Contro l'applicazione della legge 184/83 anche per i figli delle coppia gay, Giorgia Meloni invoca il conflitto di attribuzione davanti alla Consulta



Se Giorgia Meloni ha cercato visibilità approfittando del Family day per annunciare di essere rimasta incita, c'è infatti da rimare basiti dinnanzi ad una mamma che vuole strappare due minori ai loro genitori solo perché spera di poterne trarre un vantaggio personale.
Dinnanzi alla sentenza di Firenze che ha riconosciuto la cittadinanza ad un bambino adottato in Inghilterra da due genitori italiani dello stesso sesso, la leader di Fratelli d’Italia sbraita: «Dopo la scelta della Corte d’Appello di Trento di riconoscere a due uomini la genitorialità di due bambini nati negli Stati Uniti con l’utero in affitto, oggi il Tribunale dei Minori di Firenze riconosce per la prima volta in Italia l’adozione di due bambini da parte di una coppia gay e nega loro il diritto di avere un padre e una madre. È una sentenza ideologica e illegale: non è la magistratura a fare le leggi, ma il Parlamento».
Stando a questa sua teoria, dunque, dovremmo presumere che lei ritenga che stato dovrebbe strappare i figli a qualunque genitore single ci sia in Italia, a partire da lei e da quella Costanza Miriano che per anni ha ricevuto assegni statali proprio perché risultava figurare in quella categoria.

L'intendo di violentare quei bambini a fini di propaganda politica risulta evidente quendo la Meloni aggiunge: «Fratelli d’Italia chiede ai presidenti di Camera e Senato di sollevare il conflitto di attribuzione tra poteri dello Stato davanti alla Corte Costituzionale per difendere le prerogative che la nostra Costituzione attribuisce al Parlamento e mettere fine una volta per tutte alle sentenze creative della magistratura».
In realtà è l’articolo 36 comma 4 della legge n.184/83 a prevedere che i giudici ritengano valida un’adozione avvenuta in Paese straniero da parte di cittadini italiani che dimostrino di avervi soggiornato continuativamente e di avervi la residenza da almeno due anni.

Giovanni Donzelli, capogruppo di Fratelli d’Italia nel consiglio regionale della Toscana, fa eco al suo capo nel parlare di «una decisione disumana» e si lancia nel sostenere che «siamo di fronte peraltro a una grave forzatura della magistratura, sia subito accolta la giusta richiesta di GiorgiaMeloni di sollevare il conflitto di attribuzione davanti alla Consulta. La figura materna è fondamentale nella crescita di un bambino e nella formazione della sua personalità ed è inaccettabile che i giudici abbiano ignorato questo fattore. Smettiamola di raccontare che le adozioni gay possono svuotare gli orfanotrofi: sono moltissime le coppie eterosessuali costrette a lottare con burocrazia e tempi lunghissimi per adottare un figlio».
Parole che non paiono aver nulla a che vedere con il caso in questione. Di fatto i due bambini sono stati adottati in Inghilterra secondo le leggi inglese e, per fortuna loro, lì Fratelli d'Italia non ha alcun potere politico. Il tema in questione non era una valutazione sulla possibilità di adottare, ma il chiedersi se quei bambini dovevano ricevere le tutele previste per tutti gli altri o se li si voleva discriminare perché i suoi genitori non piacciono all'ultra destra.
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