Mario Adinolfi «San Valentino è per donne con uomini e uomini con donne. Il resto non merita una festa»



A cosa serve Zelig quando c'è Mario Adinolfi che non perde mai occasione per rendersi ridicolo? Il buffone che insulta i cattolici continuando a proclamarsi loro rappresentante (anche se il fatto che debba mostrare crocefissi e rosari dimostra ampliamene come si sia dinnanzi ad una finzione scenica in cui è necessario ripetere l'assurdo perché una contraddizione in termini) ha deciso di insudiciare anche la festa degli innamorati con i cuoi proclami. Il punto di partenza è semplice: gli piace portarsi a letto delle donne ed è forse quello il motivo per cui una sola moglie non gli è bastata e ne ha voluto sposare una seconda secondo il sacro rito di santa romana Las Vegas. Dalla sua pagina Feceook, l'integralista afferma:

Sono innamorato delle donne. Da sempre, mi sono sempre piaciute. Sì, il sesso opposto. Quello che a Mediaworld è costato un pizzo da pagare e cenere sul capo. L'amore è per il sesso opposto, genera vita, è l'istinto insopprimibile che fa proseguire la specie. Il resto è erotismo, esperienza marginale e transitoria. Gli uomini amano le donne: la mia fortuna e la mia condanna sono loro, madre e moglie e figlie, morto papà ho una famiglia totalmente composta da donne.

Tornato ad usare il padre defunto per motivi politici (così come fece anche in campagna elettorale cercando di tramutare quel decesso in una fonte di profitto personale), l'integralista inizia a usare anche le sue figlie come strumento di propaganda:

Dai sei anni di Clara all'ultrasettantenne Louise, posso godere di tutte le sfumature del rosa, che sono molte più di cinquanta. Amo Silvia che si becca gli insulti perché ama me, amo Livia a cui dicono "ma sei la figlia di Adinolfi, perché non ti cambi il cognome?" e i professori all'università le fanno l'esame sul gender, con toni provocatori. Ma ho imparato una cosa delle donne: se tocchi la loro famiglia, hanno un'anima di ferro. E famiglia è con i loro uomini. Questo è il San Valentino da festeggiare: donne con uomini, uomini con donne, ciò che tiene in piedi il futuro del mondo. Il resto è erotismo sterile e non merita una festa.

Forse ciò che non merita una festa è un essere spregevole che insulta l'amore altrui perché convinto che l'aver riempito di sperma le vagine delle sue due mogli lo renda meritevole di maggior dignità sociale. O forse non merita una festa un integralista che ha votato la sua vita alla costante costruzione di odio e al commercio di pregiudizi attraverso una ferocia tale per cui appare più che lecito presumere non conosca cosa significhi amare. E ne è la dimostrazione il fatto che Adinolfi ami parlare di sé anche quando parla degli altri, quasi come se lui venisse prima di tutto e gli altri non fossero altro che oggetti al suo servizio.

L'integralista spiega poi che lui esige che le sue figlie trovino un uomo che le penetrino a fondo e che riempia le loro vagine di sperma. Peccato che il solo fatto di avere simili pensieri riguardo al futuro di bambine in età prescolare appare come la violenza di un genitore che non vuole neppure prendere in considerazione che la propria prole possa avere identità di genere o un orientamento sessuali diverso da quelli che lui vorrebbe. Scrive:

Auguri Silvia, ti amo. Ti difenderò sempre, come un cavaliere deve e sa fare. Alle mie figlie auguro di incontrare uomini degni della loro bellezza. A mia madre di serbare il ricordo di papà, di un amore durato mezzo secolo in mezzo a tempeste con onde alte come palazzi, ma il vero amore è questo: quel che dura, quel che resiste, quel che è inscindibile perché "i due sono una carne sola". Buona festa degli innamorati a tutti.

A tutti tranne ai gay, ovviamente, dato che Adinolfi li esclude dopo aver cercato in ogni modo di contaminare la società civile con ignobili pregiudizi che miravano ad impedire che due persone dello stesso sesso potessero veder riconosciuta la loro unione. Ancor più dato che esistono coppie gay che hanno condiviso ben più di mezzo secolo di vita assieme. ma a lui non piacciono ed è nel giorno di san Valentino che lo troviamo pronto a introdurre distinguo di stampo fascista persino sull'amore.
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