Malan, Gasparri e Giovanardi presentano una interrogazione a sostegno di chi dice che i gay sono anormali e pedofili



Se una qualunque omofoba legata alle lobby dell'integralismo cattolico si sveglia una mattina per dire che è «scientificamente provato» che l'Organizzazione Mondiale della Sanità sia composta da perfetti idioti e che i gay debbano essere ritenuti anormali, infettivi e pedofili, deve poterlo fare senza rispondere delle proprie azioni. Ancor più se la responsabile di quella campagna d'odio dichiara pubblicamente che le sue azioni sono da intendersi come una ritorsione mirata a danneggiare precisi gruppi sociali.
È quanto sostengono i senatori Giovanardi, Gasparri, Aracri, Compagna, Di Biagio, Augello, Candiani e Malan in una vergognosa interrogazione parlamentare presentata al Ministro della Salute. Un documento che pare avere anche tutta l'aria di un falso in atto pubblico in virtù di come il gruppo di senatori nega persino il diritto del Mario Mieli a denunciare una donna che va in giro a dire che i loro membri sono «simpatizzanti della pedofilia». Scrivono:

Nelle settimane scorse, sul quotidiano “La Stampa” di Torino e, in seguito, in altre testate e blog su internet, nonché nei principali social network, faceva scalpore la notizia relativa ad un medico chirurgo, dottoressa Silvana De Mari, che, in riferimento a certe pratiche sessuali in uso anche tra persone con tendenze omosessuali, con riguardo ai gay, sosteneva che ascessi, incontinenza, herpes e condilomi sono la conseguenza di tali pratiche, con spaventose conseguenze dal punto di vista fisico, che escludono che questa possa essere una forma di normalità; in seguito, si susseguivano numerosissimi articoli sulla carta stampata e la dottoressa De Mari veniva più volte intervistata, anche in trasmissioni radiofoniche, quali “La Zanzara” su Radio 24, in cui confermava queste proprie tesi; veniva addirittura lanciata una petizione online tramite il sito di campagne di sensibilizzazione “change.org”, che raggiungeva migliaia di firme recapitate presso l'ordine dei medici di Torino, chiedendo la radiazione della dottoressa. Così, pure, risulterebbe che altre mail o richieste siano pervenute in analogo senso all'ordine dei medici di Torino da terze parti; alcune organizzazioni pro lgbt annunciavano querele nei suoi confronti; in data 18 gennaio 2017, appariva sul quotidiano “La Stampa” online a firma Alessandro Mondo, un articolo dal seguente titolo: «La dottoressa omofoba rischia la radiazione Il presidente dell'ordine: “La medicina è un'altra cosa”. Aperto un procedimento disciplinare»; nel corpo del testo, si legge che ad annunciarlo è lo stesso presidente dell'ordine dei medici, dottor Guido Giustetto, il quale, stando ai virgolettati dell'articolo, così avrebbe dichiarato: «Personalmente quelle della dottoressa, che non conosco, le giudico come affermazioni che non corrispondono a ciò che oggi pensa la Medicina. Del resto lo riconosce anche lei, sostenendo di non essere politicamente corretta. Diciamo che la sua posizione non è nel perimetro delle conoscenze scientifiche»; continua il presidente affermando, sempre stando ai riferimenti del quotidiano, che «Apriremo il procedimento disciplinare, convocandola e chiedendole spiegazioni, spiega Giustetto; il mondo è pieno di medici che dicono cose strane. La cosa ci interessa nella misura in cui può creare problemi alla salute pubblica e mettere in cattiva luce la professione medica. Oltretutto, e questo ci preoccupa, lei mette un peso particolare sulla sua professione». Insomma – così chiosa l'articolo – netta presa di distanza e al tempo stesso piedi di piombo in attesa di decidere come comportarsi: «In questa fase dobbiamo capirne di più»; sul punto, occorre sottolineare come le affermazioni rese dalla dottoressa De Mari sui danni proctologici e sui rischi infettivologici sono affermazioni certe e scientificamente documentate da dati anatomopatologici e statistici; non è pertanto comprensibile a che cosa si riferisca il dottor Giustetto con l'espressione “non corrispondenza a ciò che oggi pensa la medicina”, dato che non risulta che la medicina “pensi”, e che, comunque, la “medicina attuale” abbia una visione nuova dell'anatomia di parti dell'apparato digerente, e posto altresì, che tutta la letteratura scientifica in tema di proctologia e infettivologia senza alcuna eccezione, presenta i maschi con tendenze omosessuali come categoria a rischio per un enorme numero di patologie proctologiche e infettivologiche; analoghe considerazioni naturalmente possono essere fatte anche nei confronti delle coppie eterosessuali che intrattengono tale pratica, si chiede di sapere:

Se il Ministro in indirizzo ritenga normale che, di fronte ad una legislazione specifica sul tema, afferente ai procedimenti disciplinari dei medici (si veda il decreto del Presidente della Repubblica 5 aprile 1950, n. 221, art. 39), il presidente dell'ordine dei medici, che dovrà esaminare e poi, eventualmente, giudicare la posizione del soggetto incolpato, renda ai giornali delle dichiarazioni quali quelle apparse sul quotidiano “La Stampa” del 18 gennaio 2017 e mai smentite, il tutto prima ancora che si avvii siffatto procedimento e a dispetto di un titolo roboante: “l'Ordine dei Medici avvia un procedimento disciplinare” (pure questo mai smentito); se ritenga opportuno che, per quanto detto, il presidente dell'ordine dei medici che dovrà giudicare la dottoressa De Mari anticipi a mezzo stampa le proprie “valutazioni” sul caso; quanto al merito della vicenda, e alle specifiche affermazioni rese dal presidente dell'ordine dei medici, se ritenga corretto che egli rilasci affermazioni, a dispetto delle affermazioni rese dalla dottoressa De Mari, come: “quelle della dottoressa le giudico come affermazioni che non corrispondono a ciò che oggi pensa la Medicina” e poi che “la sua posizione non è nel perimetro delle conoscenze scientifiche” ed infine che “il mondo è pieno di medici che dicono cose strane”; più specificamente, come valuti il Ministro in indirizzo la conformità tra le dichiarazioni rese dalla dottoressa De Mari e le attuali conoscenze medico-scientifiche e se ritenga che le pratiche descritte dalla dottoressa De Mari possano portare a contrarre le patologie illustrate in precedenza; se infine voglia comunicare al Parlamento se sia a conoscenza di tutte le circostanze esposte e se intenda intervenire, e con quali mezzi o iniziative, presso il collegio dell'ordine dei medici di Torino, disponendo, anche se del caso, una formale ispezione ministeriale; se intenda richiamare gli ordini dei medici, affinché si attengano alla loro funzione primaria, che è la cura delle persone e la corretta informazione sulle malattie e sulla loro possibile prevenzione.
Non appena possibile daremo evidenza sul nostro sito della risposta a questa interrogazione. Solo allora sapremo se l'omosessualismo è entrato di diritto nelle nostre vite, o se viviamo ancora in un Paese che segue la legge naturale.

Detto da un tizio che cercò di difendere il sesso tra il suo capo partito e una minorenne, evidente è lo scopo ideologico di un testo vergognoso che mira a negare i più basilari diritti civili ad un intero gruppo sociale. E ideologico, inaccettabile e violento è il citare fantomatiche "leggi naturali" come se bastasse bestemmiare il nome di Dio poter a annullare i diritti costituzionali dinnanzi a chi delinque attraverso un abuso del sentimento religioso. Perché non solo non c'è cristianesimo nella bestiale propaganda dell'integralismo, ma c'è una evidente matrice satanica in chi stupra il nome di Dio per profitto.
1 commento