In Rai pare che i gay possano tranquillamente essere chiamati «froci»



Un qualunque dizionario vi dirà che il termine «frocio» è volgare e dispregiativo, eppure nel 2017 capita che sulla televisione di stato (pagata anche con il canone dei gay) quel termine venga usato come se si trattasse di un qualcosa di lecito.
È accaduto durante la puntata di mercoledì sera di "Sbandati", dove l'editorialista di Libero Maria Giovanna Maglie se n'è uscita con un «sarà che i froci guardano più televisione». E se ciò non bastasse, immancabili sono arrivate anche le inaccettabili risatine da parte del pubblico, dato che pare che in Italia gli appellativi offensivi riservati ai gay facciano sempre ridere.
Ci sarebbe da domandarsi se il pubblico avrebbe riso o se i suoi interlocutori se ne sarebbero restati zitti se il termine dispregiativo avesse riguardato qualcun altro, ad esempio il colore della pelle di qualcuno. Non sarà che i gay sono l'unica minoranza che si può deliberatamente offendere anche con i soldi dello stato solo perché non piacciono ai preti?

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