Gianfranco Amato sostiene che il suo attacco alle famiglie gay sia espressione dello «scontro finale tra il Signore e Satana»



Gianfranco Amato è convinto che il suo odio verso il creato debba potersi trasmettere in atti violenti che impongano la sua dittatura. Ideatore di un pensiero unico basato sul disprezzo di qualunque forma di diversità, il sedicente "cristiano" ama sventolare oggettistica sacra e santini al fine di auto-proclamarsi «più cristiano» degli altri, dice che la Madonna gli abbia conferito compiti più elevanti rispetto a chiunque altro e ama vantarsi di come lui possa saltare la fila alla comunione perché eletto cavaliere dell'ordine Equestre del santo Sepolcro di Gerusalemme.
Intenzionato a violentare Dio a fini di autopromozione politica, il leader integralista pare avere una strana concezione della libertà personale dato che non si batte per ottenere qualcosa per sé stesso, ma solo per toglierlo agli altri. La sua idea è che la sua libertà debba reprimere quella attui e che lui abbia il dovere di imporre il suo pensiero alle genti.

Usando toni sempre più violenti e isterici, è dal suo sito internet che il leader integralista si lancia in uno dei suoi soliti attacchi alla verità e alla dignità di quelle minoranze che lui vorrebbe fossero cancellate per compiacere i suoi più bassi pregiudizi.
In risposta alle proteste dell'ennesimo convegno con cui Gianfranco Amato spera di convertire l'odio in profitto personale a danno della collettività, lamenta come qualcuno osi anche solo asserire che «la nostra Costituzione tutela e garantisce la libertà di espressione e di opinione. Tale libertà non deve essere però confusa o sovrapposta con l’incitazione all'odio ed alla violenza. Ci meraviglia che il Circolo Culturale San Secondo, riconosciuto in città come punto di riferimento per l’incontro dialogante tra cristianesimo e laicità dello Stato, dia spazio ad un partito politico il cui leader, Mario Adinolfi, sia oggettivamente riconosciuto nel panorama italiano come un estremista cattolico».
E da qui parte la solita litania di Amato sul fatto che santi e preti parlavano di lui come della venuta della verità reincarnata nell'uomo, in una visione in cui l'unico vero "cristianesimo" sarebbe quel il disprezzo dell'umanità che lui emana da ogni singolo poro della sua pelle:

In pratica le succitate associazioni vorrebbero “democraticamente” impedire ad un partito ormai radicato in tutta Italia e che già si è presentato alle scorse elezioni amministrative, di illustrare pubblicamente la propria proposta politica in favore della vita e della famiglia. Ma forse è proprio quest’ultimo tema il problema dei contestatori. Oggi sostenere che la famiglia è la società naturale fondata sul matrimonio tra un uomo e una donna, come sostiene, peraltro, l’art.29 della Costituzione, è diventata «istigazione all’odio e alla violenza». Ci siamo, amici, la persecuzione è alle porte.
La settimana scorsa leggevo che il giudice della Corte Suprema statunitense, Samuel Alito, ha testualmente dichiarato che «a wind is picking up that is hostile to those with traditional moral beliefs», soffia un vento ostile nei confronti di tutti quelli che ancora credono nei valori morali tradizionali. Nel 2015, lo stesso Alito aveva profetizzato che il riconoscimento del matrimonio tra persone dello stesso sesso, avrebbe inevitabilmente creato le condizioni perché gli oppositori di tale “matrimonio” venissero considerati «bigotti» dalle autorità pubbliche, dalle istituzioni scolastiche e datori di lavoro («people who do not support same-sex marriage being treated as “bigots” by governments, schools and employers»), e come tali perseguitati.
Non meno profetico di lui è stato il cardinal Angelo Comastri, Arciprete della Basilica di San Pietro in Vaticano, il quale durante un’omelia tenuta il 5 luglio 2015 in occasione della 38a Convocazione Nazionale del Rinnovamento nello Spirito Santo, riferì di una confidenza ricevuta dal Cardinal Francis George di Chicago. Il porporato americano disse, infatti a Comastri: «Io penso di morire nel mio letto, il mio successore ho paura che morirà in prigione, ma il suo successore sarà fucilato in piazza». E lo stesso Comastri, stupito per quelle parole, chiese a George: «Eminenza, perché dice questo?». George rispose: «Lo sa perché? Perché difendiamo la famiglia, perché diciamo che la vita deve nascere da un padre e da una madre. Saremo perseguitati per questo!».
Del resto, anche il Cardinal Carlo Caffarra, Arcivescovo emerito di Bologna, in un’intervista rilasciata il 25 maggio 2016 alla “Nuova Bussola Quotidiana” ha raccontato che nel 1981, quando stava fondando, per volontà di San Giovanni Paolo II, l’Istituto per gli studi sul matrimonio e la famiglia, scrisse a suor Lucia, la veggente di Fatima, chiedendo preghiere per l’opera, e aggiungendo che non si sarebbe aspettato una risposta. Una risposta, però, arrivò comunque. Suor Lucia, infatti, scrisse «che vi sarebbe stato un tempo di uno “scontro finale” tra il Signore e Satana», e che «il terreno di scontro sarebbe stato costituito dal matrimonio e dalla famiglia». La Veggente di Fatima aggiunse anche che «coloro i quali avrebbero lottato per il matrimonio e la famiglia sarebbero stati perseguitati», e che, però, «costoro non avrebbero dovuto temere, perché la Madonna ha già schiacciato la testa al serpente infernale».

Non è difficile osservare come preti e presunti santoni vengano sfruttati per promuovere sé stesso dopo essersi auto-proclamati detentori della verità assoluta nonché dispensatori di giudizi divini contro la vita altrui. Certo, avesse letto i Vangeli al posto di sfruttarli come strumento di offesa, forse saprebbe che Gesù invitava a non giudicare, ma evidentemente lui si reputa superiore anche a Gesù nel basare la sua promozione politica sul disprezzo del prossimo. Ma fa sorridere come la sua assenza di etica lo portino addirittura a sostenere che i diritti umani altrui siano un demone da sconfiggere nel nome della Madonna:

Per questo non ci faremo certamente intimidire da qualche militante scalmanato. Noi, infatti, abbiamo una certezza: Virgo contrivit caput Serpentis! Ha ragione Suor Lucia, la testa del Serpente è già stata schiacciata.

Il problema, però, è che Amato pone come premessa dei suoi rantoli l'idea che lui si stia battendo in difesa della famiglia anche se tutto ci indica che lui voglia solo impedire la dignità delle famiglie altrui, arrivando a promuovere atti di violenza come quelle "terapie riparative" che hanno spinto già troppo adolescenti al suicidio. E chi crea morte non può certo sostenere che quella sia la volontà di Dio, anche se rotea rosari a mo' di bolas o se bestemmia il nome di Dio dopo essersi circondato di icone sacre.
1 commento