Napoli, genitori protestano per lo stop ai corsi anti-bullismo imposti dall'integralismo



I genitori di una scuola media di Napoli hanno alzato la voice contro lo stop ai corsi di contrasto al cyber bullismo deciso dalla preside in seguito alle proteste di alcuni gruppi integralisti. A loro non era andato già che un ragazzo trans abbia potuto raccontare la sua storia di vittima di bullismo agli studenti e, secondo un copione già scritto, hanno citato a pappagallo la propaganda integralista per sostenere che il «tema dell'incontro non era stato concordato con le famiglie».
Ma altri genitori hanno deciso di non subire in silenzio e hanno diffuso per le strade del quartiere un volantino dal titolo "La scuola è nostra. Materdei è diversa". Nel testo affermano:

La dirigente del 6° comprensivo Fava Gioia ha deciso in maniera del tutto arbitraria e autoreferenziale di sospendere i corsi sul bullismo, un progetto importantissimo per sostenere la crescita culturale sia dei ragazzi che delle loro famiglie. Vista la delicatezza e la ricaduta sociale dei temi trattati nel corso sospeso, è inaccettabile che un dirigente prima non si preoccupi di coinvolgere le famiglie illustrando con chiarezza le tematiche che si sarebbero affrontate e poi decida, a nome di tutta la collettività, di falciare letteralmente il progetto all'insorgere dei primi intoppi.

Antonello Sannino , presidente locale di Arcigay, osserva: «Mai vista una reazione così forte e spontanea da parte dei genitori in difesa del confronto sulla cultura di genere. Solo Napoli poteva avere questo coraggio, questa apertura. A volte la scuola crea paure più grandi di quelle che sono realmente. I giovani e molti genitori chiedono informazione, confronto, testimonianze».
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