Con foto decontestualizzate già usate da Forza Nuova, Scialpi insiste nel denigrare chi partecipa ai pride



Prosegue la crociata di Giovanni Scialpi contro il quel mondo gay che lui accusa di essere composto da gente che «ostenta» la propria diversità «tramite la volgarità e l'eccesso». Dal suo profilo Twitter lo troviamo pronto a rilanciare i messaggi di chi dice che «gli integralisti lgbt sono talmente tolleranti che nemmeno Scialpi può esprimere la sua opinione» o impegnato a dibattere con un fedelissimo di Adinolfi su chi dei due debba prendersi il merito di aver parlato per primo di «lobby gay».
E se la smania con cui lo troviamo pronto a retwettare qualunque titoletto lo riguardi ci porta a temere che l'intera farsa sia uno stratagemma per cercare visibilità (forse necessaria per chi una settimana fa era ancora impegnato a pubblicare video del 1988 per ricordarsi di quando lo chiamavano in televisione a cantare), un po' fastidiosa è il suo ostentare la convinzione di essere migliore degli altri nel promuovere quai messaggi che, in maniera peraltro del tutto opinabile, lo etichettano come «il cantante pop gay più importante nella storia della televisione italiana». Chissà, magari qualcuno potrebbe suggerire Tiziano Ferro per quel titolo e non di un tizio che ha fatto coming out a 25 anni anni di distanza dall'apice del suo successo, ma ovviamente ogni opinione è lecita. Meno lecito è invece quel continuo ricorso insulto contro chi partecipa ai pride.

Dinnanzi a chi chiede dove abbia visto dei «culi all'aria» nelle manifestazioni che si sono svolte in Italia, lui risponde con una foto scattata anni fa, presumibilmente in Canada, che da tempo circola sui gruppi omofobi come "prova" del perché i gay debbano essere visti come pervertiti a cui va negato il diritto di poter adottare figli o anche solo di veder riconosciuti i loro affetti.
La stessa immagine compare ad esempio sui blog de Il Giornale sotto l'etichetta «ricchioni» o in siti inneggianti al Family day pronti a sentenziare che «questi ignobili esseri devono essere sconfitti». Quella è la stessa fotografia diffusa dai Giuristi per la vita con l'obiettivo di impedire il Varese Pride, nonché la medesima che la Destra di Storrace ha provato a spacciare come un qualcosa che fosse stato scattato per le strade di Milano. La lista di chi ha diffuso quella stessa include i vari siti omofobi legati a Forza Nuova, nonché quei gruppi di estrema destra che sostengono che i gay non debbano assolutamente poter avere pari dignità sociale.
Se non è facile risalire all'esatta origine esatta dell'immagine, già nel 2012 la trovavamo pubblicata su un blog bulgaro che sentenziava: «Le persone rifiutano i gay perché la natura stessa li rifiuta». Oppure, sempre nel medesimo anno, veniva usata da un blog francese che la affiancava alla didascalia «I genitori adottivi ideali secondo i socialisti». Insomma, siamo dinnanzi ad un uso strumentale che colpisce la comunità lgbt da più del doppio degli anni di presunto "attivismo" di Scialpi, con l'eggravante di come ora sia lui ad abusare della dignità di due persone che neppure conosce per usare come simbolo di perversione e depravazione di una comunità mondiale. Naturalmente sarebbe come pubblicare le fotografie di ragazze seminude che ballano ubriache in discoteca per sostenere che le donne eterosessuali non dovrebbero poter adottare, ma sappiamo bene che non è certo la verità ad interessare chi è alla strenua ricerca di un qualunque pretesto che possa legittimare i suoi pregiudizi. E pare inutile ricordare anche come in Canada i gruppi naturalisti siano soliti sfilare a qualunque manifestazione (anche gay) in virtù di come ciò sia permesso dalla legge e di come il naturalismo sia vissuto in maniera diversa. Se ciò non va bene a Scialpi, forse lo dovrebbe dire al primo ministro canadese e non attaccare quella gente che manifesta in Italia e che viene da lui accusata di andare in giro con «il culo all'aria».

Quindi, tentando di ricapitare, pare si debba dedurre che nella parte sinistra della fotografia di apertira ci sia gente che «ostenta» il proprio orientamento sessuale «tramite la volgarità e l'eccesso» con i «culi all'aria». A destra troviamo il modo giusti di porsi per rivendicare i propri diritti ed ottenere piena accettazione sociale. Se ne è convinto lui...
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