Il sindaco di Romanengo non vuole celebrare unioni civili



Pare che un altro sindaco stia cercando notorietà mediatica attraverso l'ostentazione del suo odio verso alcuni suoi cittadini, rigorosamente obbligati a pagargli l'immeritato stipendio mentre lui li insulta e li denigra sostenendo che i suoi pregiudizi debbano avere il sopravvento sulla legge.
A rilanciare i suoi proclami omofobi è TreviglioTV, un sito di informazione locale che pare lodare quel la discriminazione nell'asserire:

Il sindaco Attilio Polla ha le idee chiare: «Per me la famiglia è tradizionale, composta da un uomo e una donna. Non ho intenzione di celebrare le unioni civili».

Stando ad un simile ragionamento, chiunque ritenesse che quella del signor Polla non sia una famiglia dovrebbe poter chiedere discriminazioni istituzionalizzate nei suoi confronti e verso i suoi figli. Chiunque dovrebbe potersi negare di unirlo in matrimonio con la persona da lui scelta o qualunque impiegato comunale potrebbe disquisire sulla sua natura... Ma, al solito, siamo dinnanzi ad un violento che pera di poter ottenere crediti politici sostenendo che si suoi diritti siano inviolabili e che quelli altrui siano concessioni che lui può concedere a suo insindacabile giudizio.
In altri stati simili posizioni verrebbero puniti e porterebbero al commissariamento del Comune, in Italia tutto ciò viene tollerato e rende possibile che per anni si debba subire l'onta di personaggi violenti che si mettono a strillare in piazza quanto si considerino migliori degli altri in virtù di chi provoca le loro erezioni.
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