Se il prete abusa di una sedicenne, per Introvigne non è pedofilia



Gli integralisti amano negare che la pedofilia nella Chiesa sia un problema. Sostengono che «lobby molto potenti» vogliono mettere a tacere chi si oppone a «la somministrazione della pillola RU486, l’eutanasia, il riconoscimento delle unioni omosessuali». Si dice che i pochi casi reali di preti pedofili siano da attribuirsi alla loro omosessualità e alla «rivoluzione sessuale» prodotta dal ’68. Non come quei gay che vanno condannati in virtù di come la signora De Mari ami additarli come «pedofili» solo perché appare incapace di comprendere il pensiero espresso da Mario Mieli e preferisce estrapolare alcune frasi dal loro contesto in modo da renderle equivocabili.

Eppure la negazione pare diventare omertà quando si scopre che Massimo Introvigne, ex reggente di Allenza Cattolica, ha dichiarato:

Se un sacerdote ha rapporti sessuali con una sedicenne – o con un sedicenne – si comporta certamente molto male, ma non si tratta di pedofilia.

Una frase immediatamente ripresa da tutti i siti integralisti, perché evidentemente stuprare un sedicenne dev'essere accettabile se lo fa un sacerdote. Lo ha sostenuto La Nuova Bussola Quotidiana, L'Occidentale, Informare x resistere, Segni dei tempi, Libertà e persona... insomma, tutti quei siti che elargiscono condanne contro i gay ma poi ricorrono a tecnicismi pur di negare che un prete non possa manco abusare di un minorenne.
In fondo la loro convenienza politica è quella di far credere che i matrimoni gay causeranno la fine della civiltà a causa dei risvolti occulti e satanici che amano sostenere siano insiti nei diritti delle minoranze, non certo un indebolimento di quella religione che appare come il lasciapassare per le loro ideologie.

Nel ricostruire questi fatti, il blog Tarantula prova anche a mettere in relazione questa isteria con quanto avvenne il 18 novembre 1978, quando oltre 900 membri del Tempio del Popolo commisero suicidio per ingestione di cianuro. Le testimonianze provenienti dai pochi superstiti riferirono di madri che avvelenarono volontariamente i propri figli. Un eccidio che è stato spesso utilizzato quale esempio incontrovertibile della pericolosità della manipolazione mentale nei culti religiosi. Ma anche in quel caso Introvigne si affrettò a dire che quella di Jones non era una “setta” e l’eccidio di Jonestown non avesse nulla a che vedere con la manipolazione. A suo dire, l’annientamento della popolazione di Jonestown fu il risultato della consapevole e libera scelta razionale di 900 persone di commettere un “suicidio rivoluzionario”.

In un articolo pubblicato dalla solita Nuova Bussola Quotidiana, infatti, Introvigne cita uno storico svedese autore di un libro sul satanismo e scrive che:

Lo storico mostra come Satana sia stato mobilitato anzitutto dai socialisti, dai comunisti e dagli anarchici come agente e motore della ribellione contro le gerarchie tradizionali, la religione e la proprietà privata [...] In effetti, personaggi che si trovano alle origini del femminismo, dell’ omosessualismo e dell’ideologia di genere, come pure del socialismo, hanno esplicitamente citato e invocato Satana come il padre delle loro idee.

Insomma, la colpa è sempre dei comunisti. È un continuo connubio tra religione e intenti politici quello che accompagna il fondatore del Centro Studi Nuove Religioni (CeSNUR) nonché l'uomo che risultò aver registrato il marchio di quel "movimento spontaneo" denominato Sentinelle in piedi. fondato dalla giornalista di Tempi Benedetta Frigerio. E questo probabilmente non a caso, ma come conseguenza delle dichiarazioni con cui padre Ennio Pintacuda rispose al rapporto d’inchiesta sulle sette dell’Assemblea Nazionale francese del 10 gennaio 1996 chiedendo di «difendere a spada tratta la libertà religiosa delle sette più incredibili. Se la scampano loro, a fortiori la scampiamo noi». Un'idea che pare tipica nel CESNUR, cioè il sostenere esiste una congiura mondiale «anti-sètte» manovrata da «psichiatri e comunisti».

Di questo si occupa un interessante articoli pubblicato da Tarantula in analisi dell'operato di Introvigne e di altri gruppi integralisti. Clicca qui per leggere l'articolo integrale.


Massimo Introvigne ci ha scritto per chiedere una rettifica. Di seguito la sua mail:

Leggo con stupore il vostro articolo "Se il prete abusa di una sedicenne per Introvigne non è pedofilia".
L'articolo è gravemente diffamatorio in quanto lascia intendere al lettore che io in qualche modo approverei l'abuso di una sedicenne se a commetterlo è un prete, il che è evidentemente assurdo e certamente non corrisponde al mio pensiero. La tecnica è quella ben nota, molte volte identificata dalla giurisprudenza come diffamatoria, della citazione tronca dal mio libro "Preti pedofili". Lì spiego come "pedofilia" abbia un senso tecnico nel senso che connota abusi su minori prepuberi, mentre gli abusi su minori dopo la pubertà, da chiunque commessi, rimangono crimini da punire secondo le leggi in vigore ma non sono tecnicamente pedofilia.
Vi ringrazio fin da ora per la rettifica.
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