Brandi e Gandolfini organizzano una cordata per impedire l'adozione di testi scolastici a loro sgraditi



L'organizzazione politica di Toni Brandi non si è mai fatta problemi a giocare la sua battaglia ideologica di promozione dell'estrema destra sulla pelle dei bambini. La sua associazione ha tramutato le scuole in un campo di scontro ideologico e la sua strenua promozione della paura e dell'isteria vengono da lui usate come armi per impedire che ai minori possa essere garantita una sana educazione. E tutto questo solo per poter parlare di Putin come di quel bravo "cristiano" che spinge al suicidio glia adolescenti gay al posto di garantire i loro diritti.

In quella sua ossessiva e inarrestabile azione di promozione dell'odio, la sua organizzazione ha diramato un comunicato allarmista in cui sostiene che:

Sappiamo bene infatti che nella pericolosissima proposta di attuazione della legge 107 presentata in Parlamento, per l’ “Introduzione dell’educazione di genere e della prospettiva di genere nelle attività e nei materiali didattici delle scuole del sistema nazionale di istruzione e nelle università”, si prevede che i libri di testo e materiali didattici siano corredati dall’autodichiarazione delle case editrici che attestino il rispetto delle indicazioni contenute nel codice di autoregolamentazione ‘Pari opportunità nei libri di testo’ (Polite)».

E dato che lui vuole che la donna stia un gradino sotto all'uomo e che i gay siano esclusi dalla vita civile, ecco che l'articolo si affretta a sostenere che quella paura debba essere tramutata in un'azione di ostruzionismo finalizzata ad impedire l'uso di testi scolastici che non siano stati preventivamente approvati da Brandi o da Gandolfini.
Sfruttando delle mamme spaventate a mo' di kamikaze da scagliare contro le scuole, Brandi le incita a chiedere rinvii e riesami delle riunioni e di affidarsi alle organizzazioni integraliste qualora trovino la parola "genere" scritta nei testi. La sua teoria è che gli insegnanti saranno costretti a «proporre libri diversi, fino a incontrare il consenso di docenti e genitori» e che quindi i suoi proseliti possano adoperarsi per imdpedire il rispetto delle normative comunitarie a danno dei figli altrui.
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