A Napoli il partito di Mario Adinolfi cerca consensi tra i nostalgici del fascismo



Luigi Mercogliano è il massimo esponente campano del partito di Mario Adinolfi. Dalla sua pagina Facebook, annuncia di aver aderito ad un'associazione di reduci repubblichini, missini e nostalgici del Ventennio.
Il pretesto è la presentazione di un esposto alla Magistratura per chiedere «di valutare se vi siano responsabilità penali in capo al comportamento del Sindaco per gli scontri dell'11 marzo scorso a Fuorigrotta in occasione della visita di Matteo Salvini a Napoli». Ma a raccontare di come si sia dinnanzi ad un'adesione ad «un ente di promozione politica e culturale che nasce nella linea della tradizione politica della Destra nazionale sociale italiana» sono i documenti stessi di "Volontari per l'Italia".

Una rapida visita al loro sito ci porta a trovare i classici slogan dell'estrema destra, come quei manifesti in cui sostengono che le madri con bambini siano costrette a dormire in automobile perché lo stato dilapiderebbe le sue ricchezze per i migranti o quelli in cui asseriscono che gli immigrati sarebbero tutti fonte «di degrado» per l'italico popolo.
Ed ancora, è in occasione dell'8 marzo che li troviamo pronti a pubblicare immagini di epoca fascista «in ricordo delle ausiliarie della Repubblica Sociale Italiana: non squallide femministe, ma guerriere per l'onore d'Italia». Il tutto con una attacco anche a quel femminismo che mai è piaciuto a chi vorrebbe la donna sottomessa all'uomo, chiusa in casa a fare «cose da donne» in base a quegli stereotipi di genere che Adinofli è il primo a coltivare (anche se è evidente che tutto ciò sia a danno persino delle sue stesse figlie).

Ecco, è con questa gente che il partito di Mario Adinolfi si sta alleando. E da parte di Mercogliano emerge la sua essenza reazionaria contro un sindaco che difende i diritti e le libertà di tutte e tutti, lagnandosi di come il razzista Salvini abbia trovato residenze da quelle popolazioni che per anni sono state vittima della sua propaganda (ora sostituita dall'odio contro gay e immigrati).
Ma è a livello nazionale che il quadro appare inquietante. Tra le alleanze con Casa Pound a Milano, con Milithia Christi a Roma e con Volontari per l'Italia a Napoli c'è da domandarsi se Adinolfi non sta iniziando a capire che non supererà mai lo sbarramento del 3% ed abbia chiesto ai suoi uomini più in vista di iniziare a stringere alleanze con le destre di Meloni, Salvini e Forza Nuova. Oppure potremmo domandarci se non siano i suoi uomini ad aver mal digerito il flop delle amministrative e stiano correndo ai ripari cercando di accasarsi politicamente altrove nel centrodestra... Insomma come la si giri, pare che per Adinolfi le cose si stiano mettendo male e che il castello di sabbia stia iniziando a crollargli addosso. Come si sa, quando la barca affonda i topi iniziano a scappare.

Dal canto suo Mercogliano è amico di Alex Komov e lo rappresenta in Italia per quanto concerne la sua rivista Katehon. Già dirigente missino da ragazzo, passato poi ad Alleanza Nazionale, esponente di spicco degli extraparlamentari della destra napoletana negli anni '90 e mazziere della destra giovanile partenopea ai tempi del Fuan, quindi potrebbe tranquillamente rappresentare l'anello di congiunzione tra gli integralisti cattolici del Family day e la Russia zarista di Vladimir Putin.
Potremmo dunque ipotizzare che Adnolfi potrebbe scegliere di seguirlo e di spostare ancora più a destra la collocazione del suo "Popolo della Famiglia", oppure potrebbe essere proprio Mercogliano a voler salutare il suo leader per aderire ad qualche movimento reazionario, magari con il sostegno di Katehon e di Komov.
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