Silvana De Mari ad Imola Oggi: «Io lotto contro la Spectre dei Gay»



Il sito Imola Oggi risulta di proprietà di Armando Manocchia, capogruppo della Lega Nord di Borgo Tossignano fino al 2010 e poi divenuto presidente del Circolo della Libertà di Imola. Nel 2013 si  candidato con la lista ultracattolica "Io amo l’italia" di Magdi Cristiano Allam, ossia dell'integralista che vanta stretti contatti con al signora Silvana De Mari. Non pare dunque un caso che il sito abbia voluto dare visibilità proprio alla donna attraverso un'intervista realizzata da quel Claudio Bernieri che abbiamo già avuto modo di conoscere in occasione di una sua agghiacciante presa di pozione contro la Casa dei Diritti di Milano. Ovviamente la sede dell'incorro è lo studio medico della signora, sfruttato per sostenere che ci sia scientificità nelle sue dichiarazioni.

Il tenore del filmato appare già chiaro quando la fondamentalista viene così presentata:

Scrittrice di successo, medico chirurgo e psicoterapeuta, Silvana De Mari è stata recentemente accusata di omofobia dalla lobby dei gay e dalla e dalla Santa Inquisizione dell'utero in affitto, una specie di organizzazione Spectre che minaccia la famiglia tradizionale e i nostri figli.

E se parole simili paiono folli, sono nulla in confronto a quelle presenti nella descrizione del video:

Scrittrice di successo, medico chirurgo e psicoterapeuta, Silvana De Mari, accusata di omofobia dalla lobby dei gay e dalla Santa Inquisizione dell’Utero in Affitto, sale sulla carretta mediatica e si avvia alla ghigliottina tra i lazzi dei Gay Pride… la carretta della ghigliottina arranca, sbanda tra i frizzi delle queen: pederasti e satanisti di tutto il mondo unitevi, urlano i lanzichenecchi dei Gay Pride, el pueblo unido è meglio travestido, e lei, fiera sulla caretta, sorride e va avanti nella sua mission impossibile, lei l’erede di Oriana Fallaci, contro il chiassoso can can del politicamente corretto [...] Sono puri bolscevichi i gay che la vogliono condannare al silenzio mediatico e cartaceo. Seppur maccheronica, la santissima inquisizione Lgbt trama nell’ombra contro chiunque osi opporsi alla propaganda gay nelle scuole e negli asili. Le sante cecche politicamente corrette vigilano. C’è altro? Forse verrà esposta in una gogna rinascimentale in piazza Montecitorio con diretta su Rainews24. Roba da Mincul-pop. Verrà forse multato chi verrà sorpreso a leggere i suoi romanzi editi . Pulotti arcobaleno vigileranno nelle librerie.

Mentre si loda la signora per il suo odio contro i gay, l'articolo sentenzia:

L’organizzazione Spectre dei Gay ha però emesso la fatwa: lei non dovrà più “spargere odio” nei confronti degli omosex, e nemmeno più scrivere romanzi di successo e fare la psicoterapeuta. La Spectre dei Gay si sente giustificata nella sentenza dal Vangelo di Pippo, Pluto e Paperino. Quello divulgato da papa Imbroglio. Silvana De Mari sarà pure la scrittrice italiana più venduta all’estero dopo Andrea Camilleri , avrà pure venduto 100mila copie in Italia del suo ultimo romanzo, altrettante in Francia e Usa e 150mila in Germania, ma ora, niet . Lei , colpevole di aver detto: “sono indignata che attivisti Lgbt entrino nelle scuole, pagati con denaro pubblico per dire il falso, ovvero che essere gay è una cosa bellissima” è stata condannata da un tribunale della sharia del Politicamente Corretto.

Immancabile è anche una serie di dichiarazioni che testimoniano come tutto quell'odio e quella isteria vengano fomentati per precisi obiettivi politici di promozione dell'ultradestra:

Il colloquio con la psicoterapeuta scrittrice diventa così una occasione per elaborare un piccolo manuale di controinformazione, utile per genitori, sacerdoti e terapeuti che non si sentono affatto attratti dalle sirene dei prossimi Gay Pride, attratti dalle sirene dei prossimi Gay Pride, dove sfileranno i sindaci laici e progressisti (tra i quali il sciur Sala e la sciuretta Appendino) con boys, queen,le lesbo Wanda Osiris,i viados di periferia ex di Lapo, pornostar, pailettes ,boa, satanisti massoni, i pancho villa sadomaso . i Nosferatu gay, borchie da macho star, inni misterici alla cacca, succhiamenti incitamenti sculettramenti pro perversione simil Lady Gaga.
Incitamento all’odio, questa l’accusa dei giacobini gay profeti della sodomizzazione nei confronti della dottoressa scrittrice. Ormai la lobby impone la sua dittatura nelle scuole , nei media , a Sanremo, al Salone del Libro, all'Expo dell'utero in affitto, nelle toilette e nelle biblioteche: largo ai seguaci del pugno chiuso dentro l’ano, che ha sostituito quello rosso e falcemartellato alzato in aria. La De Mari proclama che i bambini hanno diritto ad avere una mamma? Crucefige, anatema, autodafè. Silenzio da parte di papa Imboglio. Lotta anale contro il capitale, profetizza Vladimir Luxuria. “Oriana Fallaci è il mio profeta per l'Islam” lei ci dice candidamente. Tre ore fitte di esortazioni, di citazioni psichiatriche, di vaffa clinici- chirurgici che ora raccogliamo in un piccolo manuale di autodifesa.

Gli slogan ripetuti sono sempre gli stessi dato che pare che la signora De Mari sia sorda a qualunque argomentazione nel suo ripetere ossessivamente che la sua personalissima interpretazione di una frase avulsa dal suo contesto la legittimi ad accusare di pedofilia un tizio che ha semplicemente sostenuto che anche i ragazzi hanno diritto alla loro sessualità. Dice l'articolo:

Punta di diamante della Spectre dei Gay il circolo Mario Mieli di Roma, finanziato dallo Stato e coccolato dai giornaloni: il think thank Lgbt fa propaganda contro la famiglia tradizionale e i figli che vogliono mamma e papà, è il lieto pensatoio di una nuova IV internazionale di satanismo e pornografia che vuole imporre la dittatura del Genitore Uno e Due e i giochini con la cacca.
«Lo sa che diceva il gentiluomo Mieli a cui è intitolata un’associazione che prende soldi pubblici? “Noi checche rivoluzionarie sappiamo vedere nel bambino non tanto l’Edipo, o il futuro Edipo, bensì l’essere umano potenzialmente libero. Noi, sì, possiamo amare i bambini. Possiamo desiderarli eroticamente rispondendo alla loro voglia di Eros”. Era un pedofilo. E noi diamo i soldi a gente che ha fatto sue queste idee. Una follia. Contro la quale vale la pena di battersi”

Ed ancora, immancabile è il suo tormentone:

”L’omosessuale non esiste” spiega la De Mari, “io li amo come esseri umani, come persone, i gay: ma la biologia dice che l’amore è tra uomo e donna, per la procreazione, e che un bambino nato da un utero in affitto avrà complessi e traumi, perché è stato strappato dalla mamma naturale appena nato per essere affidato a due uomini con il pene. Ma la parola mamma deriva da mammella, non da pene.”
«I gay? Sono la nuova razza ariana. Vietato parlar male di loro, vietato criticare, vietato esprimere la propria opinione nei loro confronti. Loro vogliono l’omologazione, il pensiero unico. Vogliono sempre di più. Prima i matrimoni, poi le adozioni. È un contagio. Che se in una classe c’è una ragazza bulimica, stia certo che per contagio psicologico nel giro di poco tempo ce ne saranno altre 5 o sei. E con i gay è la stessa identica cosa.

Come un disco rotto che ripete ossessivamente sempre le solite parole, non manca la solita strumentalizzazione dei testi sacri quale legittimazione alla sua discriminazione:

Se non si definisce l’identità sessuale si confonde il tutto.
San Paolo dice che essere omosessuali è una cosa sbagliata. Ma per i nuovi ariani, leggere San Paolo è un sacrilegio. Ecco, io difendo con queste mie esternazioni il diritto di parola, la mia religione e se vuole anche la libertà di stampa.
Mi sostiene la gente normale che la pensa come me. Che mi dice vai avanti. Sono tanti, sebbene abbiano paura ad esporsi. Ma se facciamo sentire tutti insieme il nostro pensiero, la spallata gliela diamo davvero.

Ad oggi la donna non ha subito alcun provvedimento da parte dell'Ordine dei medici ed è lasciata libera di esercitare la professione nonostante le sue opinioni appaiano in evidente contrasto con il bene comune e con le necessarie garanzie di etica professionale dovrebbero costituire un diritto costituzionale per ogni cittadino irtaliano.

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