Genitori sequestrano per un anno il figlio, convinti di poter "curare" la sua omosessualità



Mahmoud ha soli 19 anni ed è stato sequestrato dai suoi genitori perché omosessuale. A raccontare la sua storia sono state Le Iene.
Cittadino italiano di origini marocchine, ha iniziato ad avere i primi problemi quando nel marzo del 2016 i suoi genitori hanno scoperto la sua omosessualità. A quel punto lo hanno portato via dall'Italia e lo hanno costretto, contro la sua volontà, a dover restare in un Paese dove l'omosessualità viene punita con il carcere. I suoi genitori lo hanno minacciato di morte, lo hanno portato da un medico per provare a "curare" il suo orientamento sessuale, lo hanno picchiato, lo hanno obbligato ad andare con le donne e gli hanno tolto i documenti per impedire che potesse scappare in Italia.
Dopo 11 mesi di prigionia, il ragazzo ha chiesto aiuto al consolato italiano anche se il personale marocchino ha avvertito la madre della sua richiesta per un duplicato dei documenti. Solo dopo l'intervento del programma televisivo la Farnesina si è attivata per procurargli un nuovo passaporto, in una lotta contro il tempo dato il timore che la madre potesse denunciarlo per omosessualità prima della sua partenza.

I genitori di Mahmoud si dicono tutt'ora certi che l'omosessualità sia "una malattia" e che possa essere "curata" così come sostengono di aver trovato in Italia un medico italiano che gli aveva promesso di poter "curare" l'omosessualità del figlio.
La madre ha dichiarato dinnanzi alle telecamere che il figlio «ha dei comportamenti sbagliati» e che deve necessariamente sposare una donna perché «la religione vieta» di poter far sesso con altri uomini. Un parere espresso anche dal padre e dalla sorella 16enne, con l'aggravante di come lei abbia frequentato scuole italiane in cui, evidentemente, servirebbero qui corsi che Gandolfini e Adinolfi cercano di impedire.
Pare follia e pare altrettanto inevitabile che l'integralismo nostrano si affretterà a sottolineare che fossero islamici e non cristiani, eppure ogni loro teoria risulta essere stata scritta nera su bianco anche sulla stampa italiana attraverso personaggi come Mario Adinolfi, Riccardo Cascioli o anche qualche redattore del quotidiano dei vescovi.

Le Iene si sono occupati anche della scuola statale italiana che non ha lanciato l'allarme dopo 11 mesi di assenza dell'allievo. La professoressa del ragazzo ha dapprima cercato di sostenere che lei non ne sapesse nulla, anche se poi si è tradita da sola nel mostrare un messaggio del giugno del 2016 in cui Mahmoud la informava che i suoi genitori gli avevano nascosto i documenti e che lui non poteva andarsene come avrebbe voluto. Ma dalla scuola non è partita alcuna denuncia ai carabinieri.

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