Brandi raccoglie soldi per cercare di chiudere la bocca ai gruppi gay, ma poi lamenta se qualcuno interferisce con la propaganda d'odio integralista



Sarà che Toni Brandi è alla ricerca di soldi e probabilmente, da imprenditore, sa bene che la creazione di isteria e paura possano procurargliene in quantità.
Sappiamo che Wanna Marchi è finita in carcere per aver ingannato delle vecchiette con il suo raccontare che del sale che non si scioglie in una lavastoviglie sia sinonimo di malocchio ma, inspiegabilmente, Brandi è a piene libero mentre parla di «ideologie» inventata di sana pianta e di fantomatiche «gaystapo». Con una ferocia che non pare avere nulla di umano, è la sua Provita onlus a scrivere:

Alla Gaystapo l’evidenza della natura non piace. I totalitarismi di ogni colore, si sa, hanno sempre voluto creare l’uomo nuovo, completamente plasmato dall’ideologia. Lo stesso fa il totalitarismo arcobaleno: pur di imporre i suoi dogmi, nega persino la disarmante semplicità del dato biologico.

Il tema in questione non è il dato biologico ma l'identità di genere. Vien da notare che i casi sono solo due: o Brandi non ha capito nulla dei temi in discussione dopo anni di attacchi alla comunità lgbt, oppure è in totale malafede che cerca ancora di confondere volutamente le due cose pur di ottenere consensi. Tant'è che con toni isterici e ricolmi di rabbia che il suo sito scrive:

E così scopriamo che in Spagna per la Gaystapo è scandaloso affermare che i bambini hanno un pene e le bambine una vagina. In pratica sarebbe discriminatorio e oltraggioso dire che tutti, ma proprio tutti – come del resto insegna la scienza – sono o maschi o femmine. Tertium non datur.
Ne sa qualcosa la piattaforma HazteOír, che in questi giorni è finita nell’occhio del ciclone, beccandosi insulti e minacce dalla Gaystapo e dai politici posti al suo servizio (di ogni schieramento).

L'argomento in questione è un autobus dell'organizzazione integralista HazteOír (la stessa per cui lavora Filippo Savarese) che ha attraversato le strade di Madrid con la scritta: "I bambini hanno il pene, le bambine hanno la vagina. Non lasciatevi ingannare".
Si tratta dunque di una campagna anti-transgender che Brandi loda perché conforme alla sua propaganda dell'odio in Italia. Ed è nella più totale noncuranza di come l'atto compito dall'organizzazione integralista fosse contraria alle leggi spagnole, pontifica:

Ebbene, come accennato, è scoppiato il finimondo. In nome della tolleranza, la Gaystapo ha scatenato tutto il suo furore: offese, insulti, minacce e così via. Alcune delle telefonate ingiuriose sono state registrate dall’associazione, a testimonianza del tasso di democraticità e di civiltà del mondo LGBT.

Esatto, Toni Brandi va in giro a dire che i gay non devono poter esistere perché lui lo odia in virtù della sua simpatie per le ideologie neofasciste e si lamenta pure se le sue vittime non si fanno massacrare in silenzio. E vaneggia pure di presunte minacce che sarebbero state subite da qui poveri integralisti (ovviamente senza presentare prove) anche se la realtà oggettiva è che le pagine del suo sito grondano di insulti, minacce e insulti contro un'intera comunità.
Va bene che lui sbraita dai tetti che si crede "migliore" e "più meritevole" di diritti civili perché ha un pisello e di diletta ad infilarlo in una vagina, ma non basta questo per legittimare un neonazismo condotto da un uomo al solo delle lobby dell'integralismo statunitense e per lamentare che qualcuno non stia in silenzio mentre lui devasta la società civile per aprire le porte ad un'invasione di Mosca

Sostenendo che la legge sia un ostacolo a chi odi interi gruppi sociali, l'integralista lamenta pure che:

Ma non è finita qui. Per la gioia della Gaystapo, il comune di Madrid, guidato dal sindaco Manuela Carmena (del partito di estrema sinistra Podemos) ha disposto il divieto di circolazione all’autobus di HazteOír. E il bello è che il potere giudiziario ha dato parzialmente ragione a Carmena. Infatti ha stabilito che il mezzo potrà continuare a circolare a patto che mantenga sulla sua fiancata solo la pubblicità del libro. Ma la scritta in cui si ribadisce il dato biologico su mascolinità e femminilità va coperta.
Ecco cosa accade in Spagna, Stato membro dell’Unione europea, nel XXI secolo: la libertà di pensiero viene negata, e anche la realtà biologica dei corpi sessuati.

Ecco a voi l'integralista che sostiene che l'odio sia una lecita "libertà di espressione" mentre chiede soldi per denunciare e ridurre al silenzio chiunque contrasti la sua ideologia. Peccato che tutto ciò non appaia normale.
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