale” dietro cui si nasconde il solito business del sesso gay.

Ovviamente il fatto che si parli del "solito" sesso è parte di quella propaganda di demonizzazione con cui gli integralisti dell'Uccr amano sostenere che la'more sia solo quello eterosessuale e che i gay siano animali che si accoppiano come bestie. Poi, puntando alla promozione politica dell'integralismo cattolico, il sito afferma che l'integralista Mario Adinolfi abbia dei "meriti" nell'inchiesta:

Le Iene hanno censurato il nome dell’associazione finanziata dall’Unar, a svelarlo è stato Mario Adinolfi, leader del Partito della Famiglia. Si chiama ANDDOS, ovvero Associazione nazionale contro le discriminazioni da orientamento sessuale. Come ha scritto Adinolfi, la lotta alla discriminazione è una maschera, il servizio de Le Iene «spiega in maniera precisa» cosa promuovono: «prostituzione gay mascherata da centri massaggi, dark room, glory hole, locali per orge omosessuali». Esattamente come l’Unar promuoveva il gender nelle scuole, nascondendosi dietro all’etichetta del “rispetto delle differenze”.

Se non ha alcun senso il tentare di accostare pratiche sessuali alle lezioni scolastiche sul rispetto delle differenze, evidente è il tentativo con cui l'Uccr cerca di presentare i gay come animali immeritevoli di diritti civili o di tutele giuridiche, sostenendo implicitamente che sia necessario interrompere qualunque forma di contrasto al bullismo omofobico. In fondo son froci e quindi è giusto che siano derisi, picchiati e spinti ai suicidio.

L'organizzazione integralista passa poi a cercare di denigrare l'operato dell'Anddos, cercando di sostenere che la gestione di locali debba impedire qualunque altro tipo di iniziativa. Il tutto arrivando a mentire ai propri lettori e a raccontare che il boicottaggio verso Mediaword non avrebbe riguardato un regolamento che escludeva le coppie gay ma la raffigurazione di un uomo e di una donna sul volantino (quando si dice essere palesemente in malafede). Scrivono:

Sul loro sito web e sul profilo Facebook si scopre che Anddos è una voce potente del movimento Lgbt, intervenendo nel dibattito pubblico con comunicati stampa, iniziative (come il boicottaggio di Mediaworld per un volantino con l’immagine di un uomo e una donna) e interventi politici. Il contatto intervistato dalle Iene, parlando dei circoli di tale associazione, afferma: «il loro unico scopo è quello di fare soldi senza pagare le tasse, sfruttando la denominazione di associazione a cui sono concesse delle agevolazioni». Una delle attività promosse sono le “dark room”, stanze buie dove si fa sesso con chiunque capita, senza guardarsi in faccia. «Quello che trovo assurdo», afferma la fonte del giornalista Roma, «è che un’associazione come questa, con circoli, saune, centri massaggi, dark room, ma soprattutto dove si pratica la prostituzione gay, possa aver vinto un bando della Presidenza del Consiglio».

E se tali dichiarazioni paiono un po' strane, tutto viene spacciato come una verità rivelata da Dio in persoina in virtù di come si voglia usare il caso per creare odio. E l'Uccr afferma pure che:

Messo di fronte alla questione, Spano ha cercato di allontanarsi, negando e promettendo verifiche, ricevendo la risposta del giornalista: «Direttore, questo lo sappiamo noi che non facciamo parte dell’Unar e non lo sa lei che è il direttore dell’Unar? 55 mila euro. Ma perché i contribuenti italiani devono finanziare con le proprie tasche associazioni dove si pratica la prostituzione?». Dopo due settimane dal servizio ancora non sono stati tolti i fondi al circolo, che continua a gestire con i soldi pubblici il fiorente mercato dei vizietti Lgbt (tra cui il reato di prostituzione), nascondendosi dietro all’etichetta dell’antidiscriminazione.
La domanda è: a parte essere l’ennesimo organo della lobby Lgbt e dell’insano mondo che la sorregge, a cosa realmente serve il fantomatico Ufficio anti-discriminazioni razziali?

Se a fare una simile domanda è un'organizzazione di strema destra che promuove odio e discriminazioni, pare evidente che la possibilità di denigrare, insultare, perseguitare e danneggiare interi gruppi sociali sia una possibilità molto ambita da chi guadagna soldi sulla discriminazione altrui.

Ma è da denuncia il post-scrittum in cui il sito di propaganda d'odio afferma:

Abbiamo scoperto che l’associazione Anddos, oltre ad essere finanziata dall’Unar ed affiliata addirittura all’Entes (Ente Nazionale Turistico Enogastronomia e Sport), è una diretta concorrente di Arcigay. Anche quest’ultima associazione è accreditata all’Unar (cioè all’ufficio del Governo italiano) e, con la tessera di Arcigay, si può accedere «al cosiddetto circuito ricreativo: una cinquantina di locali divisi fra saune, cruising, bar, discoteche». Cos’è il cruising? E’ la stessa cosa che viene praticata nei circoli Anddos: si entra nudi, dark room, sesso compulsivo tra gay. Basta –si legge– «tesserarsi o essere in possesso della tessera personale Arci Uno Club, o ACSI (CONI), OnePass Multiclub». E c’è chi ormai spiega che la scoperta delle Iene è solo la punta dell’iceberg.

E questo pare solo l'inizio della violenta campagna di demonizzazione che l'integralismo anti-gay condurrà sostenendo che Dio odia gli omosessuali e ha grande simpatia per l'estrema destra.
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