Le reazioni all'ennesimo servizio omofobo delle Iene: «I gay ci contagiano con le loro malattie, sono deviati mentali da internare»



La continua demonizzazione dei gay da parte delle Iene con servizi che paiono confezionati per incitare l'odio dei suoi spettatori. Dinnanzi ad un servizio che derideva tre uomini alla ricerca di sesso con altri uomini, l'ennesimo di condanna dell'omosessualità, è tra i commenti pubblicati sulla pagina ufficiale della tramissione che troviamo una pioggia di insulti. Al di là dei soliti «che schifo» e «che depravati», c'è chi attacca frontalmente l'orientamento sessuale del tennista fidanzato con una donna scrivendo: «Schifoso bisex di merda».
Ben 48 "mi piace" sono stati raccolti dal fan di Povia filorusso che accusa i gay di contagiare gli etero con le loro presunte malattie. Scrive: «Se uno è gay sarebbe meglio non si sposasse con donne rovinandole e magari mettendole a rischio di contrarre tutte le malattie, che si scambia l'amico tennista con i suoi amichetti... Questo non ha senso!».
Si prosegue con chi afferma: «Ci sono più uccelli in quel servizio di uno zoo specializzato in ornitologia». Immancabile è poi chi scrive: «Ecco la vera natura dei gay, dei deviati mentali da internare!». Oppure c'è chi aggiunge: «Da nausea... veramente non credevo che esistessero tanti froci!».

Si passa poi a chi scrive: «Ma che caxxo devo vedere? Ma stiamo scherzando? Siete deviati vi devono rinchiudere tutti! Siete la feccia della società, portatori di malattie». Ed ancora: «Sono gente del degrado si accoppiano come gli animali con il primo che gli capita». «Poi si lamentano se entrano e gli rubano tutto e lo pestano pure». «Si sono persi tutti i valori di un tempo... davvero allibita di tutto più si va avanti e più si peggiora». «Sono sempre tutti uomini, ed è palese che non sia una coincidenza. Sudici di merda».
C'è poi il filone degli eterosessuali che devono ostentare la propria eterosessualità: «Ma na bella leccata de sorca come ai vecchi tempi.. no è!». «A me gli omini me fanno schifo. Voglio i servizi con le fighe di Amsterdam! Quelli de na volta! La fregnaaa!». «Viva la f*ga!». «Sti servizi di Cizco sono quasi sempre a tema gay. Tornasse coi servizi della donna nuda».

Un'utente prova ad abbozzare un «che servizio da bullo di scuola elementare! Ma saranno fatti loro come si eccitano? Se non fanno del male a nessuno non vedo quale sia il problema! Che paese bigotto». Ma pronta arriva l'offensiva di chi sostiene che il tradimento dovrebbe essere vietato per legge: «infatti la moglie che lavora e torna a casa e abbraccia un marito che qualche ora si è trombato un altro uomo sarà sicuramente felice e d'accordo. Non fa male a nessuno».
E tanti sono anche gli azzeccagarbugli che sentenziano condanne mediche e inventano patologie: «Ora arriveranno quelli che diranno di lasciare esprimere ad ognuno la propria sessualità e bla bla bla.... cominciamo a chiamare le cose con il loro nome so malati mentali. Malati malati malatiiii. Punto». «Certo è normale farsi pisciare in bocca, come in luoghi pubblici, tipo il cinema, o toccarsi nella doccia del tennis club! tutto normale... lasciamo alle loro perversione questi malati! non fanno nulla di male.... ora dimmi: la tua perversione qual'è?». Il riferimento ai "luoghi pubblici" è il toccarsi chiusi in un bagno di un cinema porno eterosessuale. Si prosegue poi con chi scrive: «Ma il mondo maschile fa cosi schifo?». «Mamma mia che psicopatici totali». «Minchia che malati di mente». «Depravati. Povere mogli». «Ma un servizio con qualche donna? Il mondo non è fatto solo di gay depravati». «Non confondere la sessualità con la deviazione mentale di questi malati mentali per favore». «Sono da fucilare»

Fortunatamente c'è anche chi osserva l'ovvio e scrive: «Ma quanto stanno cadendo in basso questi delle Iene? Questo servizio è vergognoso, quelle persone non stanno commettendo alcun atto illecito, ma vi permettete addirittura mostrare le loro case, rendendoli di fatto riconoscibili a parenti, amici e colleghi. Il giorno in cui uno di quei poveretti si ammazza per la vergogna non veniteci a sparlare di bullismo. Ipocriti».
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