L'organizzazione di Cascioli attacca Cammini di speranza e chiede che la libertà religiosa sia negata ai gay



La libertà religiosa è un diritto costituzionale inviolabile. Eppure l'organizzazione politica di estrema destra guidata dall'integralista Riccardo Cascioli appare intenzionata a negarla ai gay in virtù di come amino strumentalizzarla a fini politici. Sono ormai anni che La Nuova Bussola Quotidiana nomina il nome di Dio invano quale giustificazione all'odio conto i gay, immigrati e islamici o dome oggetto di propaganda per inneggiare ad una ideologia nazista fatta di distinguo e di discriminazioni istituzionalizzate.
Intenzionato a sostenere che ai gay debba essere vietato di poter credere in Dio, l'integralista sta pubblicato una lunga serie di articoli volti a demonizzare chiunque sostenga che i gay non meritino la morte così come lui sostiene sia scritto in lettere di San Paolo opportunamente decontestualizzate. Scrivono:

Si chiamano Cammini di Speranza e sono decisi a tutto. Anche a studiare come contrastare la propaganda contro gli omosessuali e i transessuali da parte dei movimenti cristiani fondamentalisti. E pazienza se quella che loro chiamano propaganda è nient’altro che la dottrina di sempre della Chiesa sull'omosessualità.

L'attacco è un gruppo di cristiani lgbt che osa portare la sua testimonianza per chiedere una riflessione della Chiesa su quella condanna all'omosessualità che nessun teologo è stato capace di giustificare. Infastidito da chi potrebbe rendere la religione un qualcosa che non giustifica odio e violenza, l'organizzazione politica di Cascioli attacca quei preti che non aderiscono al loro pensiero unico:

Ma Cammini di Speranza è ormai più di un'avanguardia. Gode dell'appoggio di alcuni sacerdoti e vescovi e l'obiettivo del loro primo congresso è appunto quello di studiare strategie per farsi accettare nella Chiesa. Che non è, si badi, la richiesta di un approccio umano rispettoso della tendenza omosessuale, per il quale la Chiesa offre da tempo un adeguato cammino di verità e purificazione nell'ottica del sacrificio e della castità, come dimostra l'esperienza di Courage, ma un'accettazione tout court della pratica omosessuale. Con annessi e connessi.

Promosse quelle organizzazioni che fomentano lo stigma e si adoperano per inculcare l'odio verso sé stessi in quei gay che non riescono ad accettarsi a causa dello stigma che la Chiesa riserva loro, l'articolo sentenzia:

Quest'ultimo workshop è la spia di un fenomeno strisciante, ma ormai sdoganato: le lobby gay si sono infiltrate a tal punto che anche nella Chiesa si fa lobby per portare le istanze dell'omosessualismo.

Si passa così a citare un documento del 1986 firmato dall'allora cardinale Joseph Ratzinger. L'organizzazione di Cascioli parla di «un testo così profetico e così illuminante da diventare oggi il principale bersaglio della Lgbtcrazia dominante anche in ambito cattolico» in virtù di come affermi che qualunque tolleranza verso i gay sia da intendersi come «mossi da una visione opposta alla verità sulla persona umana».
Ovviamente pare patetico sostenere che «l'immutabile» dottrina possa essere stata decisa nel 1986 da uno tra i pontefici che ha fatto dell'omofobia la sua principale ragione di vita, così some si potrebbe sostenere tale tesi solo se Cascioli giurasse su Dio di essere profondamente convinto che la Terra sia piatta o che i mancini usino la «mano del diavolo» così come sosteneva quella «immutabile» dottrina che poi è stata mutata una volta appurato che si basava su falsità ideologiche create dagli uomini (al pari della condanna dell'omosessualità).
Ma forse il buonsenso non pare interessare ad un'organizzazione che propina ai suoi lettori il termine «omoeresia» come una lecita accusa eresia rivolta a chiunque non consideri i gay come esseri inferiori o non inneggi ad una "razza ariana" che lui identifica negli uomini che hanno un'erezione dinnanzi ad un paio di tette.

Lamentando come qualcuno osi mettere in dubbio la sua "verità" omofoba, l'ultra-integralista aggiunge:

Delle serie: Ratzinger, e San Giovanni Paolo II Papa che approvò il testo, avevano già messo in guardia il popolo cattolico, ma si vede che negli anni qualcuno deve essersi distratto perché ovunque si assiste all'esplosione di una pastorale gay friendly tanto innaturale quanto, stando ai documenti magisteriali, di rottura con la stessa fede.
Letta così sembra che la Chiesa abbia sdoganato del tutto la pratica omosessuale, che da comportamento oggettivamente disordinato è diventata una delle tante varianti della sessualità umana.

Apprendiamo così di come Cascioli voglia creare una verità alternativa e neghi la natura umana pur di giustificare il suo odio. Il tutto, ovviamente, sostenendo che sia Dio a legittimare quella sua crociata di morte.
L'articolo passa così a promuovere un articolo pubblicato dalla rivista Il Timone (diretta da Cascioli) dove si tocca il patetico nell'indicare che la "testimonianza" contro i gay sia stata portata da personaggi come Gianfranco Amato e Renzo Puccetti. Il tutto pare dunque indicarci come i mandanti di tanto odio sia sempre il solito manipolo di violenti, da anni impegnati a darsi ragione tra di loro mentre i loro conti in banca crescono grazie alla promozione dell'odio.
Il finale è poi aberrante, con un'organizzazione che pare capace di sostenere che i gay siano da intendersi come minaccia «alla stessa evidenza di Creazione così come rivelata da Dio all'uomo».



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