Un liceo di Faenza insegna agli studenti che i gay possono e devono essere "curati"



Giorgio Ponte va in giro a dire che l'omosessualità è una malattia, che lui è certo che sia stata rimossa a torto dall'elenco delle malattie mentale e che il metodo Nicolosi funziona (ma non su di lui, dato che ha frequentato i corsi di Luca Di Tolve ed è restato gay com'era prima). Dinnanzi a simili posizioni c'è da provare grande preoccupazione all'idea che un simile personaggio possa entrare in un liceo pubblico per poter raccontare l'odio che prova verso il suo orientamento sessuale a degli adolescenti.
Eppure è accaduto al liceo Torricelli-Ballardini di Faenza, dove il professore di religione è stato invitato a fare da controparte al progetto Scuole del circolo Il Cassero. A volere la sua presenza è stato il Consiglio d'Istituto, presente con un presidio nei corridoi dinnanzi all'aula dove si sono svolti i due incontri di due ore ciascuno.
A segnalare con indignazione l'accaduto sono alcuni studenti, i quali osservano che era «come parlare della Shoah e invitare la controparte».
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