La NuovaBQ attacca il commissario Montalbano, dicendo che riconoscono la figura di Giovanardi nel politico omofobo che organizza orge



Il vittimismo dell'integralismo cattolico sta raggiungendo livelli così assurdi da risultare quasi comico. Pare infatti difficile trattenere le risate dinnanzi alla sfuriata pubblicata sulla Nuova Bussola Quotidiana contro la fiction "Il commissario Montalbano". In un articolo di Andrea Zambrano dal titolo "Addio maggiordomo, l'assassino ora è il pro family", leggiamo:

Su Rai Uno inizia la puntata “Come voleva la prassi”. Una povera ragazza viene trovata nuda ai piedi di un portone di un palazzo del centro storico di un paese siciliano. E’ morta: presenta ecchimosi, ferite, contusioni. Insomma è proprio messa male; arriva Montalbano che inizia a chiedere ai vicini di casa: mai vista e conosciuta. E ti pareva; poi il nostro segugio riesce a trovare una pista nel torbido mondo della prostituzione d’alto bordo; mentre scava tra le escort di lusso va a mangiare nel suo ristorante preferito sul mare dove tra un trionfo di crostacei e frutti di mare si imbatte nel telegiornale locale dove il sindaco del paese, che è anche parlamentare, risponde ad una domanda sui matrimoni gay: "Non è ammissibile che lo Stato italiano possa giustificare e ammettere il matrimonio tra due persone dello stesso sesso. Noi siamo per una famiglia sana, tradizionale e che ha comune unico obiettivo la procreazione". Avercene di politici così, ma andiamo oltre.
Come vuole la prassi, verrebbe da dire, parafrasando il titolo della puntata: politico, siciliano, di chiara estrazione tardo-post-vetero democristiana, un po’ pingue. Guarda un po’: vuoi vedere che l’assassino è proprio lui, sobbalzano i telespettatori davanti alla tv?

Lodato e promosso il pregiudizio contro quei gay che Zambrano odia con tutto sé stesso (al punto che nei suoi articoli pare non si parli mai d'altro), si passa a sostener che la Rai voglia «indottrinare» il pubblico alla tolleranza al posto di predicare quell'odio che lui tanto vorrebbe:

Montalbano lo fissa con lo sguardo serio e pensoso, quello a cui ci ha ormai abituato quando chi gli sta davanti non lo convince per niente. Ma si va avanti. L’inchiesta prosegue, scava, scava e scava e del deputato, tale Palladino, che è anche il sindaco del paese, non c’è più traccia. Boh. Sarà stato un caso, forse un contentino alla legge non scritta dell’indottrinamento catodico delle masse in chiave gay friendly.

Ed è a quel punto che l'articolo torna a lamentarsi della trama:

Dopo un’ora e quaranta di indagini la svolta: il commissario riesce ad avere un dvd misterioso che visiona davanti ai suoi colleghi. C’è una scena raccapricciante di orgia assassina, le ragazze tutte nude, i maschi coperti da un cappuccio massonico e le mascherine alla Eyes wide shut. Poi si vede una di loro che viene accoltellata da un manzo nel gruppo e subito dopo: eureka! Un uomo dalla corporatura possente si avvicina al corpo della donna per assicurarsi che sia morta, l’inquadratura indugia su una voglia che ha sul collo.
“Ma non è per caso il sindaco Palladino? - chiede Montalbano – quello che è contro i matrimoni gay ed è per la famiglia tradizionale e la patria?”, si chiede sardonico strizzando l'occhio al telespettatore. In fatto di agnizione finale, stavolta la penna di Andrea Camilleri ha partorito un escamotage davvero scontato, roba da commedia di Plauto. “Sì sì, è proprio lui”.

Tralasciando le illazioni su come Zambrano dica di aver individuato «il manzo» senza lasciarsi distrarre da tuti quei seni al vento, assai più grave è come si riconosca nella figura dell'omofobo che va a prostitute. Anzi, sostiene pure che l'immagine di un politico che partecipa incappucciato ad un'orgia sia l'esatto profilo in cui loro riconoscono il senatore Carlo Giovanardi:

Morale della storiella: l’assassino della prostituta è il politico che si batte per la famiglia tradizionale e contro i matrimoni gay. Verrebbe da titolare: l’assassino è Giovanardi, se non fosse che è di Modena e non di Ragusa. Ma il senso lanciato dagli autori, e dunque da Camilleri che figura tra gli sceneggiatori anche della fiction, è presto detto: chi non vuole i matrimoni gay ha degli scheletri negli armadi. Vi staneremo tutti.

E dopo un'asserzione che pare passibile di una possibili denunce per diffamazione da parte di Giovanardi, il sito integralista non ci risparmia neppure la solita litania sul fatto che gli integralisti esigono che il loro canone venga destinato alla promozione dell'odio e non certo al racconto di storie a loro sgradite, soprattutto contro quei bravi cristiani che vanno con le prostitute:

Ecco fatto, con tanto di canone già pagato, Montalbano è una produzione Rai, l’equazione che i politici che difendono la famiglia sono dei corrotti o dei mafiosi. E’ un vecchio cliché, ma stavolta c’è l'aggravante delle nozze gay, che da quel tocco di novità in più.
L’indottrinamento di mamma Rai a favore della cultura omosessualista, dopo trasmissioni ad hoc e fiction apposite, vira decisamente sul genere thriller: non basta più presentare l’omosessuale come elemento positivo della storia, bisogna stanare tutti quelli che non sono d’accordo. Come? Con una fiction amata e seguitissima, di buona qualità e molto politically correct, fin troppo.

E dato che l'organizzazione di Casicoli ama anche sostenere che il disprezzo delle minoranze la massima espressione di quella religione che amano profanare con i loro articoli, immancabile è anche il loro sostenere che la Rai sia anti-cattolica (nonostante i dati indichino che alla religione cattolica dedichi il 95% dello spazio). Ma dato che questa è propaganda e non certo informazione, l'uomo afferma:

A questo punto vedremo come saranno le prossime puntate. Scommettiamo che il prossimo obiettivo sarà un prete, che legge ancora San Paolo e quelle cose ormai datate su fornicazione e omosessualità? Chissà quali porcherie gli faranno combinare al poveretto…?

A seguire trovate alcune immagini della sequenza raccontata da Zambrano, ad uso e consumo di quanti volessero farsi qualche domanda sul «il manzo» che l'integralista dice di aver osservato subito prima dell'altro uomo «con corporatura possente».

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