Mario Adinolfi come i giornali ugandesi: l'integralista pubblica nomi e cognomi di chi visita saune gay e minaccia nuove ritorsioni



Mario Adinofli è come una zecca che attacca alla preda e cerca di succhiarne il sangue per cercare di trarne quanto più profitto possibile. L'uomo che ha affisso migliaia di manifesti abusivi sulle pareti della capitale cerca di fare la voce grossa contro i gay, sfruttando il vergognoso servizio delle Iene per alimentare odio e violenza contro un intero gruppo asociale.
Con fare da sbruffone, l'integralista che bestemmia Dio a fini commerciali accusa i gay di illegalità. Tutti, perché froci e perché sgraditi a chi finanzia il suo torbido commercio del pregiudizio.

In un articolo intitolato "Ora smantellate l'attività criminale nei circoli lgbt", il leader di un movimento sanguinario che racchiude un misero 0,6% di integralisti sostiene che l'illegalità debba essere lecita se a praticarlo è un uomo che si scopa una donna sottomessa, mentre lui farà il giustiziere e perseguiterà solo la presunta illegalità che veda convolo un gay. Non a caso pare non avere nulla da ridire per i circoli di scambisti "no profit" in cui può consegnare una delle sue moglie e acquistare una prostituta. Peccato che tale persecuzione di un preciso gruppo sociale è espressamente vietato dalla Costituzione. Ma è nell'incuria della legalità e nella brama di profitto che il pluriposato integralista afferma:

Bene, il direttore dell'Unar si è dimesso. Il sottosegretario Boschi non si è dimesso, ha fatto finta di non sapere cosa facessero le associazioni finanziate dall'ennesimo bando farlocco, ma almeno ha bloccato i 999.274 euro riservati a Arcigay, Arcigay Roma, Movimento italiano trans, Lista lesbica italiana e ovviamente Anddos. Quest'ultima associazione avrebbe ricevuto solo una piccola fetta della torta, 55mila euro, ma ha la colpa di aver voluto mettersi in proprio e allora la casa madre ha fatto la soffiata alle Iene, per punire lo scissionista secondo i meccanismi in voga a Scampia-Secondigliano. Se ne è accorto Mario Marco Canale, presidente Anddos, che ha spiegato come abbia svuotato con i suoi 200mila soci gli elenchi Arcigay e indicando così i mandanti della vendetta, che con Flavio Romani parlano di "macchina del fango". Bisogna sempre ricordare che l'espressione "macchina del fango" fu coniata da Roberto Saviano nel 2010 per colpire i cronisti che indagavano sulla vicenda della casa di Montecarlo di Gianfranco Fini. Ma avevano ragione i cronisti, non Saviano.

Negando che esista una macchina del fango nonostante la utilizzi spesso nel suo sostenere che i gay siano criminali, mangiatori di escrementi, assassini, malati e soggetti "biologicamente inferiori" che devono essere adibiti a pagare le tasse per sovvenzionare i suoi privilegi in virtù di come lui si vanti di aver sparso sperma nella vagina id ben due mogli, Adinolfi dice:

E allora come Popolo della Famiglia continuiamo a raccontarvi scena e retroscena. a scriverne così qualcuno potrà copiare, a darvi prove documentali così qualcuno potrà farsi bello con il nostro lavoro. Non importa. L'importante è che quello che denunciamo da mesi diventi patrimonio collettivo di consapevolezza. Abbiamo un obiettivo politico: prosciugare il fiume di centinaia di milioni di euro che a tutti i livelli rafforza la lobby Lgbt, raccontare lo scontro continuo di natura mafiosa per la caccia al denaro pubblico che anima le varie loro fazioni in lotta, raccontare l'attività criminale che si cela dietro un infinito elenco di circoli gay, spiegare come tali associazioni siano in realtà finte associazioni che truffano lo Stato sul piano fiscale e non solo, recuperare così una montagna di risorse che quando saremo al governo impiegheremo per finanziare il reddito di maternità e l'introduzione del quoziente familiare.

Chiaramente Adinolfi se la prende solo con i gay, evidentemente sostenendo che lui non abbia problemi quando un uomo paga una schiava del sesso per infilarle dentro il suo pene. Ed è dichiarando pubblicamente che l'obiettivo è elettorale e che lui non tollera la definizione di "omofobo" per il suo sostenere che i froci siano esseri inferiori in virtù della violenza con cui lui ama auto-proclamarsi più bello, più cristiano e più ariano, aggiunge:

Decliniamo pubblicamente gli obiettivi politici in maniera che sia chiaro come agiamo e perché, con la finalità di sottoporre questo metodo e questo orizzonte programmatico agli italiani e chiedere il loro consenso in vista delle prossime elezioni amministrative e politiche. Non siamo animati da alcuna forma di "omofobia", semplicemente non sopportiamo più che il lobbismo lgbt dreni enormi quantità di risorse pubbliche per le loro privatissime finalità. E sappiamo che seguendo la scia dei soldi si scoprono sempre molte verità.

Negando l'evidenza di come i fondi fossero destinati ad un'attività dell'Addons in collaborazione con l'Università Sapienza e spergiurando che lui, dall'alto della sua ariana omniscenza, sa per certo che quei soldi erano destinati a quei circoli (anche se sarebbe stato necessario presentare "prove" delle sue illazioni dato che il suo odio non è certo sinonimo di veridicità), il leader dell'odio annuncia l'organizzazione di una pattuglia omofoba che cercherà di perseguitare i gay:

I circoli che citeremo sono solo una piccola parte di un vastissimo mondo fatto da schemi sempre uguali. Li citeremo con il loro nome noto, indicheremo link e indirizzi, anche se sappiamo che in queste ore hanno sospeso l'attività temendo controlli dovuti al polverone mediatico che si è alzato. Carabinieri, polizia, guardia di finanza si annotino questi riferimenti che daremo e vadano a visitarli tra due mesi. Troveranno quello che indico: prostituzione, spaccio di droga, lavoro nero, truffa sul piano fiscale per il fine di lucro che sottosta a tutta l'attività di promiscuità sessuale nel locale.

Sostenendo che quando qualcuno fornisce massaggi lui ha la certezza che dietro ci sia della prostituzione (anche in questo caso senza presentare "prove" delle sue affermazioni), l'integralista prosegue:

A Roma uno dei circoli più noti è l'Apollion. Durante la mia intervista a La Zanzara i conduttori hanno telefonato e si sono fatti descrivere i servizi ed è stato subito chiaro che tra questi servizi c'è la prostituzione che nei circoli gay è sempre mascherata sotto la dizione "servizio massaggi". Ovviamente l'Apollion è affiliato a una delle associazione finanziate dal famoso bando da 999.274 euro dell'Unar. Facciamo prima a scrivere che tutti i circoli che citeremo sono affiliati a tali associazioni. La Boschi prenda nota, ma tanto lo sa bene.
L'Apollion si trova nel cuore della Roma bene, a via Mecenate 59a e offre ovviamente il "servizio massaggi" ben pubblicizzato fin dalla home page del sito www.apollionsauna.it insieme alla sauna gay e a tutto il consueto armamentario teso ad attrarre chi è in cerca di promiscuità sessuale. L'utente Tiger Man è stato nella sauna domenica 19 febbraio ma non è rimasto soddisfatto: "Solo gente dai 60 in su. Non mi sono mai sentito cosi in imbarazzo". Questo è il tema, pensi di andare a scopare gratis, poi trovi solo vecchi e allora finisci al servizio massaggi con giovani più attraenti. Paghi 38 euro per il massaggio, poi l'extra da 50 euro in su per sesso orale o anale attivo. Si chiama prostituzione.

Pare dunque che Adinolfi abbia frequentato quei centri e che abbia dato 50 euro ad un ragazzo per farsi scopare. Se così non fosse, bisognerebbe scoprire in che modo possa affermare quelle cose dato che sono aggiunte che lui ha fatto ad un virgolettato preso chissà dove. Ma la lista di proscrizione prosegue con la pubblicazione di nomi e cognomi di persone che lui indica come frequentatori di sauna attraverso modalità illecite che ricordano i giornali ugandesi che pubblicarono i nomi di presunti gay. Scrive:

Rivale dell'Apollion a Roma è la Spartacus Bear Sauna di via Pontremoli 28. Le foto fin dalla home page del sito www.emcspartacus.com sono esplicite. Oreste Dari, utente che si firma così nella recensione su Google, esalta il "centro massaggi, con un folto gruppo di massaggiatori esperti. Ve li consiglio". Messaggio preciso: prostituzione sempre attiva e all'altezza dei bisogni della clientela. Si lamenta invece Gianfranco Benedetti: "Purtroppo nonostante le innumerevoli segnalazioni da parte di molti clienti sul pessimo odore emanato dagli ascigamani, nulla è stato ancora fatto per porre rimedio a questo fastidioso inconveniente". E qui veniamo a un altro punto nodale da approfondire: le pessime condizioni igieniche di questi luoghi del sesso promiscuo. Possiamo citare infiniti esempi di lamentela per la presenza di liquido seminale. feci e sangue nei vari locali adibiti al sesso anale così sregolato. Filippo Tulli è più soddisfatto: "Molto pulito e frequentato da persone abbastanza giovani e si trovano sia gente magre che orsoni. Unico pecca è forse la sauna gay più cara di Roma". Capito ministro Boschi? La più cara, è un'attività con fini di lucro, non un'associazione. Ci fanno i soldi, montagne di soldi esentasse utilizzando lo schermo dell'associazione, truffando lo Stato. E li finanziamo con denari pubblici?
Se poi ci muoviamo alla Mediterraneo Sauna di via Pasquale Villari 21 che ovviamente sul sito fin dalla home page www.saunamediterraneo.it offre l'inevitabile "servizio massaggi" trovate gli utenti stranieri che si lamentano per i prezzi troppo alti e per gli "ugly bears over 60" che si trovano invece nelle parti comuni. Quindi o vai coi vecchi gratis, o finisci nell'area massaggi ma ti spennano con i prostituti. Gli stranieri non sopportano questo: "It's just cheating", è solo imbrogliare, scrive lukashauser sul portale internazionale Gaycities.

E dopo la guida ai locali gay firmata dall'espertissimo frequentatore Mario Adinolfi, pare inevitabile notare che in quei locali di solito c'è gente adulta e consenziente che fa sesso gratuito e volontario con altre persone consenzienti. Se Adinolfi le ha visitate tutte, ha annusato gli asciugamani e poi non ha trovato nessuno che glielo desse senza chiedergli soldi, non ci capisce perché mai se la prenda con il mondo. Dato che di non avere distruzioni e di essere ingrassato per amore del cibo, se la prenda con sé stesso e con il suo peccato capitale.
L'altra evidenza è che la chiusa di locali in cui è possibile trovare sesso consensuale difficilmente porterà i frequentatori a scegliere la castità per compiacere l'ideologia proibizionista di un integralista fallito, ma più probabilmente favorirà la prostituzione che nel campo etero vede povere ragazze ridotte in schiavitù ad ogni angoli della strada.

Ma è negando che esista prostituzione etero e sostenendo che i gay lo facciano solo a pagamento (non va dimenticato come il suo unico obiettivo sia sempre e solo quello di danneggiare il prossimo per profitto personale in una totale assenza di qualunque etica o morale) rincara la sua dose:

Comunque, il giro di prostituzione spesso straniera che anima questi circoli presente in ogni singolo locale di tale natura è fatto noto alle forze dell'ordine. Il 18 ottobre 2015 la squadra mobile antiprostituzione faceva irruzione al Black Sauna di via del Tipografo a Bologna e trovava un giro di gigolo minorenni rumeni. Il Black Sauna ha chiuso? Certo che no, è aperto, anche se i clienti come Mariano Comense si lamentano: "Ci sono stato oggi sta peggiorando le docce non vanno, sono arrugginite fanno schifo". E Gianluca De Fazi: "Venerdì: una decina di persone di età media 60". Ma certo tesoro, devono incentivare il consumo di prostituzione nell'area massaggi, magari minorile come quella scoperta un anno e mezzo fa, come campano altrimenti?
Se si va a Milano il circolo più in voga è il Royal Hammam e qui uno dei "massaggiatori" si fa pubblicità direttamente con il suo zoppicante italiano, d'altronde si chiama Claudiu Serafim, rumeno: "Buona sera io sono il massaggiatore,fisioterapista in sauna Royal Hammam chi ha bisogno di massaggi di rilassare di ottima qualità vi aspetto nella sauna". Poi arriva un cliente che si chiama Roberto V. e scoperchia il vaso di Pandora: "Peccato Milano sia messa così a saune. Qui tutto sporchissimo, presevativi che galleggiano nell'idro. Marchettari e droga a go go. Davvero uno schifo. Mi meraviglio che ancora non la facciamo chiudere. Se volete un consiglio state alla larga. Gestito da rumeni arrogantissimi, maleducati e ignoranti. Proprio un bruttissimo posto". E questo è il locale gay tra i più noti a Milano, in via Plezzo 16.
L'elenco di cui dispongo è infinito e seguiranno altre puntate. Ovunque il dato è comune: prostituzione, evasione fiscale, lavoro nero, promiscuità sessuale con problemi per la salute pubblica. Il pattern è sempre il medesimo. Cosa si fa con luoghi così? Si finanziano le associazioni di riferimento con una valanga di quattrini pubblici? Cara Boschi. caro Gentiloni, che dite, gli diamo un taglio? Signori delle forze dell'ordine, appuntatevi gli indirizzi e fate una visitina nei luoghi indicati. Non oggi, però, non domani. Tra un paio di mesi. Chiudeteli tutti. E' quello che avremmo fatto come Popolo della Famiglia per "estirpare le colonie del male". Venimmo irrisi, non ottenemmo voti a sufficienza per andare con la fascia tricolore a chiudere queste false associazioni per ragioni di ordine pubblico. Alle prossime amministrative ne avremo di più, alle politiche più ancora e con i soldi tolti a queste schifezze finanzieremo reddito di maternità e quoziente familiare. Questa è una promessa, come è promessa la nostra tenacia sul tema e che le cosche lgbt continuino a sbranarsi tra loro, così renderanno evidenti le ragioni delle loro battaglie: i soldi, il business, le truffe ai danni dello Stato. I politici conniventi non possono più far finta di non sapere. Ora sanno. Grazie a noi, ogni italiano sa e sa chi sostenere perché questa corrotta zozzeria che drena denari pubblici senza vergogna sia finalmente e davvero estirpata.

Curiosamente Adinolfi non parla dei locali per sesso etero od elle malattie infettive che la credulità religiosa porta proliferare in quelle pozze maleodoranti in cui dei poveri pellegrini credono di doversi immergere per ottenere una grazia a pagamento. ma si sa, il suo compito è demonizzare i gay e minacciare la loro vita, altrimenti come può ottenere soldi con la sua animalesca e vergognosa ferocia?
E che dire di come a poche ore da questo messaggio l'integralista abbia cercato ancora una volta di sciacallare il caso Foffo sostenendo che per i gay ci sia impunità (anche se altri la chiamano legge, dato che persino un assassino ha dei dritti costituzionali nonostante ad Adinbolfi piace emettere sentenze di morte dall'altro della su inutilità e della sua fallimentare vita).
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