Anche il Moscow Times inizia ad occuparsi dei gay perseguiti in cecenia



Mentre il Cremlino continua a rimandare qualunque indagine sulle gravi notizie che arrivano dalla Cecenia, finalmente anche il Moscow Times ha deciso di occuparsi della vicenda.
Il quotidiano indipendente racconta di come la Novaya Gazeta abbia pubblicato una scioccante inchiesta sulle repressioni anti-gay che stanno avvenendo nella regione. Viene osservato anche come le accuse siano state confermate da numerose fonti nelle agenzie statali cecene e tra i difensori dei diritti umani, così come si parla di come i detenuti siano stati torturati e che alcuni di loro siano stati liberati solo dopo che le loro famiglie hanno pagato enormi riscatti.
L'articolo parla di come Alvi Karimov, segretario stampa di Kadyrov, abbia etichettato la denuncia come una «menzogna assoluta» perché i gay non esisterebbero in Cecenia o di come Kheda Saratova, membro del consiglio dei diritti umani in Cecenia, abbia suggerito che le autorità e la società cecene debbano relazionarsi «con la comprensione» a una famiglia che dovesse uccidere un parente gay. In conclusione cita anche le minacce ricevute dai giornalisti del Novaya Gazeta da parte di un gruppo di clerici ceceni.
Se non viene aggiunto nulla di nuovo sulla vicenda, di fatto siamo dinnanzi al primo tentativo di far conoscere all'opinione pubblica russa quanto sta accadendo in un paese della federazione controllata da Putin.
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