Silvana De Mari è indagata dalla Procura di Torino per diffamazione e istigazione all'odio razziale



Dopo mesi di insulti e di volgarità, Silvana De Mari è indagata dalla procura di Torino per diffamazione aggravata dalla finalità della discriminazione e dell’istigazione all'odio razziale.
Scrittrice di libri fantasy per ragazzi e chirurgo specializzato in endoscopia dell’apparato digerente, la donna è ora attivissima nella promozione dell'odio attraverso i canali di propaganda del partito di Mario Adinolfi e di Gianfranco Amato. Ama raccontare ai suoi proseliti che «i gay sono necrofili, giocano con la cacca e costano tantissimo a noi normali», che «i bei peni grossi grossi e turgidi turgidi vanno nella vagina», che «il cervello normale delle persone normali prova ripugnanza dinnanzi ai gay» o che «è una verità scientifica dire che i gay sono anormali, biologicamente perdenti e pedofili». Ha sostenuto che l'omosessualità non esiste e che i gay sono «asessuati omoeritici» che «fingono di scopare come cani castrati» ed ha vaneggiato di collegamenti tra il sesso anale e il satanismo durante la trasmissione radiofonica "La Zanzara".

Grazie ad un esposto presentato dal comitato Torino Pride ed accertato dal procuratore Armando Spataro, la donna dovrà ora rispondere delle sue parole con la Regione Piemonte e la città di Torino in prima linea contro le sue uscite pubbliche. Le sue parole, pubblicamente divulgate, sono state intese come lesive della dignità della persona e della comunità lgbt ed esorterebbero alla discriminazione di singoli soggetti o gruppi determinati. Fatti che contrasterebbero con la legge Mancino e con il divieto a gesti, azioni e slogan aventi per scopo l’incitazione alla violenza e alla discriminazione per motivi razziali, etnici, religiosi o nazionali.
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