Il fidanzato di Maria Rachele Ruiu sfotte Dj Fabo: «Morire per essere liberi è un po' come finanziare l'Anddos per combattere le discriminazioni»



Maria Rachele Ruiu è la co-fondatrice del comitato "Difendiamo i nostri figli" di Gandolfini nonché un membro del coordinamento nazionale dell'organizzazione omofoba La Manif Pour Tous Italia. Dato che Dio li fa e poi li accoppia, non c'è da stupirsi se la pagina del suo fidanzatino sia piena di messaggi volti a sostenere che l'Unar avrebbe finanziato saune gay o che i gay ricevano «milioni di euro di denaro pubblico» per finanziare quegli incontri in abitazioni private descritte nel voyeuristico articolo pubblicato da Corriere della Sera.
Osannato da Costanza Miriano e in cerca di visibilità con i suoi cartelli in cui chiedeva la mano della signorina Ruiu nel bel mezzo di una manifestazione d'odio come il "family day", il personaggio non stupisce atnto per la sua scarsa comprensione del testo o la sua agghiacciante capacità nel condannare qualcuno senza neppure chiedere prove delle illazioni, quanto l'idea che si possa arrivare deridere la scelta del fine vita di una persona.
In riferimento alla coraggiosa decisione di Dj Fabo di portare all'attenzione mediatica il suo caso in modo che la sua morte potesse essere d'auto per chi ha compiuto le medesime scelte, il testimonial politico della Manif Pour Tous Italia pubblica una faccina che piange dalle risate e scrive: «Morire per essere liberi è un po' come finanziare l'Anddos per combattere le discriminazioni».
Questa è poi gente che entra nelle scuole e organizza corsi di educazione sessuale attraversare schede realizzate dalle Ruiu in conformità alle richieste delle varie organizzazioni integraliste. Ma ci si può fidare ad affidare i propri figli a persone che non hanno manco rispetto della vita e la morte altrui?

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