Marco Guerra attacca la legge contro l'omofobia: «imporrà ingerenze nel discernimento di minori che manifestano problemi di orientamento sessuale»



È dalle pagine de "La Verità" che Marco Guerra prosegue indisturbato nella sua propaganda d'odio contro un'intero gruppo sociale. La modalità da lui scelta è identica a quella a cui ricorse anche il nazismo: la creazione di contrapposizione, tanta disinformazione e una costante demonizzazione delle sue vittime.
A pagina 15 del quotidiano di Belpietro, lo troviamo pronto a spergiurare che i gay toglieranno lavoro agli eterosessuali, che otterranno canali privilegiati per ottenere impieghi e che siano tutti blasfemi contro quel Dio che lui ama stuprare a beneficio della sua ideologia del disprezzo. In apertura non manca neppure un'immagine decontestualizzata che presenta i gay come persone deviate, dedite solo al sesso e quindi immeritevoli di qualunque diritto civili (non come quel bravo berlusconi che gli stessi giornalisti lodavano per la sua passione delle olgettine).

In quella immoralità che lo portano a rendersi capace di calpestare persino la dignità dei terremotati ad uso e consumo della sua ideologia, l'integralista esordisce scrivendo:

Si scrive provvedimento contro l'omofobia, si legge propaganda dell'ideologia gender nel tessuto sociale. Questo è lo spirito della proposta di legge che il Consiglio regionale dell?umbria discuterà oggi. nella regione flagellata dallo sciame sismico, iniziato lo scorso agosto, la priorità è la promozione delle tutele per le persone di orientamento omosessuale.

A quel punto Guerra sostiene che il disegno di legge Scalfarotto non sia rimasto fermo perché l'emendamento Gitti l'ha svuotato del suo significato, ma perché «ritenuto liberticida perfino da diverso ambienti nazionali del Pd». E dopo aver raccontato la sua solita verità alternativa, incalza:

Sta di fatto che l'Umbria sarà la prima regione a sperimentare una legislazione che limita la libertà di opinione, elimina il principio di uguaglianza e delinea un nuovo saper cittadino detentore di diritti senza eguali nell'ordinamento italiano. Dietro la foglia di fico della lotta alle discriminazioni e al bullismo, la proposta di legge prevede la promozione di eventi culturali tesi a far conoscere il mondo gay; politiche per l'assunzione e la gestione del personale omo, bi e transessuale; l'istituzione di un organo di controllo capace di sanzionare aziende, scuole, attici, testate giornalistiche e singole persone che non si adeguino al gender pensiero.

Insomma, un qualcosa di intollerabile per un uomo che basa il suo intero fatturato sulla promozione dell'odio contro un intero gruppo sociale, sia mai che una legge simile possa portare ad una flessione di introiti a beneficio della dignità di una qualche sua vittima.
La propaganda di Guerra prosegue poi con il suo lamentare che «sarà istituito un osservatorio regionale» e di come sia «stato previsto uno stanziamento di 50.000 euro per il primo anno». Ed ancora, sostiene che «le associazioni lgbt avranno ancora più occasioni di accesso negli istituti umbri per indottrinare studenti e personale scolastico. Al momento non è specificato se questi interventi debbano essere in orario scolastico o no. L'attività partirà dalle scuole medie, quindi con studenti di 11 anni». Ovviamente si tratta di azioni legittime quanto auspicabili, ma il quotidiano di Belpietro pare sostenere che le leggi di Putin debbano essere considerate vigenti anche in Italia e che quindi non sia ammissibile che un ragazzo possa conoscere che cos'è l'omosessualità prima di aver sviluppato dei pregiudizi.

Gravissimo è come Guerra lamenti pure che un genitore non potrà più mettere a repentaglio la vita dei propri figli e spedirli in un qualche centro di tortura psicologica gestiti dalla curia per ricorrere a quelle fantomatiche "terapie riparative" promosse da Gianfranco Amato e Mario Adinolfi. Guerra sostiene infatti che che la legge «imporrà inoltre alle famiglie l'ingerenza delle Asl e delle associazioni gay nel discernimento relativo a figli anche minori che manifestino problemi di orientamento sessuale, con le conseguenza immaginabili».
Il solo fatto che l'omosessualità venga descritta come un «problema di orientamento sessuale» la dice lunga, ma intollerabile è come Guerra promuova fantomatici interventi che la scienza identifica come causa di malessere se non morte delle sue vittime. Siamo dinnanzi a chi pare pronti ad uccidere pur di difendere l'odio a fini politici.
Inutile a dirsi, anche picchiare i propri figli o spedirli a lavorare è reato, eppure Guerra pare parlare di norme "liberticide" solo quando si tratta di poter fare del male a degli adolescenti gay.

Il lungo articolo passa poi a sostenere che «la perplessità delle famiglie sono state raccolte dal vicepresidente del Family day, Simone Pillon, che vive ed esercita la professione di avvocato a Perugia. Diverse le iniziative di protesta portate avanti dal movimento e circa 5.000 firme sono state già raccolte dalla piattaforma web pro family CitizenGo, che chiede il ritiro della proposta di legge». Inutile a dirsi, il riferimento è a due realtà politiche impegnate nella promozione di Salvini e della Russia, in quella chiave in cui l'odio è sempre e comunque uno strumento di propaganda politica.
Fango viene gettato anche contro l'associazione Omphalos che, secondo Guerra, sarebbe una realtà inadatta a tenere corsi contro il bullismo omofobico perché organizzerebbe «serate fetish e bondage». Dice l'articolo:

Parlo della serata Be queer, organizzata da Omphalos arcigay arcilesbica di Perugia, sabato 8 aprile 2016. Tema della serata Breath control & bondage night. Tradotto: la notte dell'asfissia erotica e della pratica sessuale sadoma-sochistica in cui uno dei partner viene legato, anche appeso, gli viene impedito di parlare, vedere e sentire, per farsi dominare dall'altro [...] Insomma, mentre formano gli insegnanti e alunni organizzano «la notte dell'asfissia erotica e della pratica sessuale sadomasochistica.

Guardacaso la tesi illustrata è esattamente quella sostenuta dalla Manif Pour Tous di Terni, in quell'ottica in cui Guerra è specchio per quel manipolo di associazione che vorrebbero promuovere l'odio sociale. E forse non a caso Guerra si rivolge a loro quasi fossero dei committenti nel vantare l'articolo che ha pubblicato.
Eppure basterebbe anche solo guardare le fotografie della serata per accorgersi di come dietro ai proclami del "La Verità" paiano essersi solo le solite bugie: così come ci sono state serate serata dedicate all'Egitto in cui i costumi erano ispirati ai faraoni o serate con supereroi, c'è stata pure una serata dedicata al sadomaso in cui i cubisti vestivano costumi tipici di quelle pratiche. Tutto qui...dunque nulla di così violento o cruento come se qualcuno andasse in una scuola a parlare di persone flagellate a sangue prima di essere crocefisse vive e seminude. Il fatto che si parli di una innocente serata in discoteca alludendo a «pratiche estremamente rischiose e potenzialmente mortali sia dalla comunità medica che dalla stessa comunità bdsm» appare patetico oltre che scorretto.
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